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Manutenzione: quali sono i fattori di successo delle strategie di prevenzione?

Manutenzione: quali sono i fattori di successo delle strategie di prevenzione?
23/11/2020: Un documento sulla sicurezza nella manutenzione si sofferma sui fattori chiave del successo delle iniziative messe in atto per migliorare la salute e la sicurezza. Coinvolgimento, valutazione, dirigenza, misure, SGSL, formazione, procedure, …
Roma, 23 Nov – Diversi articoli del nostro giornale hanno messo in rilievo non solo l’importanza delle attività di manutenzione in ambito lavorativo, ma anche i rischi e gli incidenti che possono avvenire durante queste attività. Incidenti che abbiamo provato a far conoscere anche attraverso numerose puntate della rubrica “ Imparare dagli errori”, dedicata al racconto delle dinamiche e degli “errori” alla base degli infortuni professionali.

 

Per gestire i tanti rischi di queste attività è tuttavia possibile mettere in atto idonee strategie di prevenzione che tengano conto dei fattori chiave del successo delle iniziative messe in atto per migliorare la salute e la sicurezza.

 

 

Per conoscere i fattori chiave di successo relativi ai lavori di manutenzione, possiamo fare riferimento a “ La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione”, un documento prodotto dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) dell’ Inail e a cura di Giovanni Luca Amicucci, Maria Teresa Settino e Fabio Pera.

 

Dal documento Inail, che riporta anche i rischi per gli addetti alla manutenzione e le principali buone pratiche, riprendiamo alcuni dei fattori per il successo della prevenzione con riferimento a:


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Supporto della dirigenza, cultura della sicurezza e coinvolgimento dei lavoratori

In merito ai fattori chiave il documento si sofferma sul supporto della dirigenza e sulla cultura della sicurezza nell’organizzazione.

 

Si ricorda che in ogni iniziativa intrapresa per migliorare la salute e la sicurezza durante il lavoro (incluso quello di manutenzione), “è essenziale avere l’impegno e il supporto della dirigenza. La dirigenza deve dimostrare impegno con le azioni e con l’atteggiamento (dall’assegnazione delle risorse, in rapporto ai costi e alla produzione, alle iniziative in materia di salute e sicurezza)”.

La dirigenza prende le decisioni finali e, dunque, è importante che “sia convinta dell’importanza delle iniziative per la salute e la sicurezza e apprezzi le ricadute che queste possono avere”.

 

Inoltre laddove i lavori di manutenzione siano eseguiti da appaltatori, “i requisiti di salute e sicurezza dovrebbero essere inclusi nelle specifiche del contratto ed essere uno dei criteri di valutazione delle prestazioni”.

 

Un altro fattore di successo è legato al coinvolgimento e partecipazione dei dipendenti.

 

È importante – continua il documento – “coinvolgere i lavoratori nella gestione della manutenzione durante l’intero processo, dalla pianificazione alla valutazione finale dell’azione manutentiva”.

La partecipazione attiva dei dipendenti permette, infatti, di sfruttare la “conoscenza unica che essi hanno del proprio lavoro”: spesso gli addetti alla manutenzione “conoscono già i problemi e possono suggerire metodi pratici per eliminare o mitigare i rischi. Inoltre, coinvolgere i dipendenti è un modo per ottenere la loro accettazione dei cambiamenti e incoraggiare il rispetto delle regole”.

 

Valutazione dei rischi, misure di prevenzione e procedure di lavoro.

Altri fattori di successo riguardano poi la valutazione dei rischi, le misure di prevenzione e le procedure di lavoro.

 

Si indica che “prima di iniziare qualsiasi intervento di manutenzione, deve essere eseguita una valutazione del rischio. I lavoratori dovrebbero essere coinvolti nella valutazione iniziale del rischio, inoltre potrebbero dover condurre ulteriori valutazioni durante lo svolgimento dell’attività manutentiva. La partecipazione alla valutazione del rischio e linee guida su come condurla consentono ai lavoratori di ottenere una migliore comprensione dell’attività che devono svolgere e permettono di giungere ad una valutazione più realistica dei rischi che dovranno affrontare”.

 

Le misure di prevenzione e protezione sono poi “identificate e adottate sulla base dei risultati della valutazione del rischio”.

Il documento riporta un elenco non esaustivo di misure:

  • “eliminazione dei rischi o, ove ciò non sia possibile, loro riduzione al minimo;
  • rispetto dei principi ergonomici;
  • riduzione dei rischi alla fonte (ad esempio in fase di progettazione);
  • sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o lo è meno;
  • limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o possono essere, esposti al rischio;
  • utilizzo limitato di agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
  • priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
  • informazione e formazione adeguate;
  • istruzioni adeguate;
  • partecipazione e consultazione dei lavoratori;
  • miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche con l’adozione di buone prassi”.

 

Si segnala inoltre che quando i rischi non possono essere completamente eliminati “dovrebbero essere ridotti al minimo, in relazione al progresso della tecnica. Ciò che è pericoloso dovrebbe essere sostituito, nei limiti del possibile con altro che sia meno pericoloso. Altre misure possono ridurre o eliminare i rischi alla fonte (come, ad esempio, sistemi di controllo di sicurezza, ripari e protezioni di sicurezza, sistemi di lavoro sicuri basati su procedure di lavoro sicure)”.

Senza dimenticare che anche la formazione e l’informazione “sono di importanza cruciale: forniscono al dipendente le conoscenze necessarie per svolgere in modo sicuro l’attività di manutenzione”.

 

Si sottolinea poi che le misure di prevenzione e protezione “hanno più successo se usate in combinazione. Ad esempio, l’attuazione di procedure di sicurezza e i sistemi di lavoro sicuri dovrebbero essere supportati da iniziative di sicurezza comportamentale (formazione e informazione tali che il lavoratore si comporti come se la sicurezza fosse una sua seconda natura)”.

Sono indicate nel documento alcune iniziative che possono essere considerate parte della politica della sicurezza comportamentale:

  • “la partecipazione dei lavoratori a tutte le fasi della valutazione del rischio;
  • a pianificazione dell’attività lavorativa;
  • i workshop per sensibilizzare in merito a rischi specifici”.

 

Si ricorda poi l’importanza di procedure di lavoro sicure e di linee guida chiare per i lavori di manutenzione.

 

I risultati della valutazione del rischio e le procedure di lavoro sicure “devono essere chiaramente comunicati e compresi. È consigliabile preparare anche un flusso di lavoro ben definito per ogni attività di manutenzione. Procedure da mettere in atto per eventi inaspettati dovrebbero essere predisposte. Queste procedure potrebbero, ad esempio, prescrivere la necessità di effettuare una nuova valutazione del rischio prima di riavviare un lavoro interrotto o di consultare un altro lavoratore o un preposto”. Infatti un sistema di lavoro sicuro “dovrebbe prevedere l’eventualità di interrompere il lavoro di fronte a un problema imprevisto o che superi la propria competenza”.

 

Sistemi di gestione, formazione, comunicazione e miglioramento continuo

Il documento si sofferma poi sulla necessità di una comunicazione efficace e continua.

 

Infatti tutte le informazioni necessarie per eseguire un lavoro di manutenzione in modo sicuro e corretto “dovrebbero essere condivise tra tutte le parti interessate. Ciò include non solo i lavoratori e gli appaltatori direttamente coinvolti nell’attività di manutenzione, ma anche quelli che potrebbero esserne interessati parzialmente o che potrebbero lavorare nelle immediate vicinanze. Informazioni importanti includono i risultati della valutazione del rischio, le procedure di lavoro sicure, i dettagli di tutti i dispositivi di protezione necessari, la procedura per segnalare i problemi e quella per segnalare il completamento dell’attività”.

Si ricorda che i mezzi di comunicazione “dovrebbero essere decisi durante la fase di pianificazione dei lavori di manutenzione”.

 

Un altro fattore di successo è il miglioramento, sviluppo e apprendimento continui.

 

In particolare le prestazioni di salute e sicurezza durante le operazioni di manutenzione “dovrebbero essere continuamente valutate e migliorate sulla base di verifiche e ispezioni che analizzino:

  • i risultati della valutazione dei rischi;
  • gli incidenti;
  • gli incidenti e che hanno comportato l’annullamento delle missioni;
  • i feedback da parte di dipendenti, appaltatori e personale che opera per l’attuazione del sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL);
  • gli indicatori di prestazione (KPI) che ne valutano l’efficacia, ad esempio percentuale dei costi, percentuale di riduzione di fermo impianto e di incidenti, percentuale delle diverse tipologie di manutenzione sul totale, e simili”.

 

Il documento torna poi sull’importanza dei “corsi di sicurezza per informare e sensibilizzare”.

 

Si indica che i lavoratori che svolgono compiti di manutenzione, compresi gli appaltatori, “dovrebbero essere competenti nelle aree professionali di loro responsabilità. Oltre alle competenze professionali necessarie, dovrebbero ricevere una formazione specifica in materia di salute e sicurezza ed essere informati sui pericoli che incontreranno durante il compito che si apprestano ad eseguire e sulle procedure di lavoro sicure da adottare”.

 

A questo proposito il documento ricorda gli obblighi, relativi all’informazione e formazione in materia di salute e sicurezza, secondo a quanto indicato dal D.Lgs. 81/2008, e sottolinea che “la comprensione comune dei pericoli e delle misure di prevenzione e protezione condivisa dalla dirigenza, dai lavoratori e dagli appaltatori, unita a procedure di lavoro sicure, è parte della cultura della sicurezza di un’organizzazione”.

 

Infine tra i fattori di successo si fa riferimento all’inclusione della manutenzione in un sistema completo di gestione della salute e sicurezza.

 

Infatti le attività di manutenzione e i loro aspetti relativi alla salute e alla sicurezza “dovrebbero essere parte integrante del sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) di un’azienda. Un tale sistema è caratterizzato da un continuo sviluppo e miglioramento. Quando nuove procedure di lavoro o nuovi rischi sono introdotti, deve essere eseguita una nuova valutazione del rischio. Il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro consente la pianificazione delle prestazioni e il controllo e il miglioramento efficienti delle attività di manutenzione preventiva e correttiva”.

E, in conclusione, si indica che “all’interno di tale sistema sono definite:

  • le procedure di lavoro sicure;
  • le procedure di lavoro per i diversi compiti di manutenzione;
  • le strutture di comunicazione;
  • le procedure di valutazione del rischio”.   

 

 

RTM

 

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici, “ La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione”, a cura di Giovanni Luca Amicucci, Maria Teresa Settino e Fabio Pera (DIT, Inail), edizione 2019 (formato PDF, 1.43 MB).

 

 

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