Conto alla rovescia per le imprese che lavorano con le sostanze chimiche

Conto alla rovescia per le imprese che lavorano con le sostanze chimiche
08/01/2018: Un intervento alla conferenza nazionale sul Regolamento REACH si sofferma sulle varie attività di comunicazione in vista della scadenza del 31 maggio 2018. Le scadenze per la registrazione/ pre-registrazione e gli strumenti per imprese e cittadini.
Roma, 8 Gen – Come abbiamo ricordato in precedenti articoli, con riferimento al regolamento REACH ( Regolamento 1907/2006), entro il 31 maggio 2018 dovranno essere registrate tutte le sostanze prodotte o importate in quantitativi compresi tra 1 e 100 tonnellate all’anno. In particolare la scadenza per il basso tonnellaggio “impatterà in particolare sulle piccole e medie imprese, molte delle quali, ancora oggi non sono consapevoli dell’ esistenza del REACH o, pur conoscendolo, ignorano di essere tra i destinatari dell’obbligo di registrazione”. E poiché alla base del REACH vige il principio “no data, no market”, “se le imprese non registreranno non potranno più continuare a produrre, importare e utilizzare le sostanze né in quanto tali, né in miscele né in quanto componenti di articoli”.

 

A ricordarlo e a raccontare le conseguenti campagne di comunicazione legate a questa scadenza è un intervento alla “ 5a Conferenza nazionale sull’attuazione del Regolamento REACH” organizzata dal Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero dello Sviluppo Economico con il supporto dell’Agenzia ENEA, l’Istituto Superiore di Sanità e l’ISPRA. Incontro che si è tenuto a Roma il 16 novembre 2016 e che ha permesso di condividere buone pratiche e esperienze utili alle imprese che si preparano alla scadenza del 2018.

 

In “Attività di comunicazione in vista della scadenza del 2018”, a cura di Susanna Lupi (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), vengono riportate le varie azioni di comunicazione relative a questa importante scadenza.

 

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Ad esempio si ricorda che l’Agenzia europea per le sostanze chimiche ( ECHA) e gli Stati Membri stanno mettendo in atto una serie di azioni di informazione e sensibilizzazione:

  • per le imprese: “affinché si attivino immediatamente. Registrare una sostanza comporta un processo di coordinamento con altre imprese e i tempi necessari possono essere lunghi”;
  • per i cittadini: sono elaborati “strumenti che facilitino l’accesso alle informazioni sulle sostanze chimiche. La conoscenza delle sostanze favorisce una maggiore consapevolezza sul loro uso e una maggiore attenzione alla tutela della salute e dell’ambiente”.

 

Con riferimento anche alle linee guida, documenti di orientamento, guide pratiche e altri documenti prodotti dall’ECHA – ad esempio la “ Guida pratica per manager di PMI e coordinatori REACH. Come adempiere alle prescrizioni in materia di informazione per le fasce di tonnellaggio 1-10 e 10-100 tonnellate all’anno” – ricordiamo che per beneficiare della scadenza di registrazione del 31 maggio 2018 è necessario procedere con la pre-registrazione. Le aziende che producono o importano per la prima volta sostanze non cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione in quantitativi tra 1 e 100 t/anno possono pre-registrare le proprie sostanze entro 6 mesi dalla prima fabbricazione/ importazione e comunque non oltre il 31 maggio 2017.

 

Torniamo alla relazione di Susanna Lupi che si sofferma anche sull’azione continua dell’ECHA di comunicazione e informazione rivolta ai cittadini individuando specifici strumenti come l’infocard e gli strumenti del web per i consumatori.

Si ricorda che l’Infocard (scheda informativa) è “un primo livello di informazione e contiene una breve descrizione di ogni sostanza chimica. Sulla scheda di ogni sostanza sono indicate le relative proprietà pericolose, la classificazione ed etichettatura oltre alle informazioni sulle modalità d’uso sicuro. Include anche la descrizione delle misure di regolamentazione applicate.

Le informazioni si basano sui dati che le aziende hanno presentato all’ECHA”. 

Mentre il nuovo sito per consumatori che l’ECHA sta realizzando ha l’obiettivo “di facilitare scelte più sicure, migliorare l’informazione e la conoscenza sulle sostanze chimiche pericolose che vengono identificate e gradualmente limitate e/o vietate in Europa”. E tutto questo in relazione anche alla Relazione generale su REACH della Commissione (2013) che “sollecitava una maggiore attenzione all'efficacia della comunicazione di informazioni sulle sostanze e sul loro uso sicuro lungo l'intera catena di approvvigionamento”.

 

Ci si sofferma poi sulle attività di comunicazione sul regolamento REACH realizzate in Italia e si riportano alcune azioni di sensibilizzazione.

 

Ad esempio le azioni di sensibilizzazione per le imprese messe in atto dal Ministero dello sviluppo economico ( Helpdesk nazionale REACH) nel corso del 2016 con un’azione di informazione diretta a sensibilizzare e informare le aziende sulla scadenza del 2018.

Si indica che sono state contattate 3.271 imprese (pre-registranti nel 2008), 10 associazioni imprenditoriali, 7 organizzazioni della rete Enterprise Europe Network, 10 associazioni di operatori aziendali della sicurezza. E per consentire e facilitare lo scambio di informazioni è “stata trasmessa una scheda informativa sulla scadenza del 2018”.

 

31 maggio 2018: ultima scadenza REACH

Riprendiamo a questo proposito alcune indicazioni tratte dalla scheda “31 maggio 2018. Terza e ultima scadenza REACH. Conto alla rovescia per le imprese che lavorano con le sostanze chimiche”:

  • il 31 maggio 2018 è l’ultimo termine utile per registrare le sostanze fabbricate e/o importate in quantità compresa tra 1 e 100 tonnellate all’anno. E’ importante sapere che, qualora la sostanza di interesse non venga registrata entro tale data, l’impresa non potrà continuare a fabbricarla e/o importarla”;
  • hanno obblighi di registrazione ai sensi del REACH i seguenti soggetti: imprese che fabbricano sostanze chimiche in quantitativi pari o superiori ad 1 tonn/anno; imprese che importano sostanze chimiche in quantitativi pari o superiori ad 1 tonn/anno; imprese che producono e/o importano articoli se contengono sostanze chimiche destinate ad essere rilasciate in normali condizioni d’uso in quantitativi pari o superiori ad 1 tonn/anno. Tutte le sostanze devono essere registrate, salvo alcune esenzioni”.
  • se un’impresa ricade in uno dei suddetti casi, ed è quindi soggetta all’obbligo di registrare, deve tenere conto che la preparazione di un fascicolo di registrazione richiede una pianificazione, il coordinamento con altre imprese e un consistente carico di lavoro. Pertanto, occorre immediatamente: 1. contattare l’ECHA per accertarsi se la sostanza di proprio interesse è già stata registrata da altre imprese; 2. se è già stata registrata, seguire le indicazioni dell’ECHA per condividere con le altre imprese registranti la stessa sostanza quei dati che obbligatoriamente non devono essere duplicati; 3. se invece non è stata registrata, avviare le attività necessarie per predisporre il fascicolo di registrazione”. 

 

La relazione ricorda poi altre forme di sensibilizzazione per imprese e cittadini.

Infatti il Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, oltre alle attività consolidate di informazione, ha presentato una “proposta di campagna nazionale di comunicazione sul regolamento REACH”.

Una campagna nazionale che viene promossa perché:

  • “la scadenza per la registrazione del 2018 interesserà le imprese che producono, importano e utilizzano sostanze chimiche soprattutto di medie e piccole dimensioni che costituiscono la maggioranza delle imprese presenti sul territorio italiano;
  • si calcola che quasi il 70% delle piccole, medie e micro imprese (PMI) italiane non sia ancora a conoscenza dell’impatto diretto che il regolamento avrà sulla loro attività e non essendo adeguatamente informate sugli specifici adempimenti da assolvere, vi è il rischio concreto che si trovino impreparate ad affrontare la scadenza ormai prossima;
  • 2017 è l’anno ‘chiave’ per sensibilizzare le imprese e favorire il loro coinvolgimento”.

 

Questi gli obiettivi della campagna:

  • “sensibilizzare il maggior numero di piccole, medie e micro imprese;
  • accrescere nel pubblico generale la consapevolezza sull’efficacia del sistema europeo di controllo dei rischi associati all’uso delle sostanze chimiche e rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni;
  • informare i cittadini per favorire un comportamento orientato alla prevenzione e alla salvaguardia della salute e dell’ambiente attraverso un utilizzo responsabile dei prodotti di uso quotidiano contenenti sostanze chimiche;
  • promuovere lo scambio di informazioni all’interno della catena di approvvigionamento come previsto dal REACH (art. dal 31 al 36);
  • promuovere la sostituzione delle sostanze maggiormente pericolose con la conseguente riduzione dei rischi ambientali e della sperimentazione animale”. 

 

Si ricorda infine che lo scambio di informazioni è un “elemento chiave per una efficace attuazione del Regolamento REACH”. E la maggiore conoscenza degli adempimenti REACH “favorisce un migliore scambio di informazioni lungo la catena di approvvigionamento”.

 

 

Attività di comunicazione in vista della scadenza del 2018”, a cura di Susanna Lupi (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), intervento alla quinta conferenza nazionale sull’attuazione del Regolamento REACH (formato PDF, 2.34 MB).

 

Ministero dello Sviluppo economico, Helpdesk Reach “ 31 maggio 2018. Terza e ultima scadenza REACH. Conto alla rovescia per le imprese che lavorano con le sostanze chimiche” (formato PDF, 383 kB).

 

 

Tiziano Menduto



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Commenti:


Rispondi Autore: DOMENICO SISTO09/01/2018 (11:11:46)
Una richiesta di INFO all'autore sulle microimprese. Ma le piccole lavanderie con 1 solo dipendente (tanto per fare un esempio) che comprano 100 lt di percloroetilene e 100 lt di detersivo liquido casalingo all'anno, da grossisti italiani, quali adempimenti concreti devono eseguire ? Oltre a chiaramente avere le schede di sicurezza aggiornate e fare DVR chimico formazione informazione addestramento consegna_dpi ecc. ecc. Grazie della risposta. Domenico Sisto

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