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Infortuni e malattie professionali: i dati Inail del primo quadrimestre 2020

Infortuni e malattie professionali: i dati Inail del primo quadrimestre 2020
Redazione
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 Dati e statistiche
10/06/2020: Le denunce di infortunio sul lavoro presentate tra gennaio e aprile sono state 172.319 (-18,2%). In diminuzione anche le patologie di origine professionale denunciate (-30,4%). I dati sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.

ROMA - Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di aprile. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (aprile 2019 vs aprile 2020) e “di periodo” (gennaio-aprile 2019 vs gennaio-aprile 2020).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2020, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Il confronto tra il primo quadrimestre del 2020 e del 2019 è da ritenersi poco significativo, complici la sospensione su tutto il territorio nazionale, a partire da marzo, di ogni attività produttiva considerata non necessaria e l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello stesso mese, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e in itinere, alle quali sono dedicati specifici comunicati.

 

 

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DENUNCE DI INFORTUNIO

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di aprile sono state 172.319, in diminuzione di oltre 38mila casi rispetto alle 210.720 del primo quadrimestre del 2019 (-18,2%). Questa diminuzione è influenzata soprattutto dal sostenuto calo delle denunce registrate nei mesi di marzo-aprile di quest’anno, che sono state 34mila in meno rispetto a marzo-aprile 2019 (-32,8%), a causa soprattutto dello stop di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus.

I dati rilevati al 30 aprile di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 180.311 a 152.659 (-15,3%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che hanno fatto registrare un calo del 35,3%, da 30.409 a 19.660. Il confronto dei soli mesi di marzo-aprile documenta come le diminuzioni siano molto più marcate (-27,5% e -69,7% rispettivamente).

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nel primo quadrimestre 2020 è diminuito dell’8,6% nella gestione Industria e servizi (dai 155.588 casi del 2019 ai 142.256 del 2020), del 25,0% in Agricoltura (da 10.199 a 7.651) e del 50,1% nel Conto Stato (da 44.933 a 22.412). Per quest’ultima gestione, in particolare, si è registrato tra marzo e aprile un crollo delle denunce, dalle circa 22mila del 2019 alle quasi 1.400 del 2020 (-93,7%), per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile dalla quasi totalità dei dipendenti statali e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, chiuse per evitare il propagarsi del contagio.

In controtendenza rispetto all’andamento degli altri settori economici, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” ha registrato un forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +184% su base quadrimestrale e +388% su base bimestrale (marzo-aprile 2020 vs marzo-aprile 2019), passando dai circa quattromila casi di marzo-aprile 2019 ai quasi 19mila di marzo-aprile 2020 (circa tre denunce su quattro riguardano il contagio da Covid-19).

L’analisi territoriale evidenzia nei primi quattro mesi del 2020 un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più contenuto nel Nord-Ovest (-6,7%), e più accentuato nel Nord-Est (-21,8%), al Centro (-23,0%), al Sud (-26,6%) e nelle Isole (-23,8%). Se si limita il confronto al solo bimestre marzo-aprile, i cali registrati nelle singole ripartizioni geografiche risultano più evidenti: -10% per il Nord-Ovest, -40% circa per Centro e Nord-Est e -50% circa per Sud e Isole.

La flessione che emerge dal confronto dei primi quadrimestri del 2019 e del 2020 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un -26,6% (da 132.811 a 97.441 denunce), mentre per quella femminile si attesta al -3,9% (da 77.909 a 74.878). Nei mesi di marzo-aprile, in particolare, rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente, le denunce si sono praticamente dimezzate per i lavoratori (-50,7%) e ridotte del -1,4% per le lavoratrici.

Tra gennaio e aprile la diminuzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-18,7%), sia quelli comunitari (-8,2%) ed extracomunitari (-18,0%), con diminuzioni percentuali praticamente raddoppiate se limitate al confronto del solo bimestre marzo-aprile. Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce, ma più contenute per i lavoratori tra i 45-64 anni.


CASI MORTALI

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nel primo quadrimestre di quest’anno sono state 280 che, pur nella provvisorietà dei dati, mostrano un calo di 23 casi rispetto ai 303 registrati nello stesso periodo del 2019 (-7,6%).

A livello nazionale, rispetto ai primi quattro mesi dell’anno scorso si registra una riduzione solo degli infortuni in itinere, che sono passati da 99 a 60 (-39,4%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 204 a 220 (+7,8%). Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 268 a 253 denunce) e l’Agricoltura (da 33 a 15), mentre il Conto Stato ha registrato 10 casi in più (da 2 a 12).

Tre gli incidenti plurimi avvenuti nel primo quadrimestre di quest’anno: il primo in gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo in febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, e l’ultimo in marzo, con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino. Lo scorso anno, invece, gli incidenti stradali plurimi avvenuti tra gennaio e aprile erano stati sette, con 14 casi mortali denunciati.

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di 10 casi mortali nel Nord-Est (da 61 a 51), di 25 al Centro (da 69 a 44), di due al Sud (da 64 a 62) e di 11 nelle Isole (da 30 a 19). Il Nord-Ovest si contraddistingue, invece, per un incremento di 25 casi mortali (da 79 a 104), complici gli aumenti della Lombardia (+18) e del Piemonte (+7).

Il decremento rilevato nel confronto tra i primi quadrimestri del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 277 a 256 (-21 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare due casi in meno, da 26 a 24. In calo sia le denunce di infortuni mortali dei lavoratori italiani (da 247 a 237), sia quelle dei comunitari (da 24 a 16) ed extracomunitari (da 32 a 27).

Dall’analisi per classi di età si contraddistinguono per un aumento dei decessi quelle tra i 30-34 anni e degli over 55, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre fasce.


DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi quattro mesi del 2020 sono state 14.768, 6.456 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-30,4%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero delle denunce presentate tra marzo e aprile 2020, in riduzione del 62,2% rispetto allo stesso bimestre del 2019.

Nel primo quadrimestre 2020 si sono registrate diminuzioni delle denunce nell’Industria e servizi (-27,3%, da 16.830 a 12.231 casi), in Agricoltura (-43,3%, da 4.172 a 2.365) e nel Conto Stato (-22,5%, da 222 a 172). Dall’analisi territoriale dei dati emergono cali delle patologie denunciate nel Nord-Ovest (-40,9%), nel Nord-Est (-34,6%), al Centro (-25,9%), al Sud (-35,6%) e nelle Isole (-11,6%).

In ottica di genere si rilevano 4.690 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 15.449 a 10.759 (-30,4%), e 1.766 in meno per le lavoratrici, da 5.775 a 4.009 (-30,6%). Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 19.732 a 13.716, pari a un calo del 30,5%), sia quelle dei lavoratori comunitari (da 514 a 362, -29,6%) ed extracomunitari (da 978 a 690, -29,4%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori: tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.

 

  • Open data

    Nell'ambito del processo di valorizzazione del proprio patrimonio informativo, l'Inail mette a disposizione dei cittadini un set di dati pubblici, in formato aperto e senza restrizioni per il riutilizzo.

 
Fonte: INAIL


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Rispondi Autore: Vittorio Buscaglione - likes: 0
10/06/2020 (10:32:52)
La carenza di una elaborazione dei dati almeno correlata alle ore lavorate è in questo caso più evidente che mai. Secondo la mia valutazione la quantità di infortuni è, in proporzione alle ore lavorate, aumentata nel quadrimestre. Invito la redazione a dedicare alcuni articoli sulla elaborazione degli indici e sulla loro utilità Grazie
Rispondi Autore: Arturo Micelotta - likes: 0
10/06/2020 (14:48:56)
Si puo' dire che il lock down ha salvato delle vite di lavoratori. Se si ritiene indispensabile ricorrere al lock down per salvare persone anziane con piu patologie lo si dovrebbe prendere in considerazione per salvare persone sane

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