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Congresso Behavior-Based Safety

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

10/05/2012

Si terrà a Roma il 7-8 Giugno l'8° Conferenza Internazionale di AARBA - Congresso Europeo di Behavior-Based Safety: il programma.

Congresso Behavior-Based Safety

Si terrà a Roma il 7-8 Giugno l'8° Conferenza Internazionale di AARBA - Congresso Europeo di Behavior-Based Safety: il programma.

Si svolgerà il 7-8 giugno a Roma l’8° Conferenza Internazionale di AARBA - Congresso Europeo di Behavior-Based Safety che presenterà come adottare alcuni metodi efficaci applicando le leggi della Evidence-Based Safety.
 
Da un recente studio del Politecnico di Milano si evince che sui 304 metodi esistenti che dichiarano di considerare il fattore umano per migliorare la sicurezza, ben 220 sono semplicemente diagnostici-prognostici e gli altri 84 affermano di avere un impatto sul fattore umano; di questi solo il protocollo B-BS può vantare prove controllate e randomizzate con risultati pubblicati su riviste internazionalizzate a supporto della sua documentata efficacia (L. Carrara, 2011). La Behavior-Based Safety è infatti l’unico processo evidence-based capace di costruire comportamenti sicuri e stabili nel tempo e di conseguenza di ridurre gli infortuni in media del 54% (B. S. Azaroff, J. Austin, 2000). L’efficacia di metodi e sistemi di sicurezza è legata alla misurazione parametrica dei risultati ottenuti con la loro applicazione. Il Congresso Europeo di Sicurezza Comportamentale (Behavior-Based Safety) si concentrerà proprio su questo tema, durante i lavori congressuali pressa la Pontificia Università Urbaniana, dal 7 all’8 giugno, organizzati da AARBA e da ANMIL. Al congresso, saranno presentati i risultati ottenuti dall’avvio di processi B-BS in Italia e all’estero, sia nelle aziende multinazionali fino alle piccole e medie imprese.  Il congresso ha inoltre riservato momenti specifici dedicati ai professionisti del diritto che cercano un’applicazione efficace del dettato di legge.


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Data: 7 giugno 2012
Orario del Simposio:14,30 – 16,00
Behavior-Based Safety: integriamo Legge e Scienza
Il processo di sicurezza basata sul comportamento è lo strumento di elezione per rendere un SGSL capace di modificare il comportamento
L’art. 30 del D.Lgs. 81/08 prevede che l’adozione di sistemi di gestione (SGSL UNI-INAL e OHSAS 18001:2007) sollevi le persone giuridiche, quindi le aziende, dalla responsabilità amministrativa. E la B-BS s’integra perfettamente con un sistema di gestione perché realizza in modo efficace alcune delle attività richieste al datore di lavoro tra cui la supervisione del lavoro, l’esame continua delle condizioni e delle procedure di sicurezza, la comunicazione e il coinvolgimento dei lavoratori.
Nel quadro normativo si è aperto da anni un proficuo confronto tra il diritto e l’analisi del comportamento. Il processo di Behavior-Based Safety dà un contributo significativo a chi cerca di applicare la legge, che indica ai datori di lavoro e ai professionisti che cosa fare, ma non come fare: chiedere di usare segnali di avvertimento, di dare istruzioni adeguate, di ottenere la partecipazione dei lavoratori e una loro consultazione (art. 15, comma 1) diventano attività efficaci solo se si applicano le scoperte della Behavior Analysis nel definire le contingenze dell’ambiente lavorativo. In altre parole per ottenere un cambiamento nella cultura aziendale, non basta mettere un cartello, riscrivere una procedura o sottoporre il lavoratore all’ennesima ora di formazione: se l’azienda vuole ottenere un comportamento di sicurezza stabile e generalizzato, dovrà agire sul lato delle conseguenze che l’organizzazione stessa dovrà fornire al lavoratore per i suoi comportamenti, che vanno osservati, apprezzati, premiati e se necessario corretti. E questo è stato confermato anche dalla Cassazione, in una sua recente sentenza.
 
Il datore di lavoro deve avere la cultura e la forma mentis del garante del bene costituzionalmente rilevante costituito dalla integrità del lavoratore, e non deve perciò limitarsi ad informare i lavoratori sulle norme antinfortunistiche previste, ma deve attivarsi e controllare sino alla pedanteria, che tali norme siano assimilate dai lavoratori nella ordinaria prassi di lavoro[…] al fine di escludere la responsabilità per reati colposi dei soggetti obbligati, non è sufficiente che tali soggetti impartiscano le direttive da seguire a tale scopo, ma è necessario che ne controllino con prudente e continua diligenza la puntuale osservanza (Cassazione Penale Sezione IV - Sentenza n. 31679 del 11 agosto 2010 -  Pres. Mocali – Est. Romis – P.M. Stabile - Ric. R. G.).
Interventi del simposio
Presiede M. Lepore (Università La Sapienza)
Modera A. P. Bacchetta (AARBA)
Il punto di vista della scienza per ottenere  risultati di sicurezza (con traduzione simultanea) T. Ludwig (Appalachian State University)
La sicurezza oltre la legge: la sicurezza comportamentale
S. Bruschi (TüV Italia)
Il comportamento del lavoratore e le norme di progettazione delle macchine/attrezzature
L. Di Donato (INAIL ex ISPESL)
Il punto di vista della Legge
P. Vittorini (Studio legale Vittorini)
 
 
Data: 7 giugno 2012
Orario del simposio: 16,30 – 18,00 
L’Accordo Stato-Regioni: opportunità e limiti per la formazione
All’inizio del 2012 è stato approvato l’Accordo Stato-Regioni per la formazione in azienda. La normativa si sta traducendo per le aziende in significativi oneri organizzativi ed economici. Il prof. Tosolin proporrà un’analisi critica sulla conformità del testo ai principi fondamentali della scienza dell’apprendimento per capire quali dei requisiti a norma di legge formino il personale, in modo efficace, così da renderlo capace di dare una nuova e migliore performance sul campo. In assenza di questi requisiti, il rispetto della normativa rischia di rimanere un’ottemperanza burocratica che non fornirà risultati a livello pratico. Questa sessione sull’ Accordi Stato-Regioni sarà conclusa da una Tavola Rotonda, a cura di ANMIL, alla quale porteranno il loro contributo rappresentanti delle parti sociali e delle istituzioni, tra cui il dott. Lorenzo Fantini, dirigente del Ministero del lavoro e tra gli autori dell’accordo.
Partecipanti alla Tavola Rotonda
Presiede:M. Giovannone (ANMIL Sicurezza)
F. Tosolin (Presidente AARBA)
T. Campanile (CNA Nazionale)
L. Fantini (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali)
C. Frascheri (CISL Nazionale)
G. Galli (UIL Nazionale)
D. Lombardi (Comitato di Coordinamento delle Regioni)
F. Pontrandolfi (Confindustria Nazionale)
 
Data: 7 giugno 2012
Orario: 16,30 – 18,00
Certificare risultati o adempimenti?
La sempre più diffusa applicazione del protocollo B-BS in Italia apre il dibattito sulla necessità e opportunità di predisporre uno schema di riferimento per la certificazione del processo.
In particolare la certificazione della corretta applicazione di un processo B-BS, secondo i principi validati dalla comunità scientifica a livello internazionale, consente di poter verificare l’efficacia del processo in termini di aumento dei comportamenti di sicurezza e riduzione degli incidenti.
I relatori presenteranno e discuteranno il disciplinare tecnico per la certificazione del processo di B-BS, elaborato da AARBA-CCBS con l’aiuto di RINA e TUV, che risponde ai criteri di efficacia, richiesti dalla comunità scientifica internazionale, e ai criteri d’indipendenza, documentazione e standardizzazione richiesti dagli enti di certificazione.
Infine sarà presentato anche il percorso di accreditamento per un professionista in Behavior-Based Safety, e le competenze professionali necessarie per i suoi certificatori.
Interventi del simposio
Presiede: I. Savini (Tüv Italia)
Il cambiamento organizzativo e il potenziale di una certificazione attenta ai risultati
M. Alavosius (CCBS)
La certificazione dei comportamenti di sicurezza: il disciplinare tecnico della B-BS
J. Ferrando (RINA)
Percorso accademico e bagaglio esperienziale per il professionista di B-BS
M. Gatti (AARBA)
La Certificazione delle competenze in sicurezza comportamentale: livelli di padronanza degli esperti in B-BS
P. Bacchetta (AARBA)
 
 
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