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Perforazione di rivestimenti con colla contenente amianto

Perforazione di rivestimenti con colla contenente amianto
Redazione
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 Rischi da amianto
15/10/2013: Nella colla delle piastrelle può esserci amianto: la procedura da adottare per svolgere lavori di perforazione di rivestimenti sintetici e di piastrelle con colla contenente amianto.
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Punti essenziali
• Negli edifici costruiti prima della messa al bando dell'amianto è prevedibile la presenza di amianto nella colla per piastrelle e nei rivestimenti sintetici.
• Questa scheda tematica descrive la modalità operativa per chi si accinge a perforare piastrelle ceramicate con colla e fughe in amianto e rivestimenti sintetici contenenti amianto.
• È consentito effettuare solo singoli fori.


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Fase preliminare
Individuazione dei pericoli
• Prima di iniziare i lavori bisogna chiarire se c'è amianto. In caso di dubbio bisogna partire dal
presupposto che ci sia.
Istruzioni e addestramento del personale
• Prima di iniziare i lavori il personale deve essere istruito sui pericoli e su come procedere.
Dispositivi di protezione individuale (DPI)
• Maschera monouso di tipo FFP3.
Zona di lavoro
• Accertarsi che nessuno stia sostando nella zona di lavoro.
• Per evitare contaminazioni sigillare tutte le aperture verso i locali adiacenti.
• Rimuovere o coprire tutti gli oggetti al di sotto del punto che si intende perforare.
• Garantire un sufficiente ricambio d'aria (ventilazione naturale o artificiale).
Attrezzi e materiali necessari
• Aspiratore industriale (filtro di classe H secondo la norma EN 60335-2-69, con requisito speciale per l'amianto).
• Trapano con aspiratore integrato.
• Straccio e secchio con acqua saponata.
 
Esecuzione dei lavori
Esecuzione dei fori
• Trapanare con l'aspiratore in funzione.
• Pulire bene la parete, il pavimento e il trapano usando l'aspiratore industriale.
• Pulire la parete e il pavimento con uno straccio umido.
Igiene
• Usare i lavabi del posto.
 
Conclusione dei lavori
Smaltimento
• Se la polvere viene raccolta in sacchi filtranti ermetici di sicurezza, questi possono essere sostituiti all'aperto. In questo caso bisogna utilizzare i dispositivi di protezione individuale indicati nel manuale d'uso dell'apparecchio.
• Se si tratta di un apparecchio a noleggio, si ha il vantaggio che la sostituzione del filtro e lo smaltimento sono a cura del noleggiatore.
• I materiali contenenti amianto e quelli contaminati da amianto devono essere smaltiti secondo la normativa vigente.
 

N.B.: I riferimenti legislativi contenuti nel documento di Suva riguardano la realtà svizzera, i suggerimenti indicati possono essere comunque di utilità per tutti i lavoratori.  
 
 
 
 
Fonte: SUVA.
 


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Commenti:


Rispondi Autore: Giacomo Gori15/10/2013 (09:13:53)
Buongiorno, trattandosi di un argomento molto delicato che sta mietendo vittime per lavorazioni fatte senza le opportune precauzioni, vorrei lasciare un commento per gli utenti che non hanno esperienze su tali tipi di lavorazioni.
Non conosco la realtà svizzera ma quella italiana fortunatamente è ben diversa!!! Qui parliamo di amianto e quindi di materiale cancerogeno di cui tutti sappiamo quali sono gli effetti sulla salute dell'uomo.
La normativa vigente italiana impone, a mio parere giustamente, il divieto di svolgere lavorazioni in presenza di amianto a meno che la ditta esecutrice non sia iscritta all'Albo Nazionale Gestori Ambientali cat. 10 e il personale operante sia stato formato con apposito corso di 30 ore. Inoltre qualsiasi lavorazione deve essere precedute da apposito Piano di Lavoro da presentare alle ASL territoriali.
Qui i rischi sono veramente alti, la zona di lavoro deve essere confinata, ci sono delle provedure ben precise anche per la vestizione dei dpi, che a fine lavori devono essere gestiti e smaltiti presso centro autorizzato. Non per ultimo, gli addetti alle lavorazioni sono sottoposti a sorveglianza sanitaria specifica per monitorare il proprio stato di salute.
Purtroppo in Italia o per ignoranza o per furbizia, ad oggi sono molte le ditte o privati che operano su materiale contenente amianto senza la benchè minima tutela, esponendo sia se stessi sia chi sta intorno ad un rischio potenzialmente mortale.
Ing. Giacomo Gori
Rispondi Autore: petrarca domenico12/10/2017 (12:52:46)
Bene i vostri appunti centrano perfettamente l obbiettivo ma non lo affondano,pensate alla sicurezza di oggi senza pensare chi come me sono 35anni che USA i collanti e per tanto visto che i materiali sono certificati a norme severe.il problema e che in Italia e non solo non ce l'obbligo di attestare i materiali nel centro europeo unico a Berlino ,ma e abbastanza dichiarare le certificazioni cioè che siano conformi alle norme vigenti ,con questo paradosso i cementi gli inerti le resine non vengono controllate e dunque quelli che sono più danneggiati siamo. Noi applicatori ..pero non si parla di un risarcimento prematuro prima chensorganp malattie ..no questo non si parla mai ..PERCHE ?

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