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Come prevenire il coronavirus nelle strutture residenziali sociosanitarie?

Come prevenire il coronavirus nelle strutture residenziali sociosanitarie?
20/03/2020: Un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità riporta precise indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-COV-2 nelle strutture residenziali sociosanitarie. Le misure generali, le misure specifiche e la formazione del personale.

Roma, 20 Ven – Le ricerche e i dati relativi a contagi e diffusione del virus Sars-CoV-2 mostrano come la maggior parte dei casi di COVID-19 si manifesti in persone anziane: “circa il 60% dei malati ha un’età superiore a 60 anni”.

Inoltre “il 99% dei decessi avviene in persone con più di 60 anni e con patologie di base multiple. Pertanto, nell’ambito delle strategie di prevenzione e controllo dell’epidemia da virus SARS CoV-2 è necessaria la massima attenzione nei confronti della popolazione anziana”.

 

In questo momento le persone anziane sono, dunque, “la popolazione fragile per eccellenza che bisogna proteggere in tutti i modi nel corso dell’epidemia di COVID-19”.

Nelle strutture residenziali sociosanitarie sono tuttavia ospitati “anche soggetti con patologie croniche, affette da disabilità di varia natura o con altre problematiche di salute; anche queste persone sono da considerarsi fragili e potenzialmente a maggior rischio di evoluzione grave se colpite da COVID-19”.

 

A ricordarci in questi termini come gli anziani e le persone affette da gravi patologie neurologiche, croniche e da disabilità siano una popolazione fragile e a rischio durante questa emergenza COVID-19 è un recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dal titolo “Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-COV-2 in strutture residenziali sociosanitarie” (vers. 16 marzo 2020 - Rapporto ISS COVID-19, n. 4/2020). Un documento che riporta indicazioni e misure di prevenzione per le strutture residenziali sociosanitarie che includono “strutture residenziali per persone non autosufficienti, quali anziani e disabili, e strutture residenziali extraospedaliere ad elevato impegno sanitario, per trattamenti residenziali intensivi di cura e mantenimento funzionale”.

 

 

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:


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Le misure generali e le misure specifiche per le strutture residenziali

Il documento, a cura del Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni, riporta innanzitutto indicazioni sulle misure generali e sulle misure specifiche a livello della struttura residenziale.

 

Le indicazioni del documento “vertono principalmente sugli ambiti di prevenzione e preparazione della struttura alla gestione di eventuali casi di sospetto/confermato COVID-19”.

Infatti ci sono varie misure da mettere in atto “in previsione dell’eventualità di presentazione di casi di COVID-19 e le misure generali” devono prevedere un “rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA)”.

 

In particolare le misure specifiche “da mettere in atto nel contesto dell’epidemia di COVID-19 sono:

  • Ricerca attiva di potenziali casi tra i residenti e tra gli operatori.
  • Restrizione dall’attività lavorativa degli operatori sospetti o risultati positivi al test per SARS-CoV-2 in base alle disposizioni vigenti.
  • Formazione del personale per la corretta adozione delle precauzioni standard e procedure d’isolamento.
  • Sensibilizzazione e formazione dei residenti e dei visitatori.
  • Promemoria per promuovere i comportamenti corretti.
  • Preparazione della struttura alla gestione di eventuali casi di COVID-19 sospetti o probabili/confermati.
  • Monitoraggio dell’implementazione delle misure adottate”.

 

Il documento fa poi riferimento al già citato “rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza”.

 

In questo senso ogni struttura dovrebbe:

  • “avere un referente per la prevenzione e controllo delle ICA e specificatamente per COVID-19 adeguatamente formato e che possa fare riferimento ad un comitato multidisciplinare di supporto nell’ambito della struttura o a livello aziendale in stretto contatto con le autorità sanitarie locali. Se il responsabile non è già presente, un referente per la prevenzione e controllo di COVID-19 dovrebbe essere designato immediatamente e adeguatamente formato” (nel documento si fa specifico riferimento ai corsi FAD e ai documenti sulla prevenzione e controllo di COVID-19 dell’ISS);
  • adottare sistematicamente le precauzioni standard nell’assistenza di tutti i residenti e le precauzioni specifiche in base alle modalità di trasmissione e alla valutazione del rischio nella struttura. Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’igiene delle mani: a questo proposito, se possibile, effettuare una valutazione dell’adesione alle buone pratiche di igiene delle mani;
  • avere un programma di medicina occupazionale che garantisca la protezione e la sicurezza degli operatori sanitari, inclusa la somministrazione gratuita di vaccino anti-influenzale stagionale”.

 

La formazione del personale per la corretta adozione di misure di prevenzione

Riguardo alla formazione del personale si indica che tutto il personale sanitario e di assistenza, compresi gli addetti alle pulizie, “devono ricevere una formazione specifica sui principi di base della prevenzione e controllo delle ICA” (infezioni correlate all’assistenza, ndr), “con particolare attenzione alle precauzioni standard”.

 

Inoltre – continua il rapporto ISS – “il personale che presta cure dirette ai residenti della struttura e gli addetti alle pulizie devono ricevere una formazione specifica su come prevenire la trasmissione dell’infezione da SARS COV-2”.

 

Queste le precauzioni che dovrebbero essere oggetto di programmi di formazione del personale sanitario e di assistenza:

  • “precauzioni standard per l’assistenza a tutti i residenti: igiene delle mani e respiratoria, utilizzo di dispositivi di protezione individuale appropriati (in relazione alla valutazione del rischio), buone pratiche di sicurezza nell’utilizzo di aghi per iniezioni, smaltimento sicuro dei rifiuti, gestione appropriata della biancheria, pulizia ambientale e sterilizzazione delle attrezzature utilizzate per il residente;
  • precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per contatto e droplets nell’assistenza di casi sospetti o probabili/confermati di COVID-19: guanti, mascherina chirurgica, occhiali di protezione/visiera, camice monouso; stanza di isolamento”;
  • “precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per via aerea quando si eseguono procedure che possono generare aerosol (ad esempio, intubazione) nell’assistenza di casi di COVID-19: facciale filtrante (FFP2 o FFP3); stanza di isolamento”.

Il documento, riguardo a questi ultimi aspetti, rimanda alla lettura del Rapporto ISS COVID-19, n. 2/2020.

 

Si indica poi che per assicurare l’implementazione costante e appropriata delle suddette precauzioni, la formazione “dovrebbe insistere su:

  • igiene delle mani: effettuare l’ igiene delle mani con soluzione idroalcolica o se non disponibile o le mani sono visibilmente sporche, lavare le mani con acqua e sapone e asciugare con salvietta monouso;
  • utilizzo appropriato dei dispositivi di protezione individuali (DPI)” secondo il rischio e “con particolare attenzione al cambio dei DPI tra un residente e l’altro (in particolare dei guanti, con adeguata igiene delle mani) e alla corretta esecuzione delle procedure di vestizione e svestizione;
  • sanificazione ambientale: pulizia frequente (almeno due volte al giorno) con acqua e detergenti seguita da disinfezione con ipoclorito di sodio allo 0,5% (equivalente a 5000 ppm) per la disinfezione di superfici toccate frequentemente e bagni, e allo 0,1% (equivalente a 1000 ppm) per le altre superfici; prestare particolare attenzione alle aree comuni3; areazione frequente dei locali.
  • disinfezione con alcol etilico al 70% dei dispositivi di cura o attrezzature riutilizzabili: ad esempio, i termometri e gli stetoscopi tra un residente e l’altro.

 

Rimandiamo, infine, alla lettura integrale del documento che si sofferma anche su altri aspetti come l’identificazione precoce di casi sospetti di COVID-19, la sensibilizzazione di residenti e visitatori e la gestione dei casi COVID-19 sospetti o probabili/confermati.

 

L’indice del rapporto ISS COVID-19

Riportiamo in conclusione l’indice del Rapporto ISS COVID-19, n. 4/2020.

 

Acronimi

Glossario

Introduzione  

 

Misure generali e specifiche a livello della struttura residenziale  

Rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza  

Identificazione precoce di casi sospetti di COVID-19 tra i visitatori, gli operatori e i residenti

Formazione del personale per la corretta adozione delle misure di prevenzione/precauzioni di isolamento  

Sensibilizzazione e formazione dei residenti e dei visitatori

Promemoria per promuovere i comportamenti corretti  

Preparazione della struttura e gestione dei casi COVID-19 sospetti o probabili/confermati  

Monitoraggio dell’implementazione delle suddette indicazioni

 

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

Gruppo di lavoro ISS Prevenzione e controllo delle infezioni, “ Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-COV-2 in strutture residenziali sociosanitarie", Versione del 16 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020 - Rapporto ISS COVID-19, n. 4/2020 (formato PDF, 856 kB).

 

 

Scarica la normativa di riferimento:

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 2020 - Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.

 

DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6 Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. (GU Serie Generale n.45 del 23-02-2020)

 

 

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