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Imparare dagli errori: gli incidenti di lavoro nelle attività di pulizia
Brescia, 19 Mar – Nel settore delle imprese di pulizia, disinfezione e sanificazione, settore che comprende spesso piccole aziende operanti in molteplici settori quali uffici, scuole, strutture alberghiere, residenze sanitarie, abitazioni private e industrie, il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali risulta rilevante. Infortuni e malattie che possono dipendere da diverse cause: utilizzo di macchinari, contatto o inalazione di prodotti chimici, cadute, infortuni connessi a rischi biologici, disturbi muscolo-scheletrici, … ì
Proprio per fare luce su questo tema e fornire indicazioni sui possibili infortuni e sulla prevenzione, anche con riferimento alle particolari attività di pulizia svolte da imprese dedicate, iniziamo oggi un breve viaggio attraverso gli incidenti con specifico riferimento ai rischi dovuti all’impiego delle macchine.
Le dinamiche infortunistiche presentate sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- Gli esempi di infortuni lavorativi nelle attività di pulizia
- Le attività di pulizia e i rischi dovuti all’impiego delle macchine
Gli esempi di infortuni lavorativi nelle attività di pulizia
Nel primo caso un’impresa ha affidato ad una ditta lavori di pulizia industriale mediante tecnica “idrodinamica ad altissima pressione”. L'impresa affidataria dei lavori opera in piena autonomia, con propria attrezzatura e personale dipendente ed è tecnicamente idonea.
Un dipendente di questa ditta, che si occupa dei lavori, è in possesso di attestati di formazione in materia di sicurezza sul lavoro nonché di “sicurezza per operatore di alta pressione”.
Il giorno dell'infortunio sono in programma lavori di pulizia (lavaggio con acqua) di fasci tubieri di un evaporatore verticale che vengono effettuati infilando in ogni singolo tubo un flessibile, collegato al compressore, e provvisto di ugello del tipo autoavanzante. L’azionamento del flusso d’acqua è comandato dallo stesso infortunato tramite comando a pedale.
L'infortunato estraendo il flessibile con getto d'acqua ancora in pressione viene colpito dal flusso del fluido ad alta pressione che gli causa lesioni in diverse parti del corpo. Egli indossa, come indumento di protezione specifico contro il contatto con getti ad altissima pressione, un "grembiule 10/28", che gli protegge il corpo ma non le braccia. Il livello di protezione “10/28”, inoltre, offre una protezione contro un getto “singolo” di pressione fino a 1.000 bar, mentre le operazioni di lavaggio vengono eseguite con pressioni di almeno 2.200 bar.
Il rischio di “sfili e/o rottura di manichette in pressione (colpi di frusta, contusioni, ecc)” era stato “preso in considerazione nel DVR senza però che venissero indicate, tra le misure di mitigazione o controllo, soluzioni tecniche di prevenzione atte a impedire il verificarsi di un evento come quello accaduto”
Questi i fattori causali indicati nella scheda:
- “inefficace protezione del dpi in quanto di prestazioni inferiori rispetto a quanto necessario in base alla sorgente pericolosa e in quanto la protezione offerta si limita ad alcune parti del corpo esposte a rischio
- l'infortunato ha estratto il tubo flessibile con getto di fluido ad altissima pressione ancora azionato”.
Il secondo caso riguarda un dipendente di una ditta esterna di pulizie, addetto alla raccolta di carte/cartoni.
Una domenica mattina, utilizzando per l'attività di trasporto/spostamento un trattore elettrico da traino privo del telaio di protezione, senza allacciare le cinture di sicurezza, si reca nel piazzale esterno dello stabilimento.
Durante il tragitto decide di deviare dal percorso, passando all'interno di un magazzino non illuminato per inattività lavorativa; imbocca per errore una banchina di carico/scarico merci, il cui cancello è rimasto aperto, e precipita da una altezza di circa un metro con tutto il mezzo.
Nella caduta viene sbalzato dal posto di guida e nell'impatto con il suolo riporta la frattura della spalla dx.
I fattori causali:
- “il lavoratore decideva di deviare dal percorso, imboccava per errore una banchina di carico/scarico merci”;
- l'infortunato “non allacciava le cinture di sicurezza”;
- “banchina di carico/scarico merci con cancello di protezione rimasto aperto”;
- “magazzino non illuminato per inattività lavorativa”.
Le attività di pulizia e i rischi dovuti all’impiego delle macchine
Per raccogliere informazioni generali sull’uso delle macchine nelle imprese di pulizia, anche se non con riferimento alle specifiche attrezzature di pulizia e trasporto utilizzate nei casi presentati, possiamo fare riferimento al documento Inail “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”.
Il documento ricorda che i macchinari e le attrezzature impiegati, a livello professionale, per le pulizie e la sanificazione non solo devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto o ai requisiti generali di sicurezza di cui all’allegato V del D. Lgs. 81/2008, ma devono comunque essere “tecnicamente efficienti e mantenute in perfetto stato di funzionamento e di pulizia e devono essere dotate di quegli accorgimenti ed accessori atti a proteggere e salvaguardare l’operatore ed i terzi da eventuali infortuni”.
Inoltre, le attrezzature ed i macchinari di lavoro devono essere:
- “scelti in base alla destinazione e all’operazione da svolgere;
- utilizzati in conformità alle istruzioni del fabbricante;
- utilizzati applicando correttamente le procedure di lavoro fornite dal datore di lavoro, onde ridurre al minimo il rischio di infortuni per utilizzatori e terzi;
- puliti perfettamente dopo l’uso;
- sottoposti ad adeguata manutenzione, che è opportuno sia registrata in apposite schede, su cui dovranno essere registrati tutti gli interventi ordinari e straordinari eseguiti;
- vuotati dal materiale sporco raccolto seguendo le regolamentazioni locali applicabili sul corretto smaltimento dei rifiuti, in base al livello di rischio”.
Riguardo poi ai rischi dovuti all’impiego di macchinari il documento ricorda che oggi “esiste una moltitudine di macchine dedicate alla pulizia, ognuna studiata per operare in specifici ambienti e con azioni mirate”. E per prevenire infortuni “occorre quindi imparare a conoscere queste macchine ed essere informati sui rischi che comporta il loro utilizzo, comprese le corrette operazioni di manutenzione”.
Si sottolinea poi che “i rischi di infortunio e malattia di origine professionale più frequenti connessi all’utilizzo di macchine per la pulizia professionale” sono:
- urti (con riferimento alla collisione di un oggetto, per esempio un macchinario, con una persona);
- cadute;
- esposizione a vibrazioni delle mani e delle braccia;
- rischi ergonomici;
- rischi elettrici.
Ad esempio, questi sono alcuni dei “pericoli” connessi alle cadute:
- “inciampare sul cavo elettrico di alimentazione
- inciampare durante l’utilizzo dell’apparecchio in corrispondenza di un dislivello (scale, gradini)”.
E queste alcune misure di prevenzione:
- “tenere il cavo dietro al macchinario
- evitare che il cavo si tenda al livello del ginocchio
- fare attenzione alle irregolarità del pavimento e ai gradini
- utilizzare gli appositi cartelli e/o barriere per avvertire gli altri del pericolo”.
Si rimanda, in conclusione, alla consultazione del documento Inail, che contiene ulteriori dettagli e approfondimenti sul rischio macchina nelle attività di pulizia.
Tiziano Menduto
Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato – le schede di Infor.mo. 4592 e 17366 (archivio incidenti 2002/2023).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
Scarica il documento citato nell'articolo:
Inail, Consulenza Statistico Attuariale, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza, “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”, a cura di Giuseppe Bucci (Inail, CSA), Diego De Merich e Maria Rosaria Marchetti (Inail, Dimeila), Patrizia Anzidei e Giannunzio Sinardi (Inail, CTSS), Sara Veneziani e G. Ivo Vogna (Confimi Industria - Commissione ambiente e sicurezza), Stefania Verrienti e Lorenzo Di Vita (Afidamp - Aderente Finco - Confimi Industria) – Accordo Inal e Confimi Industria, edizione 2023 (formato PDF, 15.04 MB).
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