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Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028: Insieme per la salute mentale sul lavoro
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) lancia ufficialmente la nuova campagna di sensibilizzazione pluriennale " Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028: Insieme per la salute mentale sul lavoro" (Healthy Workplaces Campaign 2026-2028 — Together for mental health at work).
La campagna "Luoghi di lavoro sani", promossa da EU-OSHA, rappresenta la più grande iniziativa europea per la promozione della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro. Through queste iniziative pluriennali, l'Agenzia si connette con i contesti lavorativi di ogni dimensione e settore, avvalendosi di una rete strutturata e diversificata composta da punti focali nazionali (Focal Point), partner ufficiali delle campagne, partner mediatici, ambasciatori della Enterprise Europe Network (EEN) e dell'iniziativa OSHVET per la formazione professionale, parti sociali europee, istituzioni dell'UE (in particolare le presidenze del Consiglio) e altre agenzie comunitarie.
In questo quadro di portata continentale, PuntoSicuro è Media Partner ufficiale della campagna. Come Media Partner ufficiale, PuntoSicuro continuerà a documentare gli sviluppi della campagna e le migliori prassi applicative a supporto della community dei professionisti della prevenzione, affiancando datori di lavoro, RSPP, HSE manager, medici competenti e RLS per l'intero triennio con approfondimenti tecnici, analisi normative e strumenti operativi.

Il quadro normativo: la tutela della salute mentale nel D.Lgs. 81/2008 e nelle direttive UE
Nel contesto normativo italiano, la protezione del benessere psicofisico nei luoghi di lavoro costituisce un preciso obbligo legislativo in capo all'organizzazione aziendale.
L'articolo 15, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 inserisce tra le misure generali di tutela la programmazione della prevenzione, finalizzata ad integrare in un unico complesso le condizioni tecniche e produttive dell'azienda con l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro.
Inoltre, l'articolo 28, comma 1 del medesimo decreto stabilisce l'obbligo di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato, in conformità all'Accordo Quadro Europeo dell'8 ottobre 2004 e alle indicazioni metodologiche formulate dalla Commissione Consultiva Permanente il 18 novembre 2010.
A livello comunitario, la Direttiva Quadro 89/391/CEE sancisce il dovere generale del datore di lavoro di garantire la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori in tutti gli aspetti legati all'attività lavorativa, inclusi gli assetti organizzativi e relazionali. La nuova campagna EU-OSHA risponde inoltre agli indirizzi del Quadro strategico dell'UE per la salute e la sicurezza sul lavoro 2021-2027 e della Iniziativa globale dell'UE sulla salute mentale, confermando che la gestione dei rischi psicosociali necessita di interventi strutturali di prevenzione primaria.
I 5 assi prioritari della campagna "Insieme per la salute mentale sul lavoro"
I fattori di rischio psicosociale (FRP) — quali carichi di lavoro sproporzionati, ritmi pressanti, scarsa autonomia, precarizzazione, isolamento legato alle tecnologie e stili di leadership inadeguati — rappresentano una delle principali cause di malattia professionale, assenteismo e presenteismo nell'Unione Europea. Per affrontare tali criticità, la campagna EU-OSHA si concentra su cinque direttive strategiche:
Prevenzione primaria dei rischi psicosociali: Identificazione tempestiva dei fattori organizzativi nocivi e ristrutturazione della pianificazione del lavoro, privilegiando la riduzione del rischio alla fonte.
Impatto della digitalizzazione: Valutazione dei rischi emergenti derivanti dal lavoro agile, dal controllo algoritmico, dalle molestie informatiche e dall'iperconnessione, promuovendo il rispetto del diritto alla disconnessione.
Lotta allo stigma e cultura della trasparenza: Creazione di contesti di lavoro in cui la salute mentale possa essere discussa apertamente, eliminando ostacoli e discriminazioni per chi vive condizioni di disagio.
Gestione del rientro al lavoro (Return-to-Work): Definizione di protocolli aziendali strutturati per favorire il reinserimento progressivo e tutelato dei lavoratori dopo assenze prolungate correlate a disturbi psicosociali.
Formazione dei dirigenti e dei preposti: Sviluppo di competenze gestionali ed empatiche fondamentali per rilevare precocemente i segnali di stress nei collaboratori e gestire il clima aziendale.
Metodologia di valutazione dei rischi psicosociali e ruoli prevenzionali
Per applicare le direttive comunitarie e soddisfare gli adempimenti del D.Lgs. 81/2008, i servizi di prevenzione e protezione sono chiamati ad adottare procedure di valutazione rigorose.
In Italia, il percorso di riferimento per la valutazione dello stress lavoro-correlato è quello definito dalla metodologia INAIL, strutturato su due livelli d'indagine:
Valutazione preliminare (obbligatoria): Consiste nel rilevare indicatori oggettivi (es. tassi di assenteismo, turnover, infortuni, contenziosi) e nel compilare una lista di controllo relativa ad Eventi Sentinella, Fattori di Contenuto del Lavoro (orari, carichi, pianificazione) e Fattori di Contesto del Lavoro (ruolo aziendale, autonomia, sviluppo professionale, comunicazione).
Valutazione approfondita: Si attiva qualora la fase preliminare evidenzi criticità e le misure correttive introdotte non abbiano conseguito l'efficacia sperata. Essa prevede la rilevazione diretta delle percezioni dei lavoratori tramite strumenti validati (questionari, focus group o interviste).
Il processo richiede il coinvolgimento integrato di tutte le figure previste dal sistema di prevenzione:
Datore di Lavoro e RSPP: Responsabili dell'analisi metodologica e dell'aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Medico Competente: Figura chiave per l'analisi dei dati aggregati della sorveglianza sanitaria (art. 41 del D.Lgs. 81/2008) e per l'individuazione di particolari condizioni di ipersuscettibilità.
RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza): Consultato preventivamente in merito alla valutazione dei rischi e all'individuazione delle misure di prevenzione, come stabilito dall'art. 50 del Testo Unico.
Indicazioni operative per le aziende: misure correttive ed efficacia organizzativa
Per garantire la reale efficacia delle azioni di prevenzione, le organizzazioni devono adottare interventi che superino la pura conformità formale:
Ottimizzazione dei flussi di lavoro: Rimodulazione delle scadenze e pianificazione delle risorse per evitare sovraccarichi sistematici e fenomeni di burnout.
Regolamentazione del lavoro agile: Adozione di linee guida interne chiare relative agli orari di reperibilità e all'effettivo esercizio del diritto alla disconnessione.
Contrasto a discriminazioni e moleste: Redazione di codici di condotta e attivazione di canali sicuri per la segnalazione di dinamiche conflittuali o vessatorie.
Accanto alle misure di prevenzione primaria, le imprese possono integrare piani di supporto psicologico professionale (Employee Assistance Programs - EAP) e percorsi formativi volti a rafforzare la gestione dello stress e le competenze comunicative dei responsabili di settore.
Considerazioni finali
La nuova campagna EU-OSHA 2026-2028 riafferma che la salute mentale rappresenta un elemento essenziale della tutela globale della salute e sicurezza sul lavoro. Per le aziende e per i professionisti del settore HSE, l'adozione di un approccio strutturato alla gestione dei rischi psicosociali non risponde solo a un preciso dovere di legge (art. 2087 del Codice Civile), ma costituisce una leva strategica per il miglioramento dell'organizzazione aziendale e della sostenibilità lavorativa.
RXY
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