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Le buone pratiche nell'utilizzo di fitofarmaci in agricoltura

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Valutazione del rischio incendio

13/05/2010

La prevenzione dei rischi nei lavoratori che utilizzano prodotti fitosanitari in agricoltura: pulizia dei macchinari, DPI. Seconda parte.

Le buone pratiche nell'utilizzo di fitofarmaci in agricoltura

La prevenzione dei rischi nei lavoratori che utilizzano prodotti fitosanitari in agricoltura: pulizia dei macchinari, DPI. Seconda parte.

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Pubblichiamo la seconda parte dell'articolo relativo al documento della Regione Lombardia "Buona Pratica dell'Utilizzo dei Fitofarmaci in Agricoltura". 

Leggi la prima parte dell’articolo “L'utilizzo sicuro dei fitofarmaci in agricoltura”. 





Pulizia dei macchinari e dei dispositivi di protezione non monouso
Il rischio è “principalmente correlato al tempo dedicato a tale attività e alla cura con cui è svolta (stato dei macchinari, uso di dispositivi di protezione)”.
Norme di buona pratica: “eseguire le operazioni di pulizia in modo programmato, utilizzando gli opportuni dispositivi di protezione individuale. La programmazione deve prevedere una pulizia, a cura di personale formato, almeno al termine di ogni ciclo di utilizzo e comunque ogniqualvolta il livello di contaminazione aumenta il rischio di esposizione professionale.
La pulizia deve essere organizzata e se necessario proceduralizzata come una effettiva fase del lavoro di trattamento e non come una fase ‘post’ lavoro”.

Manutenzione ordinaria e straordinaria
Se le variabili di rischio in questa fase sono le stesse individuate per la pulizia, “il livello di pulizia dei macchinari sui quali si esegue la manutenzione e il numero di interventi straordinari, in particolare se condotti sul campo durante l’applicazione (ad esempio, interventi sugli ugelli) aumentano notevolmente il rischio di esposizione”.
Norme di buona pratica: “Effettuare sistematicamente la manutenzione programmata (preventiva). In caso di interventi di riparazione in campo, esaminare con attenzione la situazione e dotarsi di dispositivi di protezione adeguati. Dotare la macchina, qualora ne sia sprovvista, di un serbatoio contenente almeno 15 litri di acqua pulita da utilizzarsi per eventuale lavaggio delle mani in campo”.

Rientro (attività condotte sulle colture dopo l’applicazione)
In quest’ultima fase di lavoro con esposizione a fitofarmaci, il rischio è “determinato principalmente dal tempo intercorso tra applicazione e rientro oltre che dall’altezza e dalla densità delle colture”.
Norme di buona pratica: “Effettuare il rientro solo entro i tempi indicati dall’etichetta, e comunque mai prima di 48 ore dall’applicazione. Utilizzare dispositivi di protezione adeguati a tutelare dal contatto cutaneo”.

Nel documento sono poi descritti anche i principali dispositivi di protezione personali per ogni fase di lavoro.
Ricordiamo a questo proposito le caratteristiche minime dei DPI consigliati:
- “tuta standard: si considera idonea sia una tuta in cotone sia una tuta monouso. La tuta riutilizzabile deve però essere pulita, ovvero lavata o sostituita dopo una giornata di trattamento. La tuta da lavoro in cotone protegge l'operatore da eventuali contaminazioni cutanee e garantisce una discreta traspirazione. Qualora per eventi accidentali la tuta si sporcasse e/o bagnasse in modo significativo è indispensabile procedere alla sostituzione;
- guanti: impermeabili in neoprene o gomma di nitrile;
- stivali: in gomma;
- semimaschera o maschera: protegge parzialmente il volto o il volto intero con filtro idoneo all'utilizzo di prodotti fitosanitari - prefiltrazione per la polvere e filtro a carbone attivo - (prefiltro bianco e filtro marrone, grado di protezione A1P2);
- casco elettroventilato: qualora serva la protezione dell'intera testa”.
 
L’indice del documento:

1. Introduzione e definizioni
2. Adempimenti gestionali
3. Le forme di trattamento
4. I criteri di scelta del formulato
5. La gestione del deposito aziendale
6. Criteri di scelta delle tecniche e delle macchine per la distribuzione
7. Descrizione delle fasi di lavoro a rischio di esposizione
8. Descrizione dei principali dispositivi di protezione
9. Ruolo delle attività formative
10. Criteri per la definizione di profili di esposizione e rischio
11. L’applicazione dell’algoritmo
12. Caratterizzazione del rischio
13. Definizione del profilo di rischio per coltura (griglia di valutazione)

Allegato 1 Deposito aziendale fitofarmaci
Allegato 2 Indicazioni operative
Allegato 3 Profilo di esposizione/rischio nel diserbo di riso e mais
Allegato 4 Profilo di esposizione/rischio nelle colture in serra



Regione Lombardia - Direzione Generale della Sanità - Decreto n. 4580 del 29 aprile 2009 - Buona Pratica dell'Utilizzo dei Fitofarmaci in Agricoltura.


Tiziano Menduto
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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