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Il coaching: sicurezza e gestione delle emergenze

Il coaching: sicurezza e gestione delle emergenze
Redazione
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 SGSL, MOG, dlgs 231/01
18/10/2017: Un modo per perseguire il miglioramento continuo del proprio sistema di gestione della sicurezza: il coaching per la sicurezza. A cura di P. I. Quarantino.

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Ospitiamo un articolo tratto da  PdE, rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente, che propone un intervento realizzato da Pietro Iacono Quarantino.

 

COACHING E SICUREZZA

Il principale driver che spinge le aziende a intervenire sul miglioramento dei fattori che riguardano la gestione della sicurezza e delle emergenze è l'obbligo di adempiere a normative giustamente sempre più esigenti, benché talvolta farraginose. Altre volte, invece, è la necessità di migliorare sistemi che, a seguito di ispezioni, incidenti o infortuni, si sono rivelati inadeguati. I sistemi gestionali, ispirati al ciclo di Deming, dovrebbero essere orientati al miglioramento continuo del sistema stesso. Ma avviene realmente? O piuttosto assistiamo a strappi dovuti a fattori esterni?

 

Una delle modalità con le quali un'azienda può perseguire il miglioramento continuo del proprio sistema di gestione della sicurezza è quello di avvalersi del supporto di una consulenza di coaching specializzato, che, oltre al raggiungimento di obiettivi specifici in materia di sicurezza, consenta di rendere più efficace il modo in cui questa area gestionale viene presidiata.

 

Cos'è il coaching

Vediamo, per prima cosa, cos'è il coaching e perché negli ultimi anni è diventato molto di moda. Il coaching è nato negli anni '70 nel mondo del tennis, quando un educatore e allenatore di tennis, Gallwey, pubblicò un libro dal titolo Il gioco interiore del tennis, nel quale affermava due cose: - l'avversario più temibile non è il rivale dall'altra parte del campo, ma quello che si ha dentro di sé - un bravo allenatore deve aiutare il proprio allievo a liberarsi degli ostacoli interiori che ne limitano la capacità di apprendere a migliorare il proprio gioco. L'essenza del coaching è ancora, dopo quasi 50 anni, la stessa che identificò Gallwey: liberare il potenziale delle persone per migliorare le loro prestazioni. Dal tennis il coaching si diffuse presto nel mondo del lavoro e in particolare nelle organizzazioni Dapprima i manager iniziarono a rivolgersi ai coach per migliorare le loro prestazioni, poi iniziarono ad adottare stili di leadership improntati alle tecniche di coaching per migliorare le prestazioni dei loro collaboratori o fecero in modo che anche i membri del team potessero usufruire dell'aiuto di un corporate coach. Dal mondo del lavoro alla vita quotidiana il passo è stato breve e i life coach hanno cominciato ad aiutare le persone a dare il meglio di loro stesse per raggiungere obiettivi personali identificati come significativi per migliorare la qualità della vita e la soddisfazione personale.

 

Quando devo spiegare cos'è il coaching, mi piace ricorrere a una metafora: imparare a camminare. Tutti noi abbiamo imparato a camminare in maniera naturale, senza che nessuno abbia dovuto spiegarci come si fa. Il nostro cervello e il nostro corpo, nei primi mesi di vita, si sviluppano mettendoci in condizione di muoverci autonomamente: prima il collo e la testa, poi le braccia, a un certo punto siamo in grado di iniziare a gattonare, di alzarci in piedi, di fare i primi passi, finché non iniziamo a correre spediti, pronti a rialzarci dopo la prima caduta. Eppure non abbiamo imparato da soli: c'è stato qualcuno che ci ha dato un piccolo gioco da raggiungere gattonando, ci ha fermato prima che cadessimo dal letto, ha allargato le braccia e ci ha detto: "vieni!" la prima volta che ci siamo messi in piedi. Questa persona non ci ha insegnato a camminare, ma ci ha aiutato a imparare a farlo autonomamente, dandoci degli obiettivi, mettendoci nelle condizioni di sviluppare le nostre capacità, sostenendoci quando ne avevamo bisogno.

 

Ecco, il coaching è questo. Il coach non è un guru che può svelarci una misteriosa formula magica che ci consente di trasformarci e diventare un'altra persona. È un professionista che ci affianca e, grazie alla relazione che è in grado di instaurare con noi e alle domande che ci pone, ci aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza delle nostre potenzialità, delle possibilità e delle difficoltà esterne, dei nostri ostacoli interiori. Che ci mette nelle condizioni di assumerci la responsabilità delle nostre azioni, delle decisioni che prendiamo, dei nostri comportamenti, orientandoli verso un obiettivo specifico che diventiamo in grado di raggiungere grazie al miglioramento della nostra performance.

 

Negli ultimi anni, accanto ai business e life coach, hanno iniziato a proporsi sul mercato anche coach specializzati in diversi ambiti: dal diet coach al coach finanziario, dal career coach al coach della salute e del benessere e tanti altri. In questi casi, il coach è un professionista esperto nel settore che utilizza tecniche di coaching per aiutare i propri clienti a gestire i loro comportamenti in questi specifici ambiti: l'alimentazione, la gestione delle proprie finanze, lo sviluppo di carriera, certe condizioni di salute, e così via.

 

Il coaching, la sicurezza, la gestione delle emergenze e i processi decisionali

A cosa serve il coaching, quando parliamo di sicurezza, di emergenze e, in particolare, di processi decisionali nelle situazioni di crisi? Una consulenza di coaching può aiutare l'imprenditore o il responsabile aziendale a migliorare significativamente la performance della propria azienda in questo ambito gestionale, con i conseguenti vantaggi dal punto di vista economico, del funzionamento organizzativo e del benessere di tutti i membri dell'organizzazione. A differenza della formazione o della consulenza caratterizzata dalla discontinuità, il coaching si configura come una consulenza di processo. Un affiancamento che, attraverso incontri programmati (anche in video conferenza) e interventi in situazioni critiche, mira a generare autonomia, favorire l'autodeterminazione degli obiettivi e il miglioramento della performance aziendale, agendo in particolare sui processi decisionali che ne stanno alla base.

 

L'obiettivo è quello di aprire spazi di riflessione sui processi e sui comportamenti organizzativi, per acquisire maggiore consapevolezza di cosa accade nella propria organizzazione e da cosa sono determinati i comportamenti umani quando si presenta una situazione critica; di far insorgere discontinuità e facilitare il cambiamento, supportando la presa di decisioni e sostenendo le azioni che consentono lo sviluppo e il potenziamento delle competenze di gestione della sicurezza e delle situazioni di emergenza e di crisi.

 

Una consulenza di coaching può quindi essere la leva strategica attraverso la quale un’organizzazione può perseguire in maniera efficace il miglioramento continuo del proprio sistema gestionale e della capacità di prendere decisioni e mettere in atto comportamenti efficaci nelle situazioni critiche.

 



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