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L'ECHA sostiene la restrizione delle sostanze PFAS con deroghe mirate
Il Comitato per la valutazione del rischio (RAC), nel suo parere definitivo, e il Comitato per l'analisi socioeconomica (SEAC), nella suabozza di parere, sostengono una restrizione a livello UE, fatta salva una deroga specifica, sulla produzione, l'immissione sul mercato e l'uso dei PFAS. I Comitati raccomandano inoltre che qualsiasi restrizione sia accompagnata da misure efficaci per ridurre al minimo le emissioni. Le conclusioni scientifiche del RAC e la bozza di parere del SEAC rappresentano un passo importante verso l'adozione di misure a livello UE sui PFAS.
La pubblicazione odierna dà inoltre il via alla consultazione di 60 giorni sulla bozza di parere del SEAC, con le parti interessate invitate a presentare commenti entro il 25 maggio.
Parere finale del RAC
Il RAC conclude che le sostanze PFASrappresentano rischi crescenti per le persone e per l'ambiente. Sono altamente persistenti, rimangono nell'ambiente per lunghi periodi, percorrono lunghe distanze, contaminano le falde acquifere e il suolo, mentre alcune causano gravi problemi di salute, come il cancro e danni all'apparato riproduttivo. Il Comitato ritiene che le misure regolamentari attualmente in vigore non siano sufficienti a controllarne le emissioni e, pertanto, sono necessarie ulteriori azioni regolamentari a livello UE per controllare tali rischi.
Il RAC raccomanda misure di gestione del rischio per ridurre al minimo le emissioni qualora le deroghe per usi specifici vengano confermate dai responsabili delle decisioni. Tali misure includono piani di gestione dei PFAS specifici per sito, destinati a produttori e utenti industriali, che prevedano il monitoraggio delle emissioni, la comunicazione lungo tutta la catena di approvvigionamento sull'uso dei PFAS, un'etichettatura chiara per i consumatori e istruzioni per un uso e uno smaltimento sicuri. Il RAC chiede inoltre che le emissioni di PFASprovenienti da siti produttivi e industriali vengano segnalate all'ECHA.
Roberto Scazzola, Chairperson of RAC said:
"Il parere definitivo del RAC e le prove scientifiche dimostrano chiaramente che le sostanze PFAS possono comportare rischi per le persone e per l'ambiente se non adeguatamente controllate. Una restrizione a livello europeo rappresenta pertanto una misura efficace per ridurre tali rischi. Qualora vengano concesse delle deroghe, il RAC raccomanda di adottare misure per minimizzare le emissioni di PFAS."
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Progetto di parere del SEAC
Il parere preliminare del SEAC evidenzia che le sostanze PFAS sono utilizzate in numerose applicazioni diverse in tutta Europa. È pertanto necessario un intervento a livello UE per evitare distorsioni commerciali e garantire parità di condizioni nel mercato interno. Il Comitato ritiene che siano necessarie deroghe mirate per specifici usi delle sostanze PFAS, laddove ciò sia giustificato dalle prove disponibili che dimostrano l'indisponibilità di alternative, nonché dalla valutazione dei costi e dei benefici, al fine di garantire che la restrizione rimanga proporzionata.
Il progetto di parere del SEAC sostiene anche l'introduzione di misure di gestione del rischio per ridurre al minimo le emissioni di PFAS per gli usi derogati, come raccomandato dal RAC. Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il Comitato non può stabilire se queste specifiche misure siano proporzionate.
María Ottati, Presidente del SEAC, ha dichiarato:
"Il parere preliminare del SEAC sostiene un'ampia restrizione delle sostanze PFAS, pur riconoscendo la necessità di deroghe mirate per mantenere la misura proporzionata e attuabile. Questo approccio equilibrato ridurrà le emissioni di PFAS, consentendo al contempo la prosecuzione di alcuni usi laddove un divieto immediato, nel complesso, porterebbe a impatti più negativi che positivi."
Il RAC ha adottato il suo parere definitivo il 2 marzo, mentre il SEAC ha approvato la sua bozza di parere il 10 marzo 2026.
Esprimi la tua opinione sulla bozza di parere del SEAC.
La consultazione di 60 giorni sulla bozza di parere del SEAC è ora aperta fino al 25 maggio 2026. Le parti interessate, tra cui l'industria, le organizzazioni non governative, i ricercatori e i cittadini, sono invitate a fornire commenti basati su dati concreti attraverso il questionario di consultazione strutturato.
L'ECHA ha pubblicato linee guida per la consultazione e una mappatura degli usi dei PFAS per aiutare i partecipanti a preparare e presentare le informazioni pertinenti. L'Agenzia incoraggia i partecipanti a esaminare attentamente la bozza di parere e a seguire le linee guida per garantire che il loro contributo sia il più utile possibile per contribuire a definire il parere finale del SEAC.
Prossimi passi
Si prevede che il SEAC adotti il suo parere definitivo, tenendo conto, ove pertinente, delle nuove informazioni ricevute durante la consultazione, entro la fine del 2026. Tale adozione concluderà la valutazione scientifica della restrizione proposta da parte dei comitati dell'ECHA e i pareri saranno formalmente presentati alla Commissione europea. Sulla base dei due pareri definitivi, la Commissione proporrà una restrizione da discutere e votare in seno al comitato REACH, composto dagli Stati membri dell'UE.
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Per saperne di più sul processo di restrizione, sul ruolo dei comitati dell'ECHA e sui loro pareri, consultate il documento di domande e risposte. I pareri sono pubblicati nella tabella di consultazione. Ascoltate anche il nostro podcast Safer Chemicals con il presidente del RAC, Roberto Scazzola, e la presidente del SEAC, María Ottati.
La proposta di limitare l'uso di PFAS nell'UE/SEE è stata elaborata dalle autorità di Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia ed è stata presentata all'ECHA il 13 gennaio 2023. L'obiettivo è ridurre le emissioni di PFAS nell'ambiente e rendere prodotti e processi più sicuri per le persone. La consultazione sulla proposta di restrizione si è svolta dal 22 marzo al 25 settembre 2023.
Fonte: Echa
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