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Consumo di alcol e mondo del lavoro: dimensione del fenomeno e normativa

Consumo di alcol e mondo del lavoro: dimensione del fenomeno e normativa
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

16/01/2023

Una scheda informativa dell’Inail riporta indicazioni su alcol e lavoro. Focus sulla dimensione del fenomeno, sui fattori di rischio per la salute, sull’incremento degli infortuni, sulla sorveglianza sanitaria e sui riferimenti normativi.

Consumo di alcol e mondo del lavoro: dimensione del fenomeno e normativa

Una scheda informativa dell’Inail riporta indicazioni su alcol e lavoro. Focus sulla dimensione del fenomeno, sui fattori di rischio per la salute, sull’incremento degli infortuni, sulla sorveglianza sanitaria e sui riferimenti normativi.

Roma, 16 Gen – Una modalità di misura che è ormai comune nel settore della sanità pubblica e nella valutazione dell'impatto di qualcosa sulla nostra salute è relativa ai DALYs (Disability Adjusted Life Years) che corrispondono alla somma degli anni di vita persi per mortalità prematura (Years of Life Lost -YLLs) e degli anni di vita vissuti in condizioni di salute non ottimale o di disabilità (Years of Life lived with Disability -YLDs).

 

Tenendo conto di questa particolare misura, secondo stime dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), “l’uso dannoso di alcol ha causato, nel 2016, circa 3 milioni di decessi a livello globale, pari a circa il 5,3% del totale dei decessi e 132,6 milioni di DALYs (anni di vita persi per disabilità o morte prematura), ossia il 5,1% di tutti i DALYs dell’anno”.

 

A ricordare in questi termini l’impatto generale dell’alcol sulla salute è un recente factsheet, prodotto dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’ Inail e dal titolo “Alcol e lavoro: alcuni risultati di un’indagine conoscitiva tra lavoratori dei settori trasporti e costruzioni”. 

 

La scheda informativa, a cura di G. Buresti, B.M. Rondinone, G. Fortuna, M.C. Dentici e B. Persechino, partendo da alcuni dati di contesto sulle problematiche di salute alcol correlate e da una raccolta e presentazione della normativa di riferimento, si sofferma sui risultati di un’indagine conoscitiva realizzata su un campione di lavoratori dei settori edilizia e autotrasporto. Ambiti lavorativi che sono stati individuati, dalla letteratura scientifica e dalla normativa vigente, ad elevato rischio di infortuni alcol correlati.

 

Nel presentare la scheda ci soffermiamo oggi in particolare sulla dimensione del fenomeno relativo al consumo di alcol e sugli aspetti normativi in ambito lavorativo:

  • Il consumo di alcol, gli infortuni e i fattori di rischio per la salute
  • Il consumo di alcol, il mondo del lavoro e i riferimenti normativi 
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Il consumo di alcol, gli infortuni e i fattori di rischio per la salute

Riguardo alla dimensione delle conseguenze del consumo di alcol si indica che “circa il 28,7% dei decessi attribuibili all’alcol sono causati da infortuni, a seguire il 21,3% da malattie dell’apparato digerente, il 19,0% da quelle cardiovascolari”.

 

Riprendiamo, a questo proposito, un’immagine dalla scheda Inail che presenta (anno 2016) una comparazione tra i decessi alcol-attribuibili per categoria generica di malattia e tutti i decessi alcol-attribuibili:

 

 

Si indica poi che il consumo di alcol è “un rilevante fattore di rischio per la salute della popolazione in quanto influisce sul determinismo di circa 230 malattie, comprese malattie infettive, malattie non trasmissibili (MNT) e infortuni”.

 

Inoltre “dal quadro epidemiologico sul fenomeno alcol in Italia aggiornato al 2020 e trasmesso dal Ministro della salute al Parlamento a marzo 2022, emerge stabile, rispetto all’anno precedente, il consumo nell’anno (66,8% nel 2019 e 66,4% nel 2020); analogo andamento per il consumo giornaliero (20,2% nel 2019 e 20,6% nel 2020), mentre continua ad aumentare il consumo fuori pasto (30,6% nel 2019 e 31,7% nel 2020) ed in lieve diminuzione il consumo occasionale (46,6% nel 2019 e 45,7% nel 2020)”.

 

Si ricorda anche che la letteratura scientifica ha descritto nel tempo “l’associazione tra infortuni sul lavoro e consumo di sostanze alcoliche” e i settori lavorativi “costruzioni, miniere e trasporti sono risultati essere quelli con più alto tasso di decessi causati da infortuni alcol correlati”.

 

In particolare l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e l’OMS stimano che “una percentuale compresa tra il 4 ed il 20% degli infortuni sul lavoro ha tra le cause il consumo di bevande alcoliche”.

 

Riguardo alla dimensione del fenomeno nel mondo del lavoro rimandiamo anche alla lettura di alcuni articoli di PuntoSicuro:

  • “ Alcol e lavoro: un problema di consumo o di alcoldipendenza?”;
  • “ Alcol e lavoro: sorveglianza sanitaria e procedure operative aziendali”.

 

Il consumo di alcol, il mondo del lavoro e i riferimenti normativi

 Riprendiamo dal documento anche alcune indicazioni relative ai riferimenti normativi.

 

Si segnala che con la Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati (l. 125/2001) è stato introdotto il “divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche per alcune attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro - successivamente individuate - attraverso ‘controlli alcolimetrici’”.

Si ricorda poi che la norma di elencazione delle attività lavorative ad elevato rischio è stata emanata con Provvedimento 16 marzo 2006 della Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano. Si tratta di una lista di attività lavorative … ‘che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro’…

 

Inoltre il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. ha “previsto la verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza durante la sorveglianza sanitaria effettuata dal medico competente (MC).

 

In particolare dalle comunicazioni dei medici competenti ai sensi dell’art. 40 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. “emergono, per il 2019, oltre 1,7 milioni di lavoratori sottoposti alla citata verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza; lo 0,23% è stato inviato per accertamenti presso Centri di II livello e di questo, circa il 9,2% è stato confermato dipendente”.

 

Si rileva poi che il Codice della strada all’art. 186-bis “sancisce il divieto assoluto ‘di guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l’influenza di queste’ per chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o cose”. 

 

La scheda sottolinea tuttavia “l’assenza di indicazioni chiare ed univoche, nonché, ad oggi, la mancata (seppur prevista) rivisitazione delle condizioni e modalità per l’accertamento dell’alcol dipendenza”.

 

Riguardo agli aspetti normativi rimandiamo, infine, alla lettura dell’articolo “ Alcoldipendenza e sicurezza: la ricerca di un coordinamento tra le norme”.

 

Concludiamo rimandando alla lettura integrale del factsheet che si sofferma, come indicato in premessa, su un’indagine conoscitiva (sarà il tema di un prossimo articolo) realizzata su un campione di lavoratori dei settori edilizia e autotrasporto relativamente alla percezione del rischio sulla tematica ‘alcol e lavoro’.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Alcol e lavoro: alcuni risultati di un’indagine conoscitiva tra lavoratori dei settori trasporti e costruzioni”, a cura di G. Buresti, B.M. Rondinone, G. Fortuna, M.C. Dentici e B. Persechino, Factsheet edizione 2022 (formato PDF, 168 kB).

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Alcol e lavoro: la dimensione del fenomeno, la normativa e un’indagine conoscitiva”.

 


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