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L’applicazione del Testo Unico sulla Sicurezza negli studi legali

Redazione
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 Luoghi di lavoro
07/04/2014: Spunti informativi di base per adeguare lo studio legale alle prescrizioni di sicurezza richieste dal Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Misure generali di tutela interne e esterne allo studio.
L’applicazione del Testo Unico sulla Sicurezza negli studi legali
Milano, 7 Apr – Il campo di applicazione del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008) riguarda tutti i principali contesti di lavoro.
Tuttavia vi sono contesti che vengono più spesso analizzati, in relazione ai rischi e alla prevenzione e tutela della salute e sicurezza, e altri di cui si parla molto di meno e che rischiano di apparire erroneamente contesti completamente sicuri.
 
Presentiamo oggi una serie di documenti prodotti nel 2010 che, benché non aggiornati alla normativa di questi ultimi anni, sono tra i pochi ad affrontare il tema della sicurezza in un contesto lavorativo poco conosciuto: gli studi legali.
Si tratta di documenti pubblicati sul sito dello Studio Baldin Euroquality e che fanno riferimento a un corso - in quattro puntate pubblicate sulla rivista “ Ventiquattrore Avvocato” – che fornisce spunti informativi di base sugli aspetti normativi che “occorre conoscere per adeguare lo Studio legale alle prescrizioni di sicurezza, suggerendo anche soluzioni operative e testimonianze dirette, per lo sviluppo di buone prassi e metodologie organizzative utili alla gestione dei correlati adempimenti”.

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Nella prima parte del corso, dal titolo “T.U. Sicurezza: misure da attuare nello Studio legale” si affronta il tema delle misure di prevenzione, degli obblighi del “Dominus” (il titolare dello studio legale), della delega funzionale a terzi responsabili, della gestione emergenze e degli obblighi dei lavoratori.
Il documento, a cura di Andrea Baldin (Senior Partner di Studio Baldin Euroquality S.r.l.; Lead Auditor ed Esperto di ambiente-sicurezza ed energia), ricorda che gli Studi legali, “come ogni altro diverso tipo di studio professionale, operano normalmente all’interno di strutture confinate e sicure come gli uffici e come tali da considerarsi come ambienti di lavoro con tipologie rischio per sicurezza e salute limitati”.
Tuttavia nel caso frequente di uno Studio legale, anche di piccole-medie dimensioni strutturato con un dominus, vi sono spesso “avvocati senior associati, avvocati e praticanti”, senza dimenticare “le strutture di staff di segreteria e di amministrazione”. E ognuna di queste figure professionali “è equiparabile a un “lavoratore”; e come tale, con alcune distinzioni in funzione delle mansioni svolte e dei conseguenti rischi connessi”, potenzialmente soggetta ai requisiti del Testo Unico sulla Sicurezza.
 
Con riferimento all’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008, l’autore raccoglie in linea generale i requisiti di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro specificatamente valevoli per lo Studio legale:
- “ valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza;
- programmazione della prevenzione;
- eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
- rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;
- riduzione dei rischi alla fonte; sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;
- priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
- controllo sanitario dei lavoratori;
- informazione e formazione adeguate per i lavoratori, i dirigenti, i preposti e per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
- istruzioni adeguate ai lavoratori, partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti;
- programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l’adozione di codici di condotta e di buone prassi;
- misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;
- uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
- regolare manutenzione degli ambienti e delle attrezzature”.
 
Il documento si sofferma anche sugli obblighi di tutela fuori dallo Studio.
 
Vi sono specifiche precauzioni da osservarsi anche fuori dallo Studio. Ad esempio “quando l’Avvocato si reca dal cliente, egli sarebbe tenuto a esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le sue generalità (quale lavoratore) e l’indicazione del Titolare di Studio (quale datore di lavoro). Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro”.
E quando si lavora presso Organizzazioni Terze (clienti, fornitori, controparti, Pubbliche amministrazioni, ...) “gli Avvocati dovrebbero poi assicurarsi di ricevere dal datore di lavoro di tali Organizzazioni tutte le informazioni sui rischi per la sicurezza sul lavoro, nonché sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati – anche solo temporaneamente – a operare, e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Nel caso poi in cui un servizio legale sia oggetto di un appalto o di un contratto di servizi articolato, è inoltre obbligo del committente promuovere la cooperazione e il coordinamento della Sicurezza con i lavoratori dello Studio legale incaricato dei servizi”.
 
Concludiamo riportando i quattro documenti a cura di Andrea Baldin corrispondenti alle quattro parti del corso:
 
 
NB: Benché i documenti presentati, realizzati nel 2010, non siano aggiornati alle ultime novità normative, ad esempio in tema di valutazione dei rischi, possono essere un utile spunto per migliorare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori negli studi legali.
 
 
RTM
 
 
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Rispondi Autore: alberto cuomo - likes: 0
07/04/2014 (08:19:32)
buongiorno a tutti (chi scrive e chi legge). Siamo sicuri che sia necessaria la tessera di riconoscimento - da lavori in appalto - per chi svolge, presso altre ditte, attività di tipo intellettuale, come un legale, o anche un consulente in materia di sicurezza? E secondo voi, se serve la tessera, serve anche la dimostrazione dell'idoneità tecnico-professionale, lo scambio di informazioni, le misure di coordinamento, fino all'eventuale DUVRI?
Rispondi Autore: maurizio cappai rspp - likes: 0
07/04/2014 (17:08:14)
ho letto una parte del corso e la mia impressione è che si tratti di informazioni rivolte a far applicare la normativa anche negli studi legali (ma potrebbero essere studi di architettura, ingegneria, ecc.), luoghi non ritenuti "produttivi" e dove probabilmente non entrerà mai un ispettore dello SPRESAL. In effetti l'autore tende ad eccedere, ma si sa che talvolta si punta al massimo per avere almeno il minimo: per esempio si parla di rischio chimico per il toner della fotocopiatrice e di rischio biologico per l'eventuale cucina (nello studio legale?)e i servizi igienici. Direi che questo è eccessivo, così come il badge di riconoscimento per l'avvocato e i suoi collaboratori....
Egregio Alberto Cuomo, vuoi forse fra le righe dire che ne potevamo fare a meno?
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti - likes: 0
09/04/2014 (06:51:21)
...si è arrivati in fondo al barile.
Anche in uno studio legale si può farsi male (ma è stato valutato il rischio di clienti che non pagano o possono essere violenti ???
Mandi
Rispondi Autore: Pietrantonio Pacella - likes: 0
14/04/2014 (08:00:15)
E, già che ci siamo, vogliamo trascurare la valutazione dello stress lavoro-correlato che in uno studio legale può essere rilevante?

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