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Caldo e radiazioni solari: gli effetti sulla salute dei lavoratori

Caldo e radiazioni solari: gli effetti sulla salute dei lavoratori
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

02/07/2025

Le linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si soffermano sui possibili effetti sulla salute dei lavoratori.

Caldo e radiazioni solari: gli effetti sulla salute dei lavoratori

Le linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si soffermano sui possibili effetti sulla salute dei lavoratori.


Roma, 2 Lug – Per poter fare una efficace attività di prevenzione delle conseguenze sui lavoratori esposti alle alte temperature estive e alle radiazioni solari è importante non solo essere consapevoli delle possibili patologie connesse al calore e alle radiazioni, ma anche dei fattori che possono aumentare il rischio.

 

Ad esempio, le condizioni predisponenti a malattie da calore possono essere:

  • “Alta temperatura e umidità anche in assenza di esposizione al sole (compresi gli ambienti indoor non climatizzati e non ventilati)
  • Basso consumo di liquidi
  • Esposizione diretta al sole (senza ombra) o a temperature elevate
  • Movimento d'aria limitato (assenza di aree ventilate)
  • Attività fisica intensa
  • Alimentazione non adeguata
  • Insufficiente periodo di acclimatamento
  • Uso di indumenti pesanti e dispositivi di protezione
  • Condizioni individuali di suscettibilità al caldo”

Ci sono anche condizioni predisponenti agli effetti delle radiazioni solari:

  • “Esposizione alla radiazione solare diretta
  • Presenza di grandi superfici riflettenti”.

 

A segnalarlo, con riferimento anche a quanto contenuto sul portale Worklimate, sono le linee di indirizzo approvate il 19 giugno 2025 in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

 

Nelle “ Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, che offrono una “visione di insieme degli elementi che caratterizzano il percorso che porta alla realizzazione di condizioni di lavoro salubri e sicure, in relazione al rischio costituito dalle alte temperature e dalla radiazione solare”, ci si sofferma ampiamente anche sui possibili effetti sulla salute del caldo e delle radiazioni.

 

Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:

  • Le condizioni cliniche correlate all'esposizione al calore
  • I possibili effetti dell’esposizione alla radiazione solare
  • La protezione dal calore e dalla radiazione solare: sorveglianza sanitaria


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Le condizioni cliniche correlate all'esposizione al calore

Riprendiamo dal documento alcune indicazioni sugli effetti sulla salute.

 

In particolare, si indica che le malattie da calore “sono condizioni cliniche correlate all'esposizione al calore e comprendono:

  1. dermatite da sudore: “causata dalla eccessiva sudorazione e si manifesta con irritazione, prurito e comparsa di piccole vescicole e papule. L'eruzione cutanea può comparire sul collo, sulle ascelle, sulla parte superiore del torace, sull'inguine, sotto il seno e sulle pieghe del gomito”;
  2. crampi da calore: “sono dolori muscolari causati dalla perdita di sali e liquidi corporei durante la sudorazione”;
  3. squilibri idrominerali: “conseguenti a profuse perdite idriche, in genere dovute a sudorazione, in assenza di adeguato reintegro di acqua. Successivamente si instaura un deficit sodico dovuto ad inadeguato ripristino del sodio perso con il sudore. I sintomi e segni più comuni sono debolezza improvvisa, irritabilità, sonnolenza, sete intensa, pelle e mucose asciutte, calo della pressione arteriosa”;
  4. esaurimento o stress da calore: “caratterizzato da un esaurimento della capacità di adattamento (del cuore e del sistema termoregolatorio), specie in soggetti non acclimatati sottoposti a sforzi fisici intensi. I segni e sintomi di esaurimento da calore sono: mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, irritabilità, confusione, sete, forte sudorazione e una temperatura corporea superiore a 40° C”. Si indica che i lavoratori con segni o sintomi di esaurimento da calore “dovrebbero essere portati all’osservazione del medico o al pronto soccorso per la valutazione e il trattamento medico. Se i sintomi peggiorano, deve essere allertato il 112/118. Qualcuno deve sempre rimanere con il lavoratore fino all'arrivo dei soccorsi”;
  5. colpo di calore: “la condizione clinica più grave associata all’ esposizione al calore. Si verifica quando il centro di termoregolazione dell’organismo è gravemente compromesso dall’esposizione al caldo e la temperatura corporea sale a livelli critici (superiori a 40°C). Si tratta di un'emergenza medica che può provocare danni agli organi interni e nei casi più gravi la morte. I segni e sintomi del colpo di calore comprendono: cute secca e ardente per blocco dei meccanismi centrali della termoregolazione e arresto della sudorazione, alterazione dello stato mentale (es. delirio), iperventilazione, tachicardia, aritmie cardiache, rabdiomiolisi, malfunzionamento organi interni, perdita di coscienza, fino allo shock”. Se un lavoratore mostra i segni di un possibile colpo di calore, “è necessario chiamare immediatamente il 112/118”.

 

Rimandiamo alla lettura integrale del documento che si sofferma anche sui primi interventi, su “cosa fare” in caso di comparsa dei sintomi delle patologie descritte. 

 

I possibili effetti dell’esposizione alla radiazione solare

Si indica poi che “per le lavorazioni effettuate all’aperto, soprattutto, ma non solo, in estate, è necessario prevenire anche gli effetti dell’esposizione alla radiazione solare”.

 

Questi effetti sono “prevalentemente a carico della cute e degli occhi e possono essere con insorgenza sia a breve termine che a lungo termine”.

 

Tra gli effetti a breve termine più frequenti il documento ricorda:

  • eritema solare a carico della cute: “indotto essenzialmente dalla componente UVB. Nelle forme gravi (ustioni solari) un eritema marcato può accompagnarsi a edema e flittene (ustioni gravi) nelle zone foto- esposte”. Ricordiamo che la radiazione ultravioletta (UV), che appartiene al sottoinsieme delle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, occupa una regione spettrale da 100 a 400 nanometri (nm) che è stata suddivisa in tre bande contigue, denominate UVA, UVB e UVC.
  • fotocongiuntivite: “per interessamento della membrana congiuntivale esposta”;
  • fotocheratite: “per il coinvolgimento della cornea”.

 

Il documento indica che “sarebbe auspicabile integrare i presidi di primo soccorso con ausili idonei ad eseguire azioni di primo intervento in caso di insorgenza di disturbi correlati al caldo e/o alla radiazione solare previa consultazione con il medico competente che collabora con il datore di lavoro nella predisposizione delle misure di emergenza” ai sensi dell’art. 45 del D. Lgs. 81/2008. Gli addetti al primo soccorso “devono essere adeguatamente formati sulle misure di emergenza da mettere in atto inerenti tali particolari fattori di rischio”. 

 

Anche in questo caso il documento riporta ulteriori suggerimenti.

 

La protezione dal calore e dalla radiazione solare: sorveglianza sanitaria

Infine, ci soffermiamo su quanto indicato per la sorveglianza sanitaria.

 

Si segnala che ai sensi dell’art.185 (Sorveglianza sanitaria) del Titolo VIII (Agenti Fisici) del D.Lgs. 81/2008, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti agli agenti fisici “viene svolta secondo i principi generali di cui all’articolo 41, ed è effettuata dal medico competente nelle modalità e nei casi previsti ai rispettivi capi del Titolo VIII sulla base dei risultati della valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro a cui lo stesso medico deve collaborare” ai sensi dell’art. 25 del D. Lgs. 81/2008.

 

La sorveglianza sanitaria permetterà “sia di formulare il giudizio di idoneità alla mansione specifica che di monitorare le condizioni di salute dei lavoratori”. E particolare attenzione dovrà essere posta dal medico competente “ai soggetti particolarmente suscettibili” (ad esempio con riferimento all’assunzione di farmaci e alle condizioni mediche particolari dei lavoratori).

 

Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che riporta informazioni su:

  • valutazione del rischio e prevenzione
  • indicazioni specifiche per il comparto agricoltura
  • indicazioni specifiche per il comparto edile
  • indicazioni specifiche per il comparto logistica

 

 

Tiziano Menduto

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” (25/69/CR6bis/C7), documento approvato il 19 giugno 2025.

 

 

Link agli articoli di PuntoSicuro dedicati al rischio microclimatico

 



Creative Commons License Licenza Creative Commons

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Rispondi Autore: Ventola immagine like - likes: 0
14/07/2025 (22:03:42)
Mi sembra strano che nelle "linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal caldo e dalle radiazioni solari" negli ambienti moderati e moderati si debba effettuare la valutazione dei rischi come negli ambienti vincolati, utilizzando il metodo PHS. Negli ambienti moderati e moderabili bisogna utilizzare rispettivamente il PMV e HI per valutare il comfort. Utilizzare il PHS negli ambienti moderati e moderabili è un errore tecnico che sottostima tra l'altro la valutazione del rischio stessa. Come al solito sempre piu confusione in un settore già tanto confuso. Mi vergogno di occuparmi di questo settore

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