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Strutture di assistenza residenziale: una panoramica sulla salute e sicurezza
Bilbao, 9 Nov – La forza lavoro globale nel settore dell’assistenza comprende circa 249 milioni di donne e 132 milioni di uomini e si prevede che entro il 2030 il numero di persone che necessitano di assistenza raggiungerà i 2,3 miliardi.
A segnalare questi dati è uno spazio web dell’Organizzazione delle Nazioni Unite dedicato all’ International Day of Care and Support, la giornata internazionale dell’assistenza che si è tenuta il 29 ottobre scorso.
Proprio perché spesso questo lavoro di assistenza è estremamente impegnativo ed emotivamente gravoso, con orari irregolari e salari bassi, in occasione della Giornata internazionale dell’assistenza l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) ha pubblicato una nuova relazione dal titolo “Residential care workers: a comprehensive overview of occupational safety and health” (Personale presso strutture di assistenza residenziale: una panoramica completa della sicurezza e della salute sul lavoro).
Il report - a cura di Juan Arasanz, Marc Caballero, Maria Caprile, Martí Fernández, Clara Llorens, Dominik Owczarek, Maciej Pańków e Elina Härmä – si sofferma sui rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro cui è esposto il personale presso le strutture di assistenza residenziale nell’Unione europea. In particolare, sono esaminate le principali criticità connesse ai disturbi muscolo-scheletrici, ai rischi psicosociali, ai pericoli di natura biologica, chimica e fisica e ai rischi infortunistici.
Sono poi individuate le criticità strutturali e si sottolinea la necessità di una migliore organizzazione del lavoro, di una gestione attenta alle esigenze del personale e di un’efficace valutazione dei rischi in questi particolari ambienti lavorativi.
L’articolo di presentazione del report si sofferma sui seguenti argomenti:
- La sicurezza nelle strutture di assistenza residenziale: le criticità
- La sicurezza nelle strutture di assistenza residenziale: i rischi
- La sicurezza nelle strutture di assistenza residenziale: l’indice del report
La sicurezza nelle strutture di assistenza residenziale: le criticità
Lo studio presentato nel report, che fa parte di un’iniziativa di ricerca più ampia condotta dall’Agenzia EU-OSHA nel settore dell’ assistenza sanitaria e sociale (HeSCare), esplora i rischi più diffusi, e le conseguenze, cui sono esposti gli operatori dell’assistenza residenziale, con l’obiettivo di identificare strategie e interventi pertinenti per la gestione e la prevenzione dei rischi.
Si ricorda che le attività relative all’assistenza residenziale comportano la fornitura di servizi alla persona e di assistenza in contesti residenziali non ospedalieri a favore di anziani e adulti non autosufficienti. E il settore comprende una grande varietà di strutture, quali case di cura per anziani e strutture residenziali per persone non autosufficienti e per persone con problemi di salute mentale o disabilità. Una percentuale elevata di residenti necessita di servizi di assistenza a lungo termine, sia in strutture diurne che in strutture permanenti.
Il personale addetto all’assistenza residenziale è poi costituito principalmente da professionisti infermieristici, figure professionali ausiliarie infermieristiche e assistenti sanitari, con notevoli variazioni nei profili professionali e nei livelli di istruzione tra gli Stati membri della UE.
Si sottolinea poi che il settore dell’assistenza residenziale sta affrontando sfide strutturali che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza e salute sul lavoro (SSL) del proprio personale.
Innanzitutto la carenza cronica di personale rimane un problema diffuso, in gran parte determinato da fattori quali ambienti di lavoro impegnativi, salari bassi e limitate opportunità di avanzamento di carriera, che comportano difficoltà di reclutamento e fidelizzazione in molte strutture. I vincoli ai finanziamenti pubblici, uniti alle tendenze verso la privatizzazione e la commercializzazione dei servizi di assistenza a lungo termine e alla crescente presenza di fornitori privati, possono sfociare nell’adozione di misure di riduzione dei costi. Queste misure determinano rapporti di organico inadeguati e investimenti limitati nelle strategie preventive in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rafforzando ulteriormente la sottovalutazione del lavoro di assistenza e riducendo l’attrattiva del settore.
Lo studio individua varie iniziative volte ad affrontare le sfide strutturali del settore dell’assistenza residenziale che partono dalla crescente consapevolezza della necessità di migliorare le condizioni di lavoro e la professionalizzazione, per assicurare la sostenibilità della forza lavoro nel settore dell’assistenza residenziale e garantire la qualità e la sicurezza dell’assistenza a lungo termine nell’UE.
La sicurezza nelle strutture di assistenza residenziale: i rischi
Come indicato in premessa, il report presenta anche le principali sfide relative alla sicurezza e alla salute.
Dati recenti mostrano che gli operatori dell’assistenza residenziale si trovano ad affrontare un ambiente di lavoro impegnativo a livello fisico e psicosociale. E, nel complesso, i disturbi muscoloscheletrici (DMS) rimangono il problema più comune in materia di salute e sicurezza sul lavoro in queste strutture. Disturbi che sono attribuibili principalmente alla frequenza e all’intensità delle operazioni di movimentazione manuale e di trasferimento dei residenti non autosufficienti, spesso effettuate senza l’uso di ausili tecnici. Gli studi dimostrano che attività quali il sollevamento e il riposizionamento dei residenti superano frequentemente i limiti biomeccanici di sicurezza raccomandati, causando uno sforzo eccessivo e un aumento del rischio di lesioni, in particolare alla schiena, al collo e alle spalle.
Inoltre, l’impatto dell’esposizione ad attività fisiche molto impegnative è spesso aggravato da fattori organizzativi, quali la carenza di personale e un’ergonomia inadeguata sul posto di lavoro.
Lo studio fornisce, inoltre, prove di una prevalenza significativamente più elevata di infortuni sul lavoro nel settore dell’assistenza residenziale rispetto ad altri settori. Questi infortuni derivano principalmente dalla movimentazione manuale dei residenti. La gravità degli infortuni sul lavoro e dei disturbi muscoloscheletrici (DMS) si riflette poi in elevati tassi di assenteismo per malattia.
Si parla poi dei rischi psicosociali, ad esempio connessi alla pressione temporale e agli squilibri tra carico di lavoro e salario e si evidenzia la necessità di interventi integrati che affrontino sia i fattori di rischio fisici che quelli psicosociali.
La ricerca evidenzia la diffusione dei problemi di salute mentale nel settore attribuibili a fattori organizzativi, quali lo stress lavorativo, lo scarso sostegno sociale e l’esperienza di conflitto tra vita lavorativa e vita privata, che incidono negativamente sul senso di realizzazione personale dei lavoratori. Carichi di lavoro eccessivi e pressioni temporali spesso portano a disagio morale e conflitti di ruolo quando i lavoratori non sono in grado di fornire un’assistenza conforme agli standard professionali ed etici.
Il rapporto identifica poi i rischi chimici, biologici e fisici come pericoli professionali significativi nelle strutture di assistenza residenziale. E la pandemia relativa al COVID-19 ha evidenziato la necessità fondamentale di misure igienico-sanitarie efficaci e di preparazione nelle strutture di assistenza residenziale per mitigare i rischi biologici.
Rimandiamo alla lettura integrale del report che riporta anche suggerimenti sulle idonee strategie di prevenzione e gestione dei rischi a livello di luogo di lavoro.
La sicurezza nelle strutture di assistenza residenziale: l’indice del report
Riportiamo, in conclusione, l’indice del report “Residential care workers: a comprehensive overview of occupational safety and health”.
Executive summary
1 Introduction
2 Residential care work: scope and structural issues
2.1 Scope: sectoral and occupational definitions
2.2 Main structural features and trends
2.2.1 Public funding and governance
2.2.2 Staff shortages, recruitment and retention
2.3 Initiatives addressing structural issues
2.3.1 Improving training and professionalisation
2.3.2 Higher structural requirements and quality standards
2.3.3 Sectoral collective bargaining and social dialogue
2.3.4 Structural interventions targeting OSH aspects
3 OSH risks and safety and health outcomes of residential care workers
3.1 Overview
3.2 OSH risks
3.2.1 Musculoskeletal risks
3.2.2 Psychosocial risks
3.2.3 Physical, chemical and biological risks
3.3 Safety and health outcomes
3.3.1 Mental health issues
3.3.2 MSDs and other physical health issues
3.3.3 Work-related accidents and injuries
4 Risk assessment and preventive strategies at the workplace level
4.1 Risk assessment practices in residential care establishments
4.2 Interventions tackling PSR and mental health issues in the workplace
4.2.1 Organisational strategies for PSR
4.2.2 Individual strategies for PSR
4.3 Interventions tackling MSK risks and MSDs in the workplace
4.3.1 Organisational strategies for MSK risks
4.3.2 Individual strategies for MSK risks
4.4 Initiatives addressing physical, biological and chemical risks
5 Conclusions and policy pointers
Policy pointers
References
Appendix — Statistical analysis
Descriptive analysis
Multivariable logistic regression analysis
List of figures and boxes
RTM
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