Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Hai dimenticato lo username?

Inserisci l'indirizzo Email associato al tuo account per ricevere il tuo username.

Errore! L'email inserita non è valida
Torna al Login

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

La prevenzione dei rischi professionali e le differenze di sesso e genere

La prevenzione dei rischi professionali e le differenze di sesso e genere
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

06/03/2026

Un dossier si sofferma sulla prevenzione dei rischi professionali considerando le differenze di sesso e genere. Focus sui determinanti socioculturali e sull’esposizione differenziata ai fattori di rischio.

La prevenzione dei rischi professionali e le differenze di sesso e genere

Un dossier si sofferma sulla prevenzione dei rischi professionali considerando le differenze di sesso e genere. Focus sui determinanti socioculturali e sull’esposizione differenziata ai fattori di rischio.

Parigi, 6 Mar – Come ricordato anche in molti nostri articoli, e nonostante gli indubbi progressi degli ultimi anni, persistono ancora significative disuguaglianze nella tutela della salute e sicurezza di lavoratori e lavoratrici. E le differenze lavorative tra donne e uomini dipendono da diversi fattori, dalle diverse professioni esercitate, dai settori di attività in cui si opera e dalla distribuzione diseguale di attività svolte all'interno di uno stesso settore. Senza dimenticare che i percorsi professionali dipendono anche dalle attività extra-lavorative e dall'attribuzione dei ruoli, determinati socio-culturalmente, con conseguente esposizione differenziata ai fattori di rischio professionale.

 

A ricordarlo, in questi termini, è la presentazione di un dossier francese dell’Institut National de Recherche et de Sécurité pour la prévention des accidents du travail et des maladies professionnelle ( INRS) dal titolo "Prévention des risques professionnels : vers une meilleure prise en compte des différences entre femmes et hommes?” (Prevenzione dei rischi professionali: verso una maggiore considerazione delle differenze tra donne e uomini?). Un dossier pubblicato nella rivista tecnica dell’INRS “Hygiène & sécurité du travail” (HST) n° 280 di settembre 2025.

 

Nel dossier si ricorda che le caratteristiche fisiche e fisiologiche delle donne e degli uomini determinano anche un impatto differenziato di alcuni rischi sul lavoro sulla loro salute. E i dati diversi di infortuni e malattie professionali tra uomini e donne riflettono in parte la realtà di questi fenomeni. Il dossier ha lo scopo di fare luce su queste questioni, sulla base delle conoscenze più recenti provenienti da varie discipline.

 

Ci soffermiamo in particolare sugli spunti che si possono trarre da uno dei contributi presenti nel dossier. Il contributo, dal titolo "Sexe, genre et prévention des risques professionnels" (Sesso, genere e prevenzione dei rischi professionali) a cura di Agnès Aubletcuvelier (INRS, direction des Études et recherche) e Florence Chappert (Anact mission Égalité, direction technique et scientifique). 

 

Per presentare brevemente il contributo nel dossier INRS ci soffermiamo sui seguenti argomenti:

  • I rischi lavorativi e le specificità fisiche e fisiologiche di donne e uomini
  • I determinanti socioculturali e l’esposizione differenziata ai fattori di rischio
  • Gli impatti differenziati dei rischi e le conoscenze lacunose


Pubblicità
RSPP-ASPP - Aggiornamento 8 ore - Rischi di genere, età, tecnostress - Tutti i settori
RSPP - ASPP - RSPP-ASPP - Aggiornamento 8 ore - Rischi di genere, età, tecnostress - Tutti i settori
Corso online di aggiornamento per RSPP-ASPP di attività appartenenti a tutti i settori di attività ATECO 2007. Il corso costituisce credito formativo per RSPP-ASPP, Docenti-formatori e Coordinatori per la sicurezza sul lavoro.

 

I rischi lavorativi e le specificità fisiche e fisiologiche di donne e uomini

Le autrici indicano che è ormai dimostrato che alcune situazioni professionali hanno un impatto diverso sugli uomini e sulle donne e che si riscontrano esposizioni differenziate ai fattori di rischio o differenze nelle conseguenze.

 

Tra l’altro si ricorda che, se i concetti di «sesso» e «genere» possono essere utilizzati in modo indifferenziato, è tuttavia importante distinguere questi due termini concettualmente diversi. Nel contributo il sesso si riferisce per lo più alle differenze biologiche e quindi all'impatto differenziato dei rischi in base al sesso. Il genere, invece, si riferisce alle differenze sociali (professioni, percorsi, vita al di fuori del lavoro...) e quindi alle esposizioni differenziate. Le questioni di sesso e genere sul lavoro trattate in questo dossier sono inoltre affrontate essenzialmente da un punto di vista binario uomo/donna, il che non deve tuttavia oscurare la realtà vissuta sul lavoro dalle persone non binarie, le cui specificità in relazione alla salute sul lavoro sono ancora poco documentate.

 

Cosa significa tenere conto del sesso e del genere nella prevenzione?

 

Si indica che la valutazione e la prevenzione dei rischi professionali devono essere arricchite dalle due dimensioni del sesso e del genere.

 

Infatti, la realtà lavorativa delle donne e degli uomini non è la stessa e ciò comporta una diversa esposizione ai fattori di rischio professionali. Senza dimenticare la sovraesposizione delle donne a comportamenti sessisti e molestie sessuali, che è un'altra componente della differenziazione dei rischi. Queste esposizioni sono influenzate da determinanti socio-culturali.

 

Si segnala poi che le specificità fisiche e fisiologiche delle donne e degli uomini determinano impatti differenziati di alcuni rischi lavorativi sulla loro salute, in particolare quella riproduttiva, ma non solo.

E queste specificità possono essere, ad esempio:

  • di natura biologica (ormonale, immunitaria), con ripercussioni su fattori di vulnerabilità specifici a seconda del sesso e del periodo della vita (agenti allergenici o interferenti endocrini, ad esempio);
  • di natura fisiologica, con un impatto sulle capacità funzionali cardiorespiratorie e muscolari, tra le altre. Bisogna tenere conto anche delle differenze morfologiche, poiché gli arredi, gli strumenti di lavoro e i dispositivi di protezione individuale non sono sempre adatti alla diversità dei morfotipi.

 

I determinanti socioculturali e l’esposizione differenziata ai fattori di rischio

Il contributo si sofferma poi sull’esposizione differenziata ai fattori di rischio.

 

Si fa riferimento in Francia all’ Anact(Agence Nationale pour l'Amélioration des Conditions de Travail) e ad un modello che si sviluppa a partire dal 2013 spiegando le differenze negli indicatori di salute sul lavoro tra donne e uomini sulla base di quattro assi di analisi:

  • la distribuzione per sesso delle professioni e delle attività,
  • l'esposizione differenziata a determinati fattori di rischio e i loro effetti, particolarmente invisibili per le donne,
  • i percorsi caratterizzati da un'usura professionale più marcata per le donne
  • il cumulo delle attività lavorative ed extra-lavorative, che può comportare un cumulo di esposizione a fattori di rischio biomeccanici e psicosociali.

 

Si sottolinea poi che, per quanto riguarda la distribuzione di genere delle professioni e delle attività, i determinanti socioculturali hanno un ruolo fondamentale. Infatti, l'attribuzione di ruoli, attitudini e competenze presunte in base al sesso inizia molto presto nella vita e influenza gli atteggiamenti, gli orientamenti scolastici e professionali e i comportamenti extra-professionali nella sfera familiare e personale.

 

Ad esempio, alle donne vengono attribuite preferibilmente attitudini “naturali” nei campi relazionale, letterario, psicologico e linguistico, che le porterebbero più facilmente a prendersi cura degli altri, ad agire nella sfera sociale o educativa, mentre agli uomini vengono attribuite maggiori capacità nei campi matematico, fisico e meccanico, orientandoli naturalmente verso professioni piuttosto tecniche e “ingegneristiche”. A livello fisico, le donne sarebbero ritenute più meticolose nell'esecuzione di compiti di precisione, mentre gli uomini sarebbero più adatti a compiti che richiedono sforzi intensi o svolti in ambienti fisicamente ostili (intemperie, rumore, polvere...). Queste presunte attitudini portano a orientamenti professionali stereotipati, con settori di attività prevalentemente maschili (edilizia, lavori pubblici, trasporti) e altri prevalentemente femminili (assistenti materne, segretarie, collaboratrici domestiche, badanti, addette alle pulizie, addette alla registrazione dati). Da questi orientamenti derivano esposizioni differenziate ai fattori di rischio, che si accompagnano globalmente a una sovraesposizione degli uomini a determinati fattori di rischio fisici (movimentazione di carichi pesanti, esposizione al rumore, vibrazioni, polveri minerali...) e da una sottovalutazione di alcuni rischi nelle attività a prevalenza femminile, in particolare i rischi psicosociali ma anche fisici (ad esempio, l'assistenza alla mobilità delle persone).

 

Si ricorda poi, sempre con riferimento alla Francia, che la combinazione di attività lavorative ed extra-lavorative è complessivamente più sfavorevole alle donne, con una somma di lavoro retribuito e non retribuito superiore a quella degli uomini e un ruolo di assistenza tre volte più frequente. Ciò comporta in particolare una combinazione di esposizione a stress biomeccanici e psicosociali, che riduce le capacità di recupero funzionale e accentua il rischio di danni alla salute.

 

Gli impatti differenziati dei rischi e le conoscenze lacunose

Dunque, tenere conto del sesso nella valutazione dei rischi professionali significa considerare gli impatti differenziati di determinate esposizioni fisiche in funzione delle differenze biometriche, morfologiche, fisiologiche o ormonali.

 

Il contributo, che presenta anche i vari altri contributi presenti nel dossier INRS, segnala che l’articolo “Prévention des risques liés à la charge physique et aux ambiances thermiques: quelles spécificités selon le sexe” descrive in modo preciso come alcune sollecitazioni fisiche, come il trasporto di carichi o l'esposizione a determinate condizioni termiche, abbiano effetti differenziati sulla salute del corpo femminile o maschile (apparato locomotore, funzioni cardiorespiratorie e termoregolatrici). Sono poi formulate raccomandazioni per l'attuazione di una prevenzione primaria che consenta di proteggere tutti i lavoratori, indipendentemente dal loro sesso/genere, e invitano a un uso prudente dei valori limite di esposizione francesi, concepiti il più delle volte per una popolazione maschile.

 

Un altro contributo – “Évaluation du danger des substances chimiques : des différences selon le sexe mieux comprises, mais des lacunes à combler” - si sofferma sulla problematica dell'esposizione chimica sottolineando che sono sempre più acquisite le conoscenze acquisite sulle differenze legate al sesso, ma permangono alcune lacune. In particolare, gli studi di tossicologia che integrano la variabile del sesso evidenziano differenze di tossicità di alcuni agenti chimici a seconda del sesso. Queste riguardano, ad esempio, il rischio di allergie cutanee o respiratorie, che predomina nelle donne a causa di un sistema immunitario più forte, ma anche lo sviluppo di alcuni tumori, con fattori di vulnerabilità variabili. Senza dimenticare gli effetti sul sistema riproduttivo, diversi tra uomini e donne, che hanno un potenziale impatto sulla fertilità e sulla prole.

 

Insomma, concludono le autrici, la considerazione sul sesso e il genere nella prevenzione dei rischi lavorativi dovrebbe portare allo sviluppo di nuove ricerche, in particolare sugli impatti differenziati dei rischi professionali, ma anche sull'interazione tra salute pubblica e salute sul lavoro, con particolare attenzione alle questioni di salute riproduttiva specifiche delle donne, tra cui ad esempio la questione emergente nel dibattito pubblico dei disturbi mestruali o della menopausa. Un’attenta considerazione del sesso e del genere dovrebbe portare gli attori della prevenzione a rimettere in discussione anche alcune norme di prevenzione sul lavoro, ad esempio relativamente ai valori limite di esposizione, alle tabelle e criteri di riconoscimento delle malattie professionali e degli infortuni o alle caratteristiche dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del contributo presentato e dell’intero dossier INRS che riporta utili indicazioni, valide anche per il nostro Paese, per una valutazione dei rischi che tenga conto anche del sesso e del genere.  

 

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Institut national de recherche et de sécurité pour la prévention des accidents du travail et des maladies professionnelle – INRS, “ Prévention des risques professionnels: vers une meilleure prise en compte des différences entre femmes et hommes?”, dossier coordinato da Agnès Aublet-Cuvelier (INRS, Direction des Études et recherche) e pubblicato nella rivista tecnica INRS “Hygiène & sécurité du travail” (HST) n° 280 di settembre 2025 (formato PDF, 2.86 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ La prevenzione dei rischi e le differenze tra uomini e donne”.

 

 

 

N.B.: Se i dati sul settore e sugli infortuni e malattie professionali contenute nei documenti INRS riguardano la realtà francese, le riflessioni e i suggerimenti riportati possono essere comunque utili per migliorare la prevenzione di lavoratrici e lavoratori.

 



Creative Commons License Licenza Creative Commons

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Imparare dagli errori: infortuni mortali dei lavoratori stranieri in edilizia

Sicurezza sul lavoro dei lavoratori migranti ucraini in Polonia

Imparare dagli errori: gli infortuni dei lavoratori stranieri in agricoltura

Le donne e le patologie muscoloscheletriche: criticità e diseguaglianze


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

06MAR

Convegno INAIL: progetto di VR per la sicurezza dei lavoratori

04MAR

69° Elenco Soggetti Abilitati alle Verifiche Periodiche Attrezzature

03MAR

Record per le emissioni globali

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
06/03/2026: INRS – Prévention des risques professionnels: vers une meilleure prise en compte des différences entre femmes et hommes? HST n° 280 11/2025
05/03/2026: Imparare dagli errori – La sicurezza sul lavoro dei conducenti di autobus – schede di Infor.mo. 17248 e 18126.
05/03/2026: Inail – La banca dati dei settori industriali con presenza di Norm sul portale agenti fisici (PAF) – edizione 2026
04/03/2026: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Verso l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro – Raccolta di contributi a supporto dell’avvio dei lavori dell’Osservatorio.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


INFORTUNI IN ITINERE


APPALTI E COSTI DELLA SICUREZZA

Costi della non sicurezza, strumenti per conoscerli e imprese certificate


RISTORAZIONE E TURISMO

Le malattie professionali nelle attività alberghiere e della ristorazione


MEDICO COMPETENTE

La sicurezza e la differenza di comportamento visivo tra mancini e destrorsi


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità