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Sbagliando s’impara: analisi degli infortuni mortali

Tiziano Menduto
 Tiziano Menduto
 Approfondimento
02/07/2008: Presentato il “Rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali in Regione Piemonte”: il comparto più colpito è ancora quello delle costruzioni. Le situazioni più a rischio: cadute, ribaltamento di mezzi e veicoli in movimento.
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Presentato a Torino il “Rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali in Regione Piemonte: anni 2005-2006” con l’obiettivo di fare “una sintesi dei risultati del lavoro di raccolta, analisi e validazione dei casi di infortunio mortale” indagati e ricostruiti dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL) del Piemonte.

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Tra i 286 decessi indagati il comparto delle costruzioni risulta, ancora una volta, il più colpito con oltre un terzo del totale (35%), “confermando sostanzialmente la percentuale degli anni 2002-2004 (37%)”.
Altri settori con percentuali relativamente alte sono quello agricolo (28%), il trasporto-magazzinaggio (9%) ed il comparto della produzione di metalli e fabbricazione di prodotti in metallo (6%).
In questi quattro comparti sono avvenuti, dunque, quasi l’80% degli infortuni mortali in Piemonte durante i due anni di osservazione 2005 e 2006: un elemento di cui tener conto nell’elaborazione di eventuali progetti futuri di prevenzione.
 
Altri dati rilevanti:
 - “la maggioranza degli infortuni mortali sono accaduti a lavoratori di piccole o piccolissime aziende; infatti il 61% dei lavoratori vittime di infortunio mortale operava all’interno di imprese con meno di 10 addetti, esattamente la stessa percentuale rilevata nel triennio 2002-2004”;
- le vittime sono solamente per circa il 50% lavoratori dipendenti o ad essi assimilati. Nel 24% sono lavoratori autonomi o datori di lavoro;
- le situazioni lavorative più a rischio, confermando altri dati relativi a queste attività, sono le cadute dall’alto dell’infortunato (34 infortuni mortali), le cadute di gravi (15), il contatto con oggetti, mezzi, veicoli in movimento nella loro abituale sede (15) e la variazione della marcia di un mezzo di trasporto, spesso con ribaltamento dei mezzi (13);
- sono 6 gli infortuni mortali di natura elettrica, tre per contatto diretto ed tre per contatto indiretto.
 
Dei 286 infortuni, 95 sono stati ricostruiti secondo il modello “Sbagliando s’impara”, già incontrato dai nostri lettori nei nostri articoli che prendono spunto da INFOR.MO., uno strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio contenuti nell'archivio del sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, avviato sperimentalmente nel 2002 grazie ad un progetto di ricerca ISPESL/Ministero della Salute.
 
In relazione a questo archivio e relativamente alla consapevolezza che “conoscere è essenziale per prevenire”, nella parte finale del rapporto (allegato) sono affrontate alcune problematiche relative all’utilizzo di strumenti standardizzati di lavoro nell’analisi dei casi di infortunio.
 
Rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali in Regione Piemonte: anni 2005-2006”, a cura del Sistema di sorveglianza sugli infortuni mortali in Piemonte (formato PDF, 442 kB)
 
 
Tiziano Menduto



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