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Parrucchiere in sicurezza: come prendersi cura delle mani

Parrucchiere in sicurezza: come prendersi cura delle mani
13/03/2017: Una scheda di Suva presenta per la formazione dei parrucchieri con l’obiettivo di insegnare ai lavoratori a proteggersi adeguatamente le mani. I rischi di malattie cutanee, i prodotti più pericolosi e i dispositivi di protezione più efficaci.
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Lucerna, 13 Mar – Ci siamo soffermati più volte, come PuntoSicuro, sui rischi professionali dei parrucchieri con particolare riferimento al rischio chimico nel settore acconciatura, un rischio correlato, ad esempio, ai possibili fenomeni irritativi e allergici, soprattutto a livello degli arti superiori, mani e avambracci, cioè le parti del corpo maggiormente interessate al contatto con le sostanze chimiche contenute nei vari preparati e prodotti.

 

Non avevamo tuttavia mai presentato uno vero e proprio strumento per la formazione dei parrucchieri e apprendisti, anche con riferimento alle scuole professionali e ai grandi saloni di acconciatura. Uno strumento, utilizzabile dai formatori, che contiene le schede informative e le modalità per organizzare e tenere gli incontri formativi.

 

Lo ha realizzato Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni, in collaborazione con l’Associazione imprenditori parrucchieri svizzeri e l’Associazione svizzera insegnanti parrucchieri, con l’obiettivo di insegnare ai lavoratori a proteggersi adeguatamente le mani attraverso buone prassi e idonei dispositivi di protezione individuale.

 

Nel documento “Amo il mio lavoro e mi prendo cura delle mie mani. Materiale per la formazione dei parrucchieri”, relativo alla collana “La sicurezza si può apprendere”, vengono affrontati vari aspetti del rischio: dalla sua consapevolezza, agli effetti sulla salute, fino alle misure di prevenzione possibili.

 

Questa professione è esposta a particolari rischi?

 

In realtà la professione del parrucchiere è “uno dei lavori maggiormente esposti al rischio di malattie cutanee alle mani. Altri settori con rischi analoghi sono l’industria metallica (ad es. i meccanici) e l’edilizia”. E purtroppo tra le diverse conseguenze della comparsa di un’allergia spesso c’è anche il cambio di professione.

Tuttavia “rispettando semplici misure di protezione è possibile evitare molti problemi”.

 

Tuttavia bisogna ricordarsi che la pelle ci protegge.

Infatti una pelle sana “rappresenta una barriera naturale. In condizioni normali l’acqua, i detergenti ecc. vengono respinti dalla pelle”.

Tuttavia il lavoro “mette a dura prova la nostra pelle”.

 

Queste sono alcune attività che possono “provocare secchezza e irritazione e rendere la pelle più vulnerabile agli attacchi esterni:

- contatto frequente con i prodotti per la cura dei capelli (shampoo, tinture, prodotti fissanti e gel durante l’asciugatura ecc.);

- esposizione frequente all’acqua (lavaggio di capelli, massaggio al cuoio capelluto, lavaggio delle mani, lavori di pulizia ecc.)”.

E senza adeguate misure di protezione “si rischia di irritare la pelle (eczema)”.

 

Se sappiamo che la pelle può subire danni, allora dobbiamo conoscere l’evoluzione di affezioni cutanee come irritazioni e allergie:

- primi segnali di un’irritazione: “la pelle si presenta secca, arrossata, screpolata e molto sensibile. In questi casi è necessario un intervento immediato: durante tutte le attività che espongono le mani al bagnato, indossare i guanti di protezione. Applicare uno strato di crema il più spesso possibile”;

- allergia: “sulla pelle si formano tante vescicole o bolle pruriginose. Bisogna contattare immediatamente il medico! Se si diventa allergici ad una sostanza, l’allergia potrebbe cronicizzare. Spesso, si è addirittura costretti a cambiare lavoro”. 

 

Riportiamo alcune immagini che rappresentano questa possibile evoluzione:

 

 

Dunque la protezione della pelle è fondamentale.

 

In particolare le tinture per capelli e i liquidi per le permanenti “sono la principale causa di allergie nel settore acconciatura. È particolarmente importante indossare i guanti di protezione durante questi lavori”:

E se “il prodotto per la permanente viene applicato dopo aver messo i bigodini, è possibile evitare quasi del tutto il contatto con le mani”.

 

Dunque “a dispetto di un’idea sbagliata, indossare i guanti durante il lavoro è del tutto possibile; l’importante è che questi siano comodi e resistenti ai prodotti utilizzati”.

Questi alcuni buoni consigli sui guanti:

- guanti in nitrile: “molto sottili e morbidi, estremamente resistenti, con manichetta lunga, disponibili in diverse taglie, un po’ più costosi rispetto alla media;

- guanti in vinile: abbastanza morbidi, con manichetta lunga, disponibili in diverse taglie, convenienti;

- guanti in polietilene: guanti usa e getta economici, si strappano facilmente e non offrono adeguata protezione ai polsi, taglia unica;

- guanti in lattice: poco resistenti ai prodotti per la cura dei capelli;

- ‘guanti invisibili’ (bomboletta spray): non offrono una protezione totale nei confronti delle sostanze allergizzanti”. 

 

 

É bene poi applicare spesso uno strato di crema.

Infatti “l’applicazione regolare e frequente di creme barriera aiuta la pelle a rimanere sana, mentre in caso di irritazione può ristabilire il suo equilibrio. Soprattutto quando la pelle è arrossata e secca, la crema va applicata sempre:

- prima del lavoro;

- dopo il lavaggio, la pulizia ecc;

- dopo il lavoro;

- prima di coricarsi”.

 

E, infine, bisogna ricordarsi che curare la pelle è importante.

È utile “stendere più volte al giorno uno strato sottile di crema, anche quando si è molto impegnati sul lavoro”! Non bisogna dimenticare la zona attorno alle unghie, gli spazi tra le dita e i polsi.

Inoltre si consiglia di “togliersi anelli e bracciali durante il lavoro perché questi impediscono un’accurata pulizia ed è proprio in questi punti che gli eczemi si formano più facilmente”.

 

 

 

Suva, “ Amo il mio lavoro e mi prendo cura delle mie mani. Materiale per la formazione dei parrucchieri”, collana “La sicurezza si può apprendere”, versione febbraio 2015 (formato PDF, 937 kB).

 

 

Tiziano Menduto



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