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Protezione della pelle nei luoghi di lavoro: lesioni cutanee ed allergie

Protezione della pelle nei luoghi di lavoro: lesioni cutanee ed allergie
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

18/10/2023

Uno spazio web di Suva in Svizzera è dedicato alla protezione della pelle nei luoghi di lavoro. Come affrontare le malattie cutanee, i pericoli per la pelle, le sostanze chimiche, le lesioni cutanee, gli eczemi e le allergie.

Protezione della pelle nei luoghi di lavoro: lesioni cutanee ed allergie

Uno spazio web di Suva in Svizzera è dedicato alla protezione della pelle nei luoghi di lavoro. Come affrontare le malattie cutanee, i pericoli per la pelle, le sostanze chimiche, le lesioni cutanee, gli eczemi e le allergie.

Lucerna, 18 Ott – Nel mondo del lavoro le malattie cutanee sono numerose: “epossidi e detersivi possono causare allergie”, i detergenti e i disinfettanti aggressivi “danneggiano la pelle”. E anche i guanti di protezione, che sono generalmente efficaci, “devono essere della taglia giusta e idonei all'impiego”.

Per fare una corretta prevenzione di queste malattie è importante, laddove possibile, “cambiare i processi di lavoro per ridurre o evitare il contatto con le sostanze dannose”.

E anche disturbi lievi “possono facilmente peggiorare in malattie professionali che rendono necessario cambiare la professione”.

 

A ricordarlo e a fornire diverse informazioni e documenti per la protezione della pelle, è uno spazio web realizzato da Suva, Istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, dal titolo “ Protezione della pelle: così evitate lesioni e malattie cutanee”.

 

In questo spazio, molto ricco di materiali, non sono presenti solo utili indicazioni e riferimenti a materiali più dettagliati sul tema, ma anche piccoli video di presentazione dei rischi.

 

Per presentare questo spazio, che raccoglie utili indicazioni per migliorare la consapevolezza del rischio, ci soffermiamo sui seguenti argomenti:

  • La protezione della pelle: come affrontare le malattie cutanee
  • La protezione della pelle: i pericoli e le sostanze chimiche
  • La protezione della pelle: le lesioni cutanee, gli eczemi e le allergie

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Informazione ai lavoratori sui rischi specifici ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs. 81/2008 - L'importanza dell'utilizzo dei DPI

 

La protezione della pelle: come affrontare le malattie cutanee

Nella parte dedicata alle malattie cutanee professionali si ribadisce che le malattie della pelle (in Svizzera una malattia professionale accertata su sei è un’affezione cutanea) “non sono soltanto spiacevoli e antiestetiche: possono anche condurre all’incapacità al lavoro”.

 

Bisogna comunicare immediatamente gli eventuali problemi alla pelle. In molti casi gli eczemi migliorano rapidamente, tuttavia bisogna “assolutamente consultare un medico se:

  • la guarigione è lenta;
  • un’alterazione cutanea correlata al lavoro si ripresenta continuamente;
  • un eczema si espande ulteriormente”.

E si sconsiglia di “trattare problemi cutanei di questo genere con prodotti comprati di propria iniziativa, ad esempio con pomate al cortisone”.

 

Le affezioni cutanee, che spesso “hanno un decorso lungo e difficile e comportano ingenti spese”, “in genere sono accompagnate da arrossamenti, noduli, vescicole, screpolature e desquamazione”.

 

Si indica che le lesioni cutanee, come i frequenti eczemi irritativi, “sono provocate da sostanze irritanti quali solventi, detergenti o disinfettanti, e molto spesso anche soltanto dal contatto prolungato con il bagnato, senza protezione".

Se trattiamo la pelle tempestivamente, la proteggiamo durante il lavoro e la curiamo (“gli eczemi in genere guariscono rapidamente”). Tuttavia, “se l’eczema irritativo evolve in un’allergia cutanea o in un eczema delle mani permanente, spesso cambiare lavoro è l’unica soluzione”.

 

 

La protezione della pelle: i pericoli e le sostanze chimiche

Ma quando è in pericolo la pelle?

Suva ricorda che la pelle protegge il corpo da effetti nocivi, “quando però la pelle è danneggiata viene meno la sua funzione protettiva. Ecco quindi perché è importante preservare la pelle da pericoli derivanti da agenti esterni”.

 

Il sito si rivolge direttamente ai lavoratori esposti ricordando che “è importante riconoscere i pericoli e adottare misure di protezione adeguate”.

 

Questi alcuni aspetti a cui prestare attenzione:

  • “La vostra pelle entra in contatto con sostanze chimiche o prodotti sgrassanti?
  • Al lavoro le vostre mani possono sporcarsi molto oppure sono esposte a un ambiente umido?”

Se la risposta è positiva “sussiste il pericolo che la pelle si danneggi”.

Sono infatti molte le professioni nelle quali possono insorgere malattie cutanee: “il rischio è maggiore se si lavora nell'edilizia, nell'industria chimica e nel settore dell'acconciatura”.

 

Si segnala che le sostanze chimiche vengono “classificate e contrassegnate in base ai pericoli connessi” e “simboli e indicazioni di pericolo (frasi H) sulla confezione richiamano l'attenzione sulle caratteristiche del prodotto”.

Si ricordano alcune frasi H che rinviano a un pericolo per la pelle:

  • “Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari (H314).
  • Provoca irritazione cutanea (H315).
  • Può provocare una reazione allergica cutanea (H317).
  • L’esposizione ripetuta può provocare secchezza o screpolature della pelle (EUH066).
  • Contiene cromo (VI).Può provocare una reazione allergica (EUH203).
  • Contiene componenti epossidici. Può provocare una reazione allergica (EUH205)”.

 

Si indica poi che “detergenti, saponi, shampoo, preparazioni alcoliche e prodotti analoghi hanno un effetto sgrassante”, ma “anche lavare le mani in modo eccessivo logora la pelle. Se la pelle viene sgrassata con grande frequenza possono insorgere eczemi”.

 

Anche lo sporco può avere degli “effetti tossici per la pelle. Particelle piccole e appuntite, come ad esempio trucioli metallici, provocano sottili lacerazioni. I saponi abrasivi utilizzati per rimuovere lo sporco ostinato dalle mani danneggiano ulteriormente la pelle”.

 

Un altro problema è il lavoro in ambiente umido. “Lavorando in ambiente umido la pelle si gonfia (macerazione)e ciò favorisce l'insorgere di malattie cutanee”.

 

La protezione della pelle: le lesioni cutanee, gli eczemi e le allergie

Suva ricorda che le allergie “sono frequenti e spesso interessano la pelle”.

 

Una reazione allergica della pelle “può comparire inaspettatamente e risolversi”. Ma anche se inizialmente rimane un episodio isolato, “non è il caso di sottovalutarla, soprattutto se sul lavoro” si viene a contatto con sostanze chimiche o la pelle viene stressata in altro modo. “Una volta sviluppata un’allergia, non è facile liberarsene”.

 

Si indica di tenere presente che:

  • “i danni cutanei di origine professionale sono causati da sostanze chimiche e biologiche, e da agenti fisici;
  • eczemi irritativi e allergie cutanee sono tra le malattie professionali della pelle più comuni;
  • è necessario proteggersi dalle sostanze aggressive e allergizzanti. Perché una volta sviluppata l’allergia, basta venire solo brevemente a contatto con la sostanza scatenante per avere una nuova reazione allergica”.

 

Ma come si sviluppano le lesioni cutanee?

Si segnala che in genere “le lesioni cutanee non compaiono dalla sera alla mattina. Spesso si sviluppano gradualmente dopo una lunga attività lavorativa, se la persona colpita è stata ripetutamente esposta ad agenti chimici e fisici”.

Spesso le lesioni “sono provocate da continui contatti con il bagnato o da sostanze chimiche quali sali metallici, resine epossidiche, profumi o conservanti. Ad esempio, il contatto ripetuto, senza protezione, con resine epossidiche può sfociare in un’allergia a questo materiale. In generale si parla di allergia alle sostanze chimiche”.

Tuttavia anche “agenti fisici quali calore, freddo, luce ultravioletta, laser o radiazioni ionizzanti possono provocare reazioni cutanee. Sostanze vegetali (piante esotiche, fiori e alcuni tipi di verdure), organismi animali come determinati acari presenti in natura, e agenti microbici quali virus, batteri o funghi possono ugualmente causare eruzioni cutanee di origine professionale.

 

Inoltre svolgono un ruolo la frequenza e il modo in cui le persone interessate vengono a contatto con le sostanze/gli agenti citati”.

Ad esempio può trattarsi di:

  • un “contatto diretto singolo o ripetuto con sostanze chimiche aggressive o reattive come acidi forti e basi forti (ad es. con cemento fresco umido) o colle e resine bicomponenti”;
  • un “contatto frequente e non protetto con sostanze chimiche percepite come poco pericolose, ad esempio lubrorefrigeranti, solventi organici, oli minerali, disinfettanti per superfici, composti metallici e conservanti”;
  • un “contatto molto frequente con prodotti che stressano la pelle, come saponi, detersivi e prodotti per la cura dei capelli. Anche lavorare regolarmente in un ambiente umido costituisce un problema per la pelle”.

 

Si ricorda, infine, che l’eczema “è una malattia cutanea infiammatoria, non contagiosa, che dà prurito. Alla base di ogni eczema c’è un disturbo della barriera cutanea”.

 

Questi alcuni degli eczemi più comuni:

  • eczemi irritativi: “soprattutto se l’esposizione è ripetuta, determinate sostanze con effetti irritativi di tipo fisico o chimico provocano un’infiammazione della pelle e nel tempo possono condurre a un ‘eczema irritativo’ (detto anche dermatite da contatto irritativa). Segni tipici sono arrossamento, gonfiore e desquamazione della pelle, associati a sensazione di bruciore e/o prurito nella parte interessata. Può bastare un solo contatto con sostanze chimiche molto irritanti o corrosive, come basi e acidi diluiti, per danneggiare gravemente la pelle. Altre sostanze quali lubrorefrigeranti, solventi e saponi, ma anche i lavori in ambiente molto umido, provocano alterazioni cutanee locali solo dopo un contatto frequente e/o prolungato”;
  • eczemi allergici da contatto: “negli eczemi allergici da contatto inizialmente la pelle è arrossata e gonfia e presenta piccoli noduli e vescicole. Il prurito può essere molto forte. A determinate sostanze chimiche la pelle reagisce con ipersensibilità o allergia. Le allergie non si sviluppano quasi mai al primo contatto con la sostanza allergizzante. Perché si instauri un’allergia devono verificarsi contatti ripetuti per giorni o settimane, spesso anche per mesi o anni. In caso di forte allergia cutanea, in genere basta un contatto di modesta entità per scatenare nuovamente la reazione allergica. Purtroppo l’ipersensibilità permane anche dopo la remissione dell’affezione cutanea, perciò possono verificarsi delle ricadute se non si evita rigorosamente qualsiasi contatto con l’allergene. Le sostanze chimiche allergizzanti sono definite anche ‘sensibilizzanti’”.

 

Per ulteriori informazioni rimandiamo, infine, alla lettura integrale dello spazio web Suva e anche ad un corposo documento, dal titolo “ La protezione della pelle sul lavoro”, prodotto nel 2006 da Suva e aggiornato nel 2014.

 

 

N.B.: Se i riferimenti legislativi e alcune indicazioni contenuti nei materiali di Suva riguardano la realtà elvetica, i suggerimenti indicati e le informazioni riportate sono comunque utili per migliorare la prevenzione di tutti gli operatori.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Il link per visualizzare le informazioni Suva sulla protezione della pelle.

 

 


Creative Commons License Licenza Creative Commons


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