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Linee guida per la prevenzione dei rischi nel settore cerealicolo

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

12/11/2010

Un documento affronta i problemi della sorveglianza sanitaria e della prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza nel settore cerealicolo. Le principali lavorazioni, il rischio infortunistico, le misure di prevenzione e il fattore umano.

Linee guida per la prevenzione dei rischi nel settore cerealicolo

Un documento affronta i problemi della sorveglianza sanitaria e della prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza nel settore cerealicolo. Le principali lavorazioni, il rischio infortunistico, le misure di prevenzione e il fattore umano.

Gli infortuni sul lavoro in agricoltura rappresentano ancora una quota considerevole degli infortuni sul lavoro
che si verificano in tutti i settori produttivi. E principalmente dipendono da mancati adeguamenti alle norme di sicurezza e da carenza di informazione.
 
Materiale informativo sui rischi in agricoltura è presente sul sito dell’ Azienda Sanitaria Locale di Brescia, elaborato dal Gruppo Regionale Rischi in Agricoltura, nell’ambito del Piano Attuativo Locale "Interventi operativi per la promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia per il triennio 2004-2006" e nell’ambito degli Obiettivi Regionali per il comparto agricolo relativi al triennio 2008-2010.
 

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Sono presenti, ad esempio, le “ Linee guida per la sorveglianza sanitaria e la prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza nel settore cerealicolo”, un documento nato dalla collaborazione tra la UOOML (Unità Operativa Ospedaliera di Medicina del Lavoro) degli Spedali Civili di Brescia e i Servizi PSAL (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell’ ASL di Brescia e dell’ ASL di Vallecamonica–Sebino.   
Ricordiamo che la cerealicoltura riveste ancora un ruolo rilevante nell’ambito dell’ agricoltura italiana: secondo i dati ISTAT, “nel 2001-02 una superficie di 4.284.427 ettari (pari al 55% del terreno coltivato a seminativi) era coltivata a cereali (prevalentemente frumento e mais)”.
E la cerealicoltura “comporta l’esposizione degli addetti a numerosi fattori di rischio per la salute, che spesso sono sottostimati sia per scarsa percezione degli stessi da parte dei lavoratori, sia per la loro variabilità nel corso delle stagioni e dei diversi momenti del processo produttivo”. Queste linee guida forniscono “agli operatori, ai tecnici e ai medici competenti del settore indicazioni di carattere sanitario e preventivo da seguire durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, durante la valutazione dei rischi e nel corso dell’attività di sorveglianza sanitaria dei lavoratori”.
 
La prima parte delle linee guida è dedicata ai fattori di rischio per la salute (rumore, vibrazioni, macroclima, fattori chimici, biologici e ergonomici), presenti nel settore cerealicolo, “con particolare attenzione alla descrizione delle fasi del ciclo lavorativo in cui possono essere presenti, alle modalità di valutazione disponibili e alle possibili misure preventive collettive e individuali”, un capitolo specifico è dedicato inoltre al rischio infortunistico legato all’uso delle attrezzature.
 La seconda parte del documento affronta invece alcuni aspetti relativi alla “ sorveglianza sanitaria, finora marginalmente attivata in questo settore lavorativo”.
Vengono fornite indicazioni per la tutela dei minori e delle lavoratrici madri, viene proposto un programma di sorveglianza sanitaria e un questionario “per l’identificazione dei soggetti ipersuscettibili e di eventuali sintomi precoci correlati con l’attività lavorativa”.
   
Rimandandovi alla lettura integrale del documento, ci soffermiamo sul rischio infortunistico. Gli infortuni nel comparto agricolo generalmente dipendono dall’impiego di dispositivi, motori, utensili, macchine, attrezzature e veicoli. E sono spesso infortuni gravi.
 
Riportiamo le misure di prevenzione proposte relative ad alcune tra le principali lavorazioni per la coltivazione dei cereali.
 
Frantumazione residui colturali
I rischi per la salute sono “rumori, scuotimenti, polveri, proiezione materiale”, mentre i rischi per la sicurezza sono relativi al “contatto con organi in movimento, ribaltamento in caso di terreni in pendenza, investimento, schiacciamento in fase di attacco e sgancio della macchina operatrice”.  Le attrezzature utilizzate sono trinciastocchi e trattori e i DPI consigliati sono “otoprotettori, maschere antipolvere, guanti, calzature antinfortunistiche”.
Alcune precauzioni:
- “accertarsi preliminarmente che nel raggio d’azione della macchina non vi siano persone;
- eventualmente utilizzare trattori dotati di cabina adeguatamente protetta;
- operare solo a macchina e organi fermi;
- scegliere percorsi d’accesso alla zona di lavoro idonei alla massa d’ingombro del veicolo.
 
Carico dei concimi organici solidi e distribuzione in campo
I rischi per la salute sono “rumore, scuotimenti, rischio biologico”, mentre quelli per la sicurezza sono relativi al “contatto con organi in movimento, proiezione materiale, schiacciamento in fase di attacco e sgancio della macchina operatrice, investimento, impigliamento”.
Le attrezzature utilizzate in questa fase lavorativa possono essere: “caricatori frontali, pale meccaniche, carri spandiletame, trattori”. Questi i DPI consigliati: “otoprotettori, guanti, calzature antinfortunistiche, maschere”.
Le precauzioni:
- “accurata manutenzione circuiti idraulici;
- operare solo a macchina e organi fermi”.
 
Miscelazione, carico e distribuzione del liquame
Se i rischi per la salute sono gli stessi del carico dei concimi, i rischi per la sicurezza comprendono anche la caduta in vasca liquami e il cesoiamento delle saracinesche. Le attrezzature utilizzare comprendono: miscelatore, carro botte e trattore. Anche i DPI consigliati sono gli stessi della precedente fase lavorativa.
Queste le precauzioni:
- “accertarsi preliminarmente che nel raggio d’azione della macchina non vi siano persone;
- operare solo a macchina e organi fermi”.
Nella fase di distribuzione fertilizzanti solidi e liquidi si consiglia anche di usare maschere antipolvere e di “utilizzare trattori dotati di cabina con impianto di filtrazione aria”.
 
Lavorazione del terreno
Le attrezzature utilizzate in questa fase possono essere: aratri, fresatrici, zappatrici, vangatrici e analoghi, trattore. Anche in questo caso sono consigliati dispositivi di protezione come “otoprotettori, maschere antipolvere, guanti e calzature antinfortunistiche”.
Le precauzioni:
- “operare solo a macchina e organi fermi;
- eventualmente utilizzare trattori dotati di cabina adeguatamente protetta”.
 
Preparazione della soluzione (miscelazione del prodotto granulare, in polvere o liquido) e irrorazione
In questa fase, in cui si utilizza generalmente la barra irroratrice e il trattore, i rischi per la salute sono “rumore, scuotimenti, rischio chimico” mentre i rischi per la sicurezza riguardano solo lo “schiacciamento in fase di attacco e sgancio della macchina operatrice”.
I DPI consigliati sono “otoprotettori, maschere pieno facciale con filtri adeguati (se il trattore non è cabinato e condizionato), guanti, tuta impermeabile (o monouso), calzature antinfortunistiche ed impermeabili”.
Riguardo alle precauzioni si suggerisce di effettuare una regolare taratura della macchina irroratrice.
 
Concludiamo ricordando che nel documento (che tratta anche altre lavorazioni: interramento residui colturali, erpicatura, rullatura, semina tradizionale, semina su sodo, irrigazione per sommersione o scorrimento, irrigazione a pioggia) si affronta il fattore umano, uno dei principali fattori causali nella maggior parte degli infortuni lavorativi.
E le principali caratteristiche individuali correlate al  “ fattore umano” e che influenzano il rischio di infortunio lavorativo sono:
- “abitudini di vita: scarsa quantità e qualità del sonno, abuso di bevande alcoliche, assunzione di stupefacenti e uso abituale di psicofarmaci che determinano una riduzione del grado di attenzione e di vigilanza;
- stato di salute generale: diminuzione della vista e dell’udito, malattie che possono determinare perdita di conoscenza come l’infarto cardiaco o l’epilessia o causare rallentamento dei riflessi;
- esperienza e conoscenza: eccesso di sicurezza, imprudenza, scorrette procedure di lavoro, mancato o errato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;
- fattori psicologici e sociali: grado di soddisfazione per il lavoro svolto, stress, turni e ritmi lavorativi, nazionalità, livello di istruzione, situazione economica familiare”.
 
 
 
UOMML Brescia,  PSAL ASL Brescia, ASL Vallecamonica–Sebino, “ Linee guida per la sorveglianza sanitaria e la prevenzione dei rischi per la salute e la sicurezza nel settore cerealicolo” (formato PDF, 998 kB).
 


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