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Prevenzione avanzata: la cardioprotezione come scelta strategica aziendale
Nei luoghi di lavoro la cardioprotezione è oggi un importante strategia di prevenzione, evolvendosi da misura isolata a sistema strutturato che integra valutazione dei rischi, formazione e gestione dei dispositivi.
Nelle realtà produttive più complesse e attente alla salute questa strategia permette di gestire eventi critici come l’arresto cardiaco improvviso, garantendo che la sicurezza non sia solo un adempimento formale, ma una protezione reale e tempestiva per ogni lavoratore.
I dati sugli arresti cardiaci, che evidenziano l'urgenza del tema, insieme alle recenti normative, dimostrano quanto sia importante diffondere l’uso dei defibrillatori, anche attraverso incentivi per le aziende che adottano sistemi strutturati di cardioprotezione.
Proprio per approfondire i dati, gli aspetti tecnici, la formazione e la normativa sulla cardioprotezione nei luoghi di lavoro, abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Aldo Spotti e a Luca Filleti (esperti in progetti di cardioprotezione – GeA srl).
L’intervista si sofferma sui seguenti argomenti:
- La cardioprotezione nei luoghi di lavoro e gli arresti cardiaci improvvisi
- I defibrillatori, l’acronimo DAE e la qualità dei dispositivi Zoll
- La formazione, la normativa e gli incentivi all’acquisto dei defibrillatori
La cardioprotezione nei luoghi di lavoro e gli arresti cardiaci improvvisi
Perché è importante promuovere la cardioprotezione nei luoghi di lavoro? Esistono stime sul numero di arresti cardiaci che avvengono ogni anno in Italia?
Promuovere la cardioprotezione nei luoghi di lavoro significa andare oltre la prevenzione tradizionale e affrontare in modo strutturato la gestione di un evento tempo-dipendente ad altissimo impatto: l’arresto cardiaco improvviso.
Oggi non si tratta più di un’iniziativa accessoria o facoltativa, ma di un vero e proprio sistema di prevenzione integrata. Un sistema che include la valutazione dei rischi, l’organizzazione dell’emergenza, la formazione del personale, la scelta dei dispositivi salvavita e una gestione continuativa nel tempo.
I dati epidemiologici sono chiari e preoccupanti: in Europa si verificano ogni anno oltre 350.000 arresti cardiaci extra-ospedalieri. In Italia i casi stimati sono circa 60.000 l’anno e, in assenza di un intervento tempestivo, la sopravvivenza resta inferiore al 10%.

È proprio in questo contesto che il luogo di lavoro può fare la differenza. Un ambiente organizzato, con personale formato e un defibrillatore immediatamente disponibile, può trasformare un evento potenzialmente fatale in un’emergenza gestibile, aumentando in modo significativo le possibilità di sopravvivenza.
Quali sono le principali cause e i fattori di rischio dell’arresto cardiaco improvviso in ambito lavorativo?
L’arresto cardiaco improvviso può verificarsi in qualsiasi contesto lavorativo, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta. Tuttavia, alcune condizioni organizzative, ambientali e individuali possono determinare un aumento del rischio cardiovascolare, rendendo necessaria una specifica valutazione nell’ambito della prevenzione aziendale.
Tra i principali fattori di rischio correlati all’attività lavorativa si evidenziano:
- attività lavorative che comportano sforzi fisici intensi o prolungati;
- esposizione a stress termico, microclimi severi o ambienti ad alta temperatura;
- organizzazione del lavoro caratterizzata da turnazioni prolungate, lavoro notturno o elevati carichi di lavoro;
- condizioni di stress psico-fisico correlato al lavoro;
- fattori di rischio individuali rilevabili attraverso la sorveglianza sanitaria, in coerenza con quanto previsto dalla normativa vigente.
A tali elementi si associa un fattore strutturale di crescente rilevanza: l’invecchiamento della popolazione lavorativa. L’innalzamento dell’età pensionabile comporta una maggiore permanenza al lavoro di soggetti con potenziali fattori di rischio cardiovascolare, rendendo la cardioprotezione una misura preventiva sempre più coerente con il contesto produttivo attuale.
In tale quadro, l’implementazione di sistemi di cardioprotezione aziendale si configura come misura integrativa della prevenzione, in linea con i principi di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
I defibrillatori, l’acronimo DAE e la qualità dei dispositivi Zoll
L’utilizzo del defibrillatore può ridurre il rischio e aumentare le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco improvviso?
Sì. In questo ambito l’evidenza scientifica è consolidata e univoca. Numerosi studi dimostrano che la defibrillazione precoce, se effettuata entro i primi 3–5 minuti dall’insorgenza dell’arresto cardiaco, può incrementare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza, con percentuali che possono raggiungere il 50–70%.
È altresì documentato che ogni minuto di ritardo nell’erogazione della scarica elettrica comporta una riduzione delle probabilità di sopravvivenza di circa il 10%, rendendo il fattore tempo determinante per l’esito dell’evento.
Alla luce di tali evidenze, la defibrillazione precoce rappresenta un elemento essenziale della “catena della sopravvivenza” e deve essere integrata all’interno delle procedure di gestione dell’emergenza aziendale. In particolare, l’adozione di defibrillatori semiautomatici (DAE) risulta efficace solo se inserita in un sistema organizzato che preveda:
- l’inclusione dell’arresto cardiaco tra gli scenari di emergenza valutati;
- la definizione di procedure operative chiare per l’attivazione dei soccorsi interni ed esterni;
- l’individuazione dei soggetti incaricati all’utilizzo del DAE;
- la formazione specifica del personale designato;
- l’addestramento periodico e l’aggiornamento delle competenze;
- la verifica della funzionalità e della corretta manutenzione dei dispositivi.
In tale contesto, il luogo di lavoro si configura come un ambiente privilegiato per l’attuazione di una risposta rapida ed efficace all’arresto cardiaco improvviso, grazie alla possibilità di integrare disponibilità dei dispositivi, formazione del personale e procedure di emergenza in un sistema strutturato di prevenzione e tutela della salute.
Quali caratteristiche qualitative deve possedere un defibrillatore per garantire una prevenzione efficace del rischio cardiologico? Quali sono i punti di forza dei dispositivi ZOLL?
Un defibrillatore destinato all’utilizzo nei luoghi di lavoro deve possedere caratteristiche qualitative specifiche, che vanno oltre la sola conformità ai requisiti normativi. L’efficacia della cardioprotezione dipende infatti dalla capacità del dispositivo di integrarsi in un sistema di emergenza reale, utilizzabile anche da personale non sanitario.
In particolare, un DAE per contesti lavorativi dovrebbe garantire:
- elevata affidabilità clinica e qualità dell’algoritmo di analisi del ritmo cardiaco;
- semplicità e intuitività d’uso, anche in condizioni di stress e da parte di operatori laici;
- capacità di guidare il soccorritore durante tutte le fasi della rianimazione;
- robustezza costruttiva, affidabilità nel tempo e facilità di gestione della manutenzione;
- piena conformità al Regolamento Europeo sui dispositivi medici (MDR).
In questo ambito, i dispositivi prodotti da ZOLL rappresentano un riferimento di eccellenza. I defibrillatori semiautomatici ZOLL si distinguono in particolare per:
- tecnologie avanzate di feedback in tempo reale sulla qualità del massaggio cardiaco, con indicazioni su frequenza e profondità delle compressioni;
- messaggi vocali chiari, progressivi e strutturati, progettati per ridurre lo stress dell’operatore durante l’emergenza;
- sistemi di autodiagnostica evoluti e una gestione efficiente dello stato operativo del dispositivo.

Come GEA, abbiamo scelto ZOLL perché coniuga qualità clinica, affidabilità tecnica e supporto specialistico, elementi essenziali quando il defibrillatore non è considerato un semplice presidio, ma parte integrante di un progetto strutturato di cardioprotezione aziendale.
Cosa significa l’acronimo DAE e quali sono le principali tipologie di defibrillatori impiegabili negli ambienti lavorativi?
L’acronimo DAE indica il Defibrillatore Automatico Esterno, un dispositivo medico progettato per essere utilizzato anche da personale non sanitario, previa formazione, nell’ambito della gestione dell’emergenza sanitaria.
I DAE sono in grado di:
- analizzare automaticamente il ritmo cardiaco;
- riconoscere la presenza di aritmie defibrillabili;
- indicare o erogare la scarica elettrica in condizioni di totale sicurezza per il soccorritore e per il paziente.
Negli ambienti di lavoro trovano impiego principalmente le seguenti tipologie di dispositivi:
- DAE semiautomatici, che richiedono la conferma dell’operatore per l’erogazione dello shock;
- DAE automatici, che erogano la scarica elettrica in modo autonomo quando il dispositivo riconosce un ritmo defibrillabile.
La scelta tra le diverse tipologie di DAE deve essere effettuata tenendo conto del contesto operativo, dell’organizzazione aziendale, del livello di formazione del personale e dell’integrazione del dispositivo all’interno del piano di gestione dell’emergenza aziendale.
La formazione, la normativa e gli incentivi all’acquisto dei defibrillatori
Chi è autorizzato all’uso dei DAE nei luoghi di lavoro e quali sono i requisiti per una formazione adeguata?
In Italia l’utilizzo dei defibrillatori automatici esterni (DAE) è consentito anche a personale non sanitario. In particolare, la Legge n. 116/2021 ha stabilito che il DAE può essere utilizzato da chiunque, anche in assenza di una formazione specifica, in caso di sospetto arresto cardiaco, nell’ottica di favorire il più rapido intervento possibile e aumentare le probabilità di sopravvivenza.
Tale previsione normativa, pur ampliando legittimamente la platea dei potenziali soccorritori, non riduce tuttavia l’importanza della formazione. Al contrario, l’evidenza scientifica dimostra che la formazione strutturata all’uso del DAE e alle manovre di rianimazione cardiopolmonare migliora in modo significativo:
- la rapidità e l’appropriatezza dell’intervento;
- la qualità delle compressioni toraciche;
- la corretta gestione delle fasi dell’emergenza;
- la sicurezza operativa del soccorritore.
In ambito lavorativo, la formazione all’uso del DAE dovrebbe pertanto essere considerata una misura organizzativa fondamentale e presentare le seguenti caratteristiche:
- essere specifica e basata su linee guida scientifiche aggiornate;
- prevedere una componente pratica con addestramento;
- essere periodicamente aggiornata e mantenuta nel tempo, al fine di garantire il consolidamento delle competenze.
In GEA, la formazione non è concepita come un evento isolato, ma come parte integrante di un sistema strutturato di gestione dell’emergenza cardiaca, coerente con il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), con l’organizzazione aziendale e con le procedure di emergenza, in un’ottica di miglioramento continuo delle prestazioni di soccorso e della tutela della salute nei luoghi di lavoro.
Quali sono le principali disposizioni normative italiane in materia di defibrillatori semiautomatici e automatici? Sono previste indicazioni specifiche per il mondo del lavoro?
Il quadro normativo di riferimento in materia di defibrillazione precoce è rappresentato dalla Legge 4 agosto 2021, n. 116, che ha introdotto un approccio sistemico alla diffusione dei defibrillatori automatici esterni. La norma promuove la capillarità dei DAE, la formazione dei soccorritori e l’integrazione dei dispositivi all’interno dei sistemi di emergenza territoriale, con l’obiettivo di ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco improvviso.
Pur non prevedendo un obbligo generalizzato di dotazione per tutte le aziende, la legge fornisce un indirizzo chiaro anche per il contesto lavorativo, in particolare nei luoghi aperti al pubblico, nelle attività caratterizzate da impegno fisico significativo o in presenza di specifici fattori di rischio organizzativi e ambientali.
In ambito di salute e sicurezza sul lavoro, il D.Lgs. 81/2008 consente di inquadrare il rischio cardiologico all’interno del sistema di prevenzione aziendale. Attraverso la valutazione dei rischi e la pianificazione delle misure di emergenza, il datore di lavoro può integrare la cardioprotezione come misura organizzativa e gestionale coerente con gli obblighi di tutela della salute dei lavoratori e con i principi di prevenzione e protezione previsti dalla normativa vigente.
In tale prospettiva, l’adozione di defibrillatori, la formazione del personale e l’inserimento di procedure dedicate all’arresto cardiaco non rappresentano iniziative isolate, ma elementi qualificanti di un sistema di gestione dell’emergenza strutturato e aderente al quadro normativo attuale.
La cardioprotezione rappresenta una scelta strategica di prevenzione nei luoghi di lavoro? Sono previsti incentivi per l’acquisto di defibrillatori da parte delle aziende?
Sì. La cardioprotezione rappresenta oggi una misura di prevenzione avanzata e strategica nei luoghi di lavoro, in grado di incidere in modo concreto sulla tutela della salute dei lavoratori e sul rafforzamento della cultura della sicurezza aziendale.
Non si tratta esclusivamente dell’installazione di un defibrillatore, ma della realizzazione di un sistema organizzato e sostenibile nel tempo, che integri valutazione dei rischi, gestione dell’emergenza, formazione del personale, procedure operative e manutenzione dei dispositivi. In questa prospettiva, la cardioprotezione si inserisce pienamente nei principi della prevenzione primaria e secondaria previsti dal sistema normativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
In tale direzione si collocano anche le politiche istituzionali più recenti. Il Decreto Ministeriale n. 1/2026 introduce infatti meccanismi di incentivazione e di premialità per le aziende che adottano sistemi strutturati di cardioprotezione, riconoscendo il valore organizzativo e preventivo di tali interventi.
L’esistenza di misure di sostegno conferma che investire nella cardioprotezione non risponde solo a un principio etico di tutela della vita umana, ma rappresenta anche una scelta lungimirante sotto il profilo gestionale, organizzativo e della responsabilità sociale d’impresa.
Per avere ulteriori informazioni sulla cardioprotezione e i defibrillatori: visitare il sito GeA, scrivere a info@gea-srl.it o telefonare al seguente numero +39 030 535 6885
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