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POS: la conformità al D.Lgs. 81/2008

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

01/03/2012

Una griglia di valutazione per accertare la conformità alla normativa dei POS elaborati nelle imprese edili con numero di dipendenti inferiore a 10. Le caratteristiche della griglia e gli elementi con maggior percentuale di non conformità.

POS: la conformità al D.Lgs. 81/2008

Una griglia di valutazione per accertare la conformità alla normativa dei POS elaborati nelle imprese edili con numero di dipendenti inferiore a 10. Le caratteristiche della griglia e gli elementi con maggior percentuale di non conformità.

 
Roma, 1 Mar – Le comunicazioni presentate al 73° Congresso Nazionale SIMLII “La Medicina del Lavoro quale elemento migliorativo per la tutela e sicurezza del Lavoratore e delle attività dell’Impresa” affrontano temi molto diversi. Non solo parlano di idoneità lavorativa alla mansione, di stress lavoro correlato, di sovraccarico biomeccanico o di rischio chimico, come PuntoSicuro ha mostrato in diversi articoli. Queste comunicazioni - pubblicate sul secondo supplemento del numero di ottobre/dicembre 2010 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia – entrano anche direttamente su questioni relative all’applicazione del dettato normativo con specifico riferimento al Decreto legislativo 81/2008 e s.m.i. (successive modifiche e integrazioni).
 
Ad esempio nella comunicazione “Piani operativi di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili. Verifica della conformità al dettato legislativo” – a cura di L. Boschero, M. Sordilli (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di lavoro, ASL Frosinone) e L. Paniccia (Laureata TPALL presso l’Università “La Sapienza”, Roma) – si ricorda che il piano operativo di sicurezza (POS) è un documento, redatto dal datore di lavoro dell’impresa edile, “nel quale devono essere riportate le informazioni relative al cantiere specifico e valutati i rischi a cui sono sottoposti gli addetti dell’impresa esecutrice, con la relativa pianificazione in sicurezza delle lavorazioni da svolgersi”. La redazione di tale piano è obbligatoria ai sensi dell’art. 96 del D.lgs. 81/08 e s.m.i..
Gli autori sottolineano che il P.O.S. deve indicare “chi” esegue i lavori e “in che modo” ritiene di eseguirli. “Ciascuna impresa esecutrice, infatti, trasmette il proprio piano P.O.S. all’ impresa affidataria (prima dell’inizio dei rispettivi lavori) la quale, previa la verifica della congruenza rispetto al proprio piano operativo, lo trasmette, a sua volta, al coordinatore per l’esecuzione che, dovrà verificare la congruenza con il Piano di Sicurezza e Coordinamento (P.S.C.)”.
 

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Lo scopo del lavoro presentato nella comunicazione è la redazione di una griglia di valutazione per accertare “la conformità al dettato legislativo dei P.O.S., elaborati dai datori di lavoro delle imprese esecutrici dei cantieri temporanei e mobili (imprese con n° dipendenti < 10), raccolti durante l’attività di vigilanza, eseguita nel periodo giugno 2008 - ottobre 2009, dall’organo preposto all’attività di vigilanza e controllo in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, ovvero, il Servizio Pre.S.A.L. nell’ Azienda U.S.L. di Frosinone - Distretto B”.
 
La griglia così redatta è stata poi sperimentata per poter rilevare, attraverso i dati ricavati, “i punti del dettato legislativo (DLgs 81/08 e s.m.i.) maggiormente disattesi”; il tutto con particolare attenzione ad alcuni temi:
- il rischio chimico;
- il rischio rumore;
- il rischio di carenze di attrezzature per lavorazioni pericolose (ponteggi, macchine e opere provvisionali);
- la collaborazione del medico competente;
- la documentazione presentata in merito all’informazione, alla formazione e all’addestramento dei lavoratori dell’impresa esecutrice presente in cantiere”.
 
Tale griglia di valutazione dei piani operativi di sicurezza è composta da due parti:
- la prima dove si valuta specificatamente la conformità alle disposizioni legislative dell’allegato XV (Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili);
- la seconda dove si rileva il “rispetto degli obblighi previsti per le figure della sicurezza”.
 
Il campione preso in considerazione è stato di “50 piani operativi di sicurezza appartenenti ad imprese edili con numero di dipendenti inferiore a 10”.
 
Ricordando che la griglia era costituita da 14 variabili e da 33 punti di verifica (come indicato nella tabella I presente nella comunicazione), veniamo ai risultati.
 
Sui 50 piani presi in esame, “il risultato finale è stato che per il 49% di tutti i piani è stata rispettata la conformità al dettato legislativo (d.lgs. 81/08), mentre il restante 46% dei piani era non confacente, anche nei contenuti minimi. Infine, per il 5% si è presentata una condizione di non applicabilità”.
 
Vediamo ora nel dettaglio alcuni elementi - raccolti nella Tabella II presente nella comunicazione - relativi ai punti di verifica con maggior percentuale di non conformità:
- “mancata collaborazione alla stesura del piano da parte del medico competente;
- informazione formazione e addestramento dei lavoratori;
- elenco delle sostanze chimiche e schede di sicurezza;
- congruenza del P.O.S. da parte dell’impresa affidataria e trasmissione al C.S.E.;
- consultazione del R.L.S.;
- descrizione delle opere provvisionali utilizzate”.
 
Veniamo infine alla discussione, alle riflessioni relative alla sperimentazione svolta.
 
Il P.O.S. – indicano gli autori – “deve essere uno strumento di pianificazione e di prevenzione della sicurezza, e non, invece, un mero adempimento legislativo, composto da un insieme di documenti fotocopiati, poco attinenti alle caratteristiche del cantiere interessato”.
In particolare per tale sperimentazione sono state scelte imprese con numero di dipendenti inferiore a 10 poiché queste “possono avvalersi dell’autocertificazione ai sensi del D. Lgs. 81/08, che, però, può comportare la sottostima dei rischi tipici presenti nel comparto edile come: la movimentazione manuale dei carichi, la caduta dall’alto, l’esposizione alle vibrazioni, al rumore ed alle sostanze chimiche”.
 
 
 
 
“ Piani operativi di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili. Verifica della conformità al dettato legislativo”, a cura di L. Boschero, M. Sordilli (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di lavoro, ASL Frosinone) e L. Paniccia (Laureata TPALL presso l’Università “La Sapienza”, Roma), comunicazione al 73° Congresso Nazionale SIMLII “La Medicina del Lavoro quale elemento migliorativo per la tutela e sicurezza del Lavoratore e delle attività dell’Impresa”, pubblicata in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII n°4/suppl.2, ottobre/dicembre 2010 (formato PDF, 144 kB).
 
 
 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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