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Gli interventi finalizzati al reinserimento e all’integrazione lavorativa

Gli interventi finalizzati al reinserimento e all’integrazione lavorativa
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

07/01/2021

Un intervento si sofferma sul reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro. Il quadro normativo, i datori di lavoro, gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’adeguamento delle postazioni.

Gli interventi finalizzati al reinserimento e all’integrazione lavorativa

Un intervento si sofferma sul reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro. Il quadro normativo, i datori di lavoro, gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’adeguamento delle postazioni.

 

Ferrara, 07 Gen – Per un’effettiva tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro è necessario favorire un reale reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro acquisita a seguito di infortunio o malattia professionale. E sono necessarie norme, risorse e incentivi per il superamento delle barriere architettoniche sui luoghi di lavoro e per l’adeguamento e adattamento delle postazioni.

 

Per affrontare questo tema, anche in relazione alle possibili azioni che possono mettere in atto le aziende, ci soffermiamo sull’intervento “Le competenze dell’INAIL in materia di reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro”, a cura di Davide Lumia (INAIL Ferrara).

L’intervento si è tenuto durante il seminario “Invecchiamento e disabilità sul lavoro: quali prospettive?”, organizzato a Ferrara il 10 maggio 2019.

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:

  • Il quadro normativo per il reinserimento lavorativo
  • Il datore di lavoro e il progetto di reinserimento personalizzato
  • Le tre tipologie di interventi finalizzati al reinserimento lavorativo


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Il quadro normativo per il reinserimento lavorativo

Riguardo al reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro e al modello di tutela portato avanti dall’Inail, l’intervento riprende innanzitutto il quadro normativo:

  • D.lgs. 216/2003 - art. 3 comma 3 bis (Attuazione direttiva comunitaria 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro)
    • “pone a carico del datore di lavoro l’obbligo di adottare «accomodamenti ragionevoli per i disabili»
  • Legge 23 dicembre 2014 n. 190 – art. 1 comma 166 (L. stabilità 2015)
    • attribuisce all’INAIL competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da realizzare con progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di una nuova occupazione
  • Legge 30 dicembre 2018 n. 145 – art. 1 comma 533 (L. bilancio 2019)
    • misure integrative finalizzate alla promozione degli interventi di reinserimento”.

 

E l’attuazione di tali disposizioni è assicurata dall’Inail anche attraverso l’emanazione del “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro” adottato con:

  • Determinazione del Presidente Inail 11 luglio 2016 n. 258
    • Circolare n.51 del 30 dicembre 2016
    • Circolare n.30 del 25 luglio 2017
  • Determinazione del Presidente Inail 19 dicembre 2018 n. 527
    • Circolare Inail n.6 del 26 febbraio 2019 

 

La finalità è dare “sostegno alla continuità lavorativa dell’assicurato” – in via prioritaria stessa mansione o mansione diversa, sempre nell’ambito della stessa azienda – e i destinatari sono i lavoratori con disabilità da lavoro tutelati dall’Inail acquisita a seguito di infortunio o malattia professionale che “necessitano di interventi mirati per consentire o agevolare la prosecuzione dell’attività lavorativa”. 

 

Il datore di lavoro e il progetto di reinserimento personalizzato

In particolare il datore di lavoro “coinvolto quale parte attiva ai fini della realizzazione degli interventi per il reinserimento del lavoratore è quello dell’unità produttiva presso la quale il disabile da lavoro svolgeva abitualmente la propria attività lavorativa al verificarsi dell’infortunio o della malattia professionale o al manifestarsi dell’aggravamento delle limitazioni funzionali preesistenti e conseguenti all’evento lesivo verificatosi anche presso altro datore di lavoro”. 

 

Il Regolamento prevede che gli interventi necessari al reintegro della persona con disabilità sul luogo di lavoro, “siano individuati nell’ambito di un Progetto di reinserimento lavorativo personalizzato (Prlp)”.

E i progetti potranno essere:

  • “proposti direttamente dal datore di lavoro o elaborati dall’Inail
  • condivisi dal lavoratore
  • valutati dall’equipe multidisciplinare, anche supportata dalle Consulenze tecniche
  • finanziati dall’Inail”.

 

Le tre tipologie di interventi finalizzati al reinserimento lavorativo

Sono tre le tipologie di interventi finalizzati al reinserimento lavorativo:

  • Interventi di superamento e di abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro
    • comprendono gli interventi edilizi, impiantistici e domotici nonché i dispositivi finalizzati a consentire l’accessibilità e la fruibilità degli ambienti di lavoro
    • per questi interventi è necessario il consenso del proprietario degli immobili dove viene svolta l’attività lavorativa
    • laddove gli immobili fossero detenuti dal datore di lavoro a titolo diverso dalla proprietà, nell’individuazione degli interventi occorrerà effettuare una valutazione costi/benefici che tenga conto anche della durata del relativo contratto
  • Interventi relativi all’adeguamento e all’adattamento delle postazioni di lavoro
    • comprendono gli interventi di adeguamento di arredi facenti parte della postazione di lavoro, gli ausili e i dispositivi tecnologici, informatici o di automazione funzionali all’adeguamento della postazione o delle attrezzature di lavoro, compresi i comandi speciali e gli adattamenti di veicoli costituenti strumento di lavoro (di proprietà del datore di lavoro)
    • qualora l’intervento di adeguamento o adattamento non dovesse risultare vantaggioso in termini di costi/benefici, può essere presa in considerazione la possibilità di acquisto di nuovi arredi o attrezzature o strumenti di lavoro purché adatti a consentire il medesimo risultato.
    • la valutazione deve rilevare la piena rispondenza dell’intervento alle finalità della normativa in oggetto
  • Interventi di formazione

 

Questi ultimi comprendono “interventi personalizzati di:

  • addestramento all’utilizzo delle postazioni e delle relative attrezzature di lavoro connessi ai predetti adeguamenti
  • formazione e tutoraggio utili ad assicurare lo svolgimento della stessa mansione o la riqualificazione professionale funzionale all’adibizione ad altra mansione”. 

 

Concludiamo rimandando alla lettura integrale dell’intervento che riporta anche informazioni sui requisiti di accesso al sostegno, sui procedimenti per l’approvazione e sulle fasi e i tempi per la realizzazione del progetto.

 

 

RTM

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

“ Le competenze dell’INAIL in materia di reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro”, a cura di Davide Lumia (INAIL Ferrara), intervento al seminario “Invecchiamento e disabilità sul lavoro: quali prospettive?” (formato PDF, 492 kB).

 

“ Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro” (formato PDF, 217 kB).

 

Link allo spazio web Inail sugli interventi di sostegno al reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro.

 

 


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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