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La nuova composizione della Commissione Consultiva Permanente

La nuova composizione della Commissione Consultiva Permanente
11/12/2015: Per conoscere la nuova Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza, come modificata nella sua composizione dal D.Lgs. 151/2015, PuntoSicuro ha intervistato Franco Bettoni, Presidente Nazionale ANMIL Onlus.
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Roma, 11 Dic – Possono essere certamente diversi i giudizi che si possono avere sull’operato in questi anni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza, tuttavia è indubbio che siano importanti i compiti a lei assegnati dall’articolo 6 del  D.Lgs. 81/2008: esaminare i problemi applicativi della normativa, esprimere pareri sui piani annuali, definire attività di promozione e azioni di prevenzione, validare buone prassi, elaborare criteri e indicazioni, monitorare i risultati, ...
L’articolo 6 del Testo Unico, come indicato in un  precedente articolo di PuntoSicuro, è stato poi  recentemente modificato dal  Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151 inserendo non solo piccole variazioni nei compiti della Commissione, ma intervenendo anche sulla sua composizione: oltre ai soggetti istituzionali (statali e regionali) e le organizzazioni di rappresentanza (di imprese e lavoratori), entrano ora nella Commissione anche “tre esperti in medicina del lavoro, igiene industriale e impiantistica industriale” e “un rappresentante dell'ANMIL”.  Variazione nella composizione che ha suscitato, specialmente da parte delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, alcune critiche - vedi, ad esempio, gli interventi su PuntoSicuro di  Cinzia Frascheri (Cisl) o di  Sebastiano Calleri (Cgil) – in relazione ad un supposto squilibrio nella originale composizione paritaria della Commissione.

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Evitando di entrare in alcun modo nel merito di queste critiche, ci interessa oggi comprendere meglio le potenzialità di questa modifica e conoscere gli obiettivi di una delle associazioni che saranno presenti nei futuri lavori della Commissione Consultiva dopo che sarà stato varato il decreto per individuare le “modalità e i termini per la designazione e l'individuazione dei componenti”.
 
A questo proposito abbiamo intervistato Franco Bettoni, Presidente Nazionale ANMIL Onlus, un’associazione che dal 1943 si occupa della tutela e della rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro e delle vedove e degli orfani dei caduti e promuove iniziative tese a migliorare la legislazione in materia di infortuni sul lavoro e di reinserimento lavorativo.   
 
Intervista e articolo a cura di Tiziano Menduto
 
Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151 è recentemente intervenuto sulla composizione della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non solamente ha ridotto la rappresentanza dei lavoratori e delle imprese, ma ha portato nella Commissione dei rappresentanti di alcune associazioni, tra cui l’Anmil...
Cosa ne pensate di questa novità?
 
La modifica introdotta dal Jobs Act, in merito alla composizione della Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro, è una importante conquista per la nostra Associazione e siamo grati al Governo per aver preso a cuore le nostre istanze sul punto. La novità, a nostro avviso, non fa altro che prendere atto - con un giusto riconoscimento istituzionale – delle attività che l’ANMIL svolge, da più di 70 anni, per l’innalzamento delle tutele in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui vi sono anche la spinta all’attuazione delle norme di legge e la proposizione di modifiche e integrazioni del quadro normativo esistente. Ciò, peraltro, partendo da una prospettiva del tutto peculiare in Italia, che è quella dei lavoratori che hanno subito l’infortunio sul lavoro o contratto una malattia professionale (e delle loro famiglie) e che hanno già provato sulla loro pelle la carenza di effettività delle tutele prevenzionistiche.
 
Veniamo alla vostra presenza futura in Commissione Consultiva, quali saranno gli obiettivi e i temi che porterete in Commissione?
 
Il primo grande obiettivo sarà certamente il completamento dell’attuazione del Testo Unico di salute e sicurezza sul lavoro.
Cercheremo poi di portare un significativo contributo alla ripresa dei lavori sulle tematiche già regolamentate dalla Commissione e rimaste sospese, come la qualificazione delle imprese, ovvero su quelle rispetto alle quali va svolta una attività di monitoraggio, a distanza di alcuni anni dalla loro introduzione, come ad esempio la valutazione dello stress lavoro-correlato.
Speriamo inoltre che si aprano, in seno alla Commissione, spazi specifici per affrontare più da vicino il tema delle malattie professionali, che sono una vera emergenza per il mondo del lavoro, oltre che per i nostri associati.
 
Quali sono a vostro parere le motivazioni che hanno portato il Ministero a scegliere l’Anmil come componente della Commissione?
 
Le motivazioni le anticipavo poco fa, nel rispondere alla prima domanda, e consistono proprio nella specificità della prospettiva di indagine che ANMIL, rispetto ad altri stakeholders, può portare sul tema della sicurezza sul lavoro, oltre che nella esistenza di una storia e di un know-how con più di 70 anni, tracciati anche da una intensa attività di progettazione normativa e di studio tecnico.
 
Quale pensate che sia oggi la rilevanza della Commissione Consultiva per il miglioramento delle strategie prevenzionali nel mondo del lavoro?
 
La rilevanza della Commissione è elevatissima considerato che, proprio per il fatto di rappresentare una ampia varietà di stakeholders, essa è in grado di svolgere una attività di regolamentazione - o propedeutica alla emanazione di norme di legge – molto aderente alle esigenze di effettività e di organizzazione pratica della sicurezza. A nostro avviso, peraltro, le potenzialità di questo consesso - che per il suo approccio regolatorio alla sicurezza ricorda per molti versi le migliori esperienze dei Paesi di cultura anglosassone - potranno essere ancora meglio espresse nell’attuale clima di ripresa istituzionale del dibattito sulla sicurezza sul lavoro.
 
In questo momento la Commissione Consultiva sta discutendo su come proseguire e riprendere i lavori in riferimento a quanto richiesto dal D.Lgs. 151/2015. Quando pensate che potrete effettivamente cominciare a partecipare ai lavori della Commissione?
 
Attendiamo anche noi indicazioni in merito e non possiamo fare congetture. Speriamo al più presto certamente.
 
 
 
 
 

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Rispondi Autore: carmelo catanoso12/12/2015 (20:37:40)
Se da una parte condivido la decisione di inserire anche l'ANMIL tra i membri della Commissione, mi domando, però, perchè non sia stata presa in considerazione anche la partecipazione di rappresentanti del CNI (Ingegneri), CNA (Architetti), Geometri e Periti, visto che queste categorie popolano la professione di coloro che si occupano di sicurezza e tutela della salute.

Ovviamente non mi riferisco a figure "politiche" delle categorie citate ma a soggetti con una consolidata preparazione tecnica ed esperienza operativa in grado di dare un apporto significativo ai lavori della Commissione facendo vedere i problemi da un altro punto di vista ben diverso da quello delle Parti Sociali, dei vari ministeri e delle Regioni.

Poi, riporto quanto già detto in merito ai criteri di scelta dei componenti lo scorso 30 ottobre.

Nei "Paesi normali", prima di costituire una Commissione, si definiscono i requisiti per far parte di questa o quella commissione.
La valutazione dei curricula, la si fa fare a soggetti esenti da conflitto d'interesse (cosa difficilissima in Italia ma non impossibile).

Non si fa parte di una Commissione solo per "appartenenza" o per "rappresentanza".

Per esempio, in ambito tecnico, quali saranno i requisiti di esperienza concreta dei componenti, maturata all'interno delle aziende e non certo da visitatori occasionali quali membri di un ente di vigilanza come lo sono gran parte di coloro che sono espressione della Conferenza Stato Regioni?

Francamente, in alcuni casi, è come trovarsi a fare un corso prematrimoniale con un prete che fa da docente: pretende di spiegarti il rapporto di coppia e la famiglia ........ anche non è mai stato sposato e, quindi, la realtà non la conosce.

Rispondi Autore: Max15/12/2015 (18:10:35)
Completamente d'accordo con il collega Catanoso.
Si può dire che è un tipico caso all'Italiana.
Ci sono fior fior di competenze tecniche in Italia e le lasciamo fuori da questi fondamentali ambiti.
Da formatore ricordo spesso (simpaticamente) ai miei discenti che ridono su chi possa essere l'inventore di alcune intrecciate norme o Leggi, come in alcuni governi fa un Ministro di "estrazione e competenza giuridica" fu assegnato al ministero dei trasporti e non so chi al ministero della giustizia.
Questa è la stessa cosa.
La competenza c'è, ma forse meglio non metterla troppo in risalto.
Dopo tanti anni credo che la cosa comunque sia volontaria. Meglio lasciare da una parte i competenti.
Lascio perdere il paragone con il corso prematrimoniale che è palesemente nullarientrante e non paragonabile con la logica del discorso... consiglio (per esperienza) di informarsi sempre bene prima e in modo imparziale soprattutto.
Saluti.
Rispondi Autore: carmelo catanoso15/12/2015 (18:48:49)
Max,
in merito ai ministri, anche oggi abbiamo un medico alle infrastrutture e trasporti ...... anche se ha fatto in passato il sindaco.

Sui politici la non conoscenza operativa di ciò che vanno a gestire ci può pure stare ......
Non ci può stare, invece, su chi se ne deve occupare operativamente emettere "nero su bianco" le regole.

A livello ministeriale, poi, i consulenti non si scelgono per la loro competenza ma solo in base alla loro "orientabilità" che, quasi sempre, per comodo viene chiamata "flessibilità".

Riguardo il corso prematrimoniale, il paragone c'entra, eccome se c'entra.
Almeno per il corso prematrimoniale che ho fatto io quasi trenta anni fa.
Allora, ed è a questo che mi riferivo, non c'erano come oggi anche gli interventi di coppie già sposate, psicologi e ginecologi che, è bene ricordarlo, ancora oggi non avviene sistematicamente in tutte le parrocchie, specialmente in quelle dei piccoli centri.

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