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Prevenzione di infortuni e malattie degli agenti di polizia

Prevenzione di infortuni e malattie degli agenti di polizia

Autore:

Categoria: Valutazione dei rischi

17/03/2016

Misure organizzative e trasversali per migliorare la salute e la sicurezza degli agenti di polizia municipale.

 
Bologna, 17 Mar - Pubblichiamo un articolo tratto da  “ Articolo 19” n. 05/2015-speciale, bollettino di informazione e comunicazione per la rete di RLS delle aziende della Provincia di Bologna realizzato dal   SIRS  (Servizio Informativo per i Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza) con la collaborazione di vari soggetti istituzionali provinciali (Provincia di Bologna, AUSL, INAIL, DPL, organizzazioni sindacali, ...).


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Ricerca sul fenomeno infortunistico e le malattie professionali degli agenti di polizia municipale
a cura di Beatrice Cocchi, Marcello Crovara, Leopoldo Magelli
 
[…]
Dopo l’analisi degli infortuni, vengono sviluppate alcune possibili ipotesi di interventi di prevenzione che, se attuati coerentemente, potrebbero ulteriormente ridurre il fenomeno.
 
Si tratta di una serie di misure tra loro strettamente integrate, che possono essere ricondotte a tre filoni principali :
• Misure rivolte agli aspetti tecnici/tecnologici
• Misure relative al fattore umano
• Misure relative all’ambiente in cui si opera
 
È dall’applicazione combinata di tali misure che può scaturire la riduzione della probabilità del verificarsi dell’evento infortunistico e la limitazione, a fatti avvenuti, degli effetti dannosi; risulta ragionevole individuare nel fattore umano il punto su cui concentrare le misure di miglioramento, formative per gli aspetti relazionali ed addestrative per l’applicazione di particolari tecniche operative. In particolare, le esperienze e le ricerche degli anni precedenti condotte insieme con SIPL ci hanno confermato che l’aggressività può manifestarsi in tutte le situazioni operative per gli operatori della Polizia Locale, a partire dal ricevimento del pubblico presso le sedi.
 
Per quanto riguarda le misure preventive e protettive applicabili all’ambiente delle sedi a cui accede il pubblico, possono risultare utili accorgimenti come sale d’attesa confortevoli e luoghi di colloqui con i cittadini controllabili dall’esterno, pur garantendo la riservatezza delle conversazioni, fino a barriere di separazione tra l’operatore e l’utente.
 
Su un piano più organizzativo, accessi e parcheggi facili, appuntamenti comodi, attese brevi, segnaletica, avvisi e istruzioni comprensibili anche per stranieri aiutano a non fomentare l’aggressività.
Per quanto riguarda le attività all’esterno, alcune misure organizzative, di solito applicate anche per altri scopi, rivestono un evidente valore preventivo e protettivo e possono essere implementate, come ad esempio:
• Non lavorare da soli, prevedere un numero adeguato di operatori per situazioni particolari, disporre di informazioni adeguate, di mezzi di comunicazione funzionanti e di un supporto attivabile in caso di bisogno;
• Scegliere, per quanto possibile, le condizioni più favorevoli per gli interventi: tempi, luoghi, dislocazione, etc.;
• Cooperare con altri soggetti coinvolti nelle attività, concordare protocolli degli interventi definendo in anticipo i rispettivi compiti e responsabilità, attivare momenti formativi comuni (per es. nel caso di TSO, ma anche di controlli o interventi congiunti, come cantieri, eventi, partite di calcio).
 
Per quanto riguarda infine gli interventi formativi e addestrativi rivolte agli operatori, finalizzati a migliorare la capacità di relazione allo scopo di non sollecitare l’aggressività, ma anche all’applicazione di specifiche tecniche operative per contenerla o all’uso di particolari attrezzature di lavoro o presidi difensivi, si rimanda al complesso delle attività formative organizzate da SIPL su:
• Prevenzione dei conflitti e mediazione sociale
• Tecniche operative
Un’ultima notazione riguarda il tema dello stress da lavoro correlato, molto sentito e “raccontato” dai lavoratori. Al contrario, i dati delle malattie professionali denunciate (1) e riconosciute (0) non ci forniscono segnali allarmanti.
 
D’altra parte soluzioni di prevenzione collettiva, da attivarsi anche in assenza di tali segnali, non devono essere necessariamente e specificamente indirizzate allo stress e possono riguardare:
• Misure tecniche/ergonomiche (es. potenziamento della dotazione, degli automatismi tecnologici, progettazione ergonomica dell’ambiente e dei processi di lavoro, etc.)
• Misure organizzative/ procedurali sull’attività lavorativa (es. orario sostenibile, alternanza di mansioni nei limiti di legge e contratti, riprogrammazione attività, definizione di procedure di lavoro, informazione, formazione e addestramento, etc.)
• Misure di revisione della politica aziendale (es. azioni di miglioramento della comunicazione interna, della gestione, delle relazioni, della consultazione, etc.)
 
Misure organizzative/trasversali
Le misure preventive e protettive rivolte agli aspetti tecnici/tecnologici, ambientali e umani, non saranno del tutto efficaci se non integrate da altri interventi che chiameremo “trasversali”
o “organizzativi”, non limitati agli argomenti approfonditi in precedenza: infortuni stradali, in itinere o meno; cadute; aggressioni e colluttazioni.
Si tratta, ad es., delle seguenti azioni:
• Gestione del programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
• Gestione delle misure di emergenza sia all’interno che all’esterno
• Gestione della sorveglianza sanitaria: definizione dei protocolli da parte del Medico Competente, specifiche tutele per le lavoratrici madri, ecc.
• Gestione delle attrezzature di lavoro (auto, moto, macchine in generale ed altre attrezzature): disponibilità, manutenzione, equipaggiamento, etc;
• Gestione dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI): criteri di scelta e di utilizzo, acquisto, distribuzione, ripristino in caso di usura, addestramento all’uso, controllo sull’uso effettivo;
• Informazione, formazione e addestramento
• Gestione delle relazioni con le figure previste dal D.L.81/08 come il medico competente e il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: Pareri, consultazioni e riunione annuale di sicurezza ex art.35;
• Gestione delle segnalazioni di lavoratori e preposti.
 
 
 



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