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Impegni per un lavoro in salute e sicurezza

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

28/06/2007

Disponibili on line gli interventi della Conferenza di Torino. Le malattie professionali dimenticate.

Impegni per un lavoro in salute e sicurezza

Disponibili on line gli interventi della Conferenza di Torino. Le malattie professionali dimenticate.

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26 mila nuovi casi di malattie professionali si registrano ogni anno nel nostro Paese. Un dato che non deve essere dimenticato, accanto a quello degli infortuni sul lavoro, e sul quale è stato posto l’accento nel corso della Prima Conferenza del Servizio sanitario nazionale “Lavorare in salute e sicurezza”, svoltasi nei giorni scorsi a Torino.

“E’ importante che sia dato risalto agli infortuni mortali che si verificano ogni anno – ha sottolineato il presidente dell’Inail Vincenzo Mungari – ma una riflessione si impone anche su quegli eventi lesivi che derivano sempre dal lavoro e che sono meno visibili perché si producono nel tempo, vale a dire le malattie professionali, che provocano danni e morte a distanza di tempo da quando vengono diagnosticate, e che non possono essere tralasciate in un discorso sulla sicurezza”.

Una posizione condivisa anche dal Ministro della Salute, Livia Tuco, che nel suo intervento ha affermato: “nel considerare le problematiche di salute nei luoghi di lavoro bisogna […] tenere ben presente che dobbiamo riferirci anche alle malattie professionali e correlate al lavoro. Quest’ultimo aspetto è molto spesso posto in secondo piano.
Sia per le carenze di informazioni statistiche ed epidemiologiche, sia perché la storia evolutiva di queste patologie rende spesso difficile correlare l’evento morte o l’inabilità di oggi, con una malattia la cui insorgenza può essere riconducibile anche ai decenni precedenti.
Pensate che, secondo le stime dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO), sul totale dei decessi mondiali correlati alle condizioni di lavoro, più di 3 su 4 sono dovuti proprio alle conseguenze delle malattie professionali.”

Il presidente dell’INAIL ha precisato che quello delle malattie professionali è un fenomeno che oggi emerge con caratteristiche profondamente diverse rispetto a quelle che lo hanno connotato fino ad alcuni decenni fa.
Le malattie “tipiche” di un tempo, che avevano un’origine direttamente riconducibile alla professione svolta, e che sono individuate nella tabella delle malattie professionali con l’indicazione di specifiche lavorazioni e delle relative malattie, sono ormai una minoranza.
Per la maggior parte, infatti, le malattie professionali sono elencate nelle tabelle con un sistema più elastico, e quindi meno univoco, attraverso l’indicazione generica di “malattie causate da un certo agente nocivo” e di “lavorazioni che espongono a quell’agente nocivo”.

L’incidenza delle malattie non tabellate, ha detto Mungari, è stata pari negli ultimi anni a circa il 65% delle malattie denunciate. “Attualmente prevalgono, infatti, malattie croniche degenerative e malattie neoplastiche e, più in generale, a genesi multifattoriale, che sono riconducibili a fattori genetici o a fattori di nocività ai quali si può essere esposti anche al di fuori degli ambienti di lavoro”.

La patologia più diffusa, ha aggiunto il presidente, “è l’ipoacusia da rumore, seguita dalle malattie muscoloscheletriche e dai tumori” e tra le neoplasie, che sono in progressivo aumento, “i mesoteliomi da amianto sono quelle più numerose e rappresentano oltre il 50% dei tumori riconosciuti e indennizzati dall’Istituto”.

L’incremento dei mesoteliomi era prevedibile, considerato che l’amianto è stato posto al bando nel 1992 e il periodo di latenza del mesotelioma può arrivare fino a 40 anni. Rispetto agli oltre 1.200 casi che si verificano ogni anno in Italia, però, i mesoteliomi denunciati all’INAIL sono circa la metà. “Questo ci riporta al problema delle ‘malattie perdute’ – ha commentato Mungari – e alla necessità di attivare una rete comunicativa con i medici di base, i medici competenti e, più in generale, con i medici del lavoro, perché si crei una circolarità continua delle informazioni che riguardano la salute della persona, per evitare che vengano segnalate all’INAIL solo alcune malattie e solo quando sono conclamate”.

Intervento del Ministro Livia Turco ( pdf, 60 Kb )
Intervento del Presidente Inail Vincenzo Mungari ( doc, 48 Kb )
Il fenomeno infortunistico nelle statistiche Inail ( pdf, 190 Kb )
Il video della sessione di apertura della conferenza del 25 giugno 2007
Il video della sessione pomeridiana della conferenza del 25 giugno 2007
Il video della sessione conclusiva della conferenza del 26 giugno 2007



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