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Dati Eurostat: in Italia il numero di infortuni e' sotto la media europea

Tiziano Menduto
 Tiziano Menduto
 Edilizia
09/04/2008: DatiInail pubblica i dati Eurostat degli infortuni sul lavoro in Europa nel 2005. Dati positivi nel confronto con gli altri paesi riguardo al numero di infortuni, alto invece il dato relativo ai traumi cranici: 13% degli infortuni contro l’8% europeo.
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Una gran parte del numero di marzo 2008 di DatiInail, affronta i dati che l’Eurostat ha recentemente pubblicato riguardo alla situazione infortunistica lavorativa europea nel 2005. Dati che, come vedremo e relativamente al numero di infortuni, risultano essere positivi per l’Italia nel confronto con la media europea e con i dati del 2004.
 
Se qualche lettore, nel turbinio recente di incidenti e appelli riguardo alla sicurezza sul lavoro, si stupisse di questi risultati, bisogna tener conto della metodologia di raccolta dei dati infortunistici, di cui racconta, su DatiInail, Alessandro Salvati.
 
Eurostat, istituto ufficiale di statistica dell’Unione Europea, ha spesso invitato ad evitare il raffronto tra i dati degli andamenti infortunistici dei vari Paesi in termini assoluti, in quanto sostanzialmente non omogenei, e a confrontare esclusivamente attraverso i "tassi di incidenza standardizzati", elaborati mediante specifiche metodologie statistiche, apportando alcuni correttivi che tendono a rendere più comparabili i risultati.


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Per esempio, nei tassi standardizzati sono esclusi gli infortuni in itinere e quelli dovuti a incidenti stradali e a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto nel corso del lavoro: si tratta infatti di dati non rilevati e dichiarati da tutti i Paesi.
Bisogna ricordare, inoltre, che ad oggi, benché in discussione, non esiste una direttiva europea che obbliga e regolamenta la produzione di dati sugli infortuni da parte dei diversi paesi dell’Unione e non tutti i paesi dispongono di un sistema assicurativo specifico per gli infortuni sul lavoro.
 
Ma veniamo ai dati.
 
Nel 2005 in Europa ci sono stati circa 4milioni di infortuni (+0,2% rispetto al 2004) e 4mila casi mortali (-8,1%): l’Italia risulta essere sotto la media europea per gli infortuni e poco al di sopra per i casi mortali.
 

 
Su DatiInail si affronta poi, con un articolo di Silvia Amatucci, una disamina sulle cifre indicate che - pur ricordando che i dati si riferiscono ad infortuni con assenza dal lavoro di almeno 4 giorni e senza tener conto di quelli in itinere - permette di rilevare alcuni elementi d’interesse.
 
Da questa disamina emerge, ad esempio, che gli arti superiori ed inferiori sono in Europa le parti del corpo più colpite da infortuni: rispettivamente, in Europa, con  il 41% e 27% dei casi e in Italia con il 39% e il 27%.
 
Per l’Italia che registra, rispetto al 2004, un calo complessivo rispettivamente del 4,1% sugli infortuni e del 2,8% sugli incidenti mortali, si evidenzia tuttavia un divario con i dati europei relativo agli infortuni che colpiscono la testa.
 

 
Malgrado l’obbligo del casco nei cantieri in Italia abbia fatto “scendere sensibilmente i traumi cranici (dato rilevante visto che gran parte dei casi mortali avviene per questo tipo di lesione), ancora si registra il 13% degli infortuni contro l’8% dell’Europa”.
 
L’incidenza di questi infortuni è maggiore nell’Industria manifatturiera, nelle Costruzioni e nelle aziende medio-piccole del Meridione. Probabilmente nelle aziende più piccole non sempre sono presenti “risorse disponibili per efficaci misure di sicurezza”.
 
La pubblicazione DatiInail di marzo 2008(PDF, 64 kB).
 
Tiziano Menduto
 


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