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La protezione del patrimonio culturale a fronte di eventi bellici
L’Unesco ormai da decenni si preoccupa di tutelare il patrimonio culturale delle nazioni, coinvolte in eventi bellici. Sono stati più volte organizzati dei convegni ed agli esperti Unesco, che vengono inviati in varie parti del mondo, viene spesso impartita una specifica formazione per mettere sotto controllo i potenziali danni al patrimonio culturale.
Ecco perché il documento, recentemente pubblicato dall’unione europea, trova un valore universale, anche se esso è stato specificamente elaborato per la protezione del patrimonio culturale della Ucraina. Si tratta di una ulteriore iniziativa, che si affianca ad altre precedenti, come ad esempio le istruzioni per la documentazione tempestiva del patrimonio culturale, in buone condizioni, in modo da avere a disposizione comunque una traccia aggiornata del patrimonio stesso, ove lo stesso abbia essere coinvolto in eventi bellici.
![]() | Approfondimento della normativa ISO 11064 e altre norme per la progettazione delle sale di controllo, a cura di di Adalberto Biasiotti. |
Il documento è articolato in varie parti, che sono indirizzate ai vari enti, coinvolti nella tutela del patrimonio culturale, vale a dire non solo il governo della Ucraina, ma anche altri enti di supporto a livello nazionale, regionale ed internazionale.
Il documento inizia con una rassegna dei luoghi danneggiati dagli eventi bellici, che ad oggi sono purtroppo 457 siti culturali, a partire dall’inizio delle ostilità il 24 febbraio 2022. Il documento inoltre valuta in 3, 4 miliardi di dollari il costo di interventi di restauro del patrimonio danneggiato. Alcune fotografie illustrano situazioni drammatiche.
Le raccomandazioni elencate nel documento si articolano in una prima fase, afferente alle immediate azioni da attuare per la protezione del patrimonio culturale. Seguono poi raccomandazioni a lungo termine.
Il documento continua illustrando le priorità nella seconda fase, che coinvolgono la gestione del rischio e l’attuazione di misure di prevenzione. Anche queste misure sono articolate in azioni immediate ed azioni a lungo termine.
La terza fase prevede lo sviluppo di un’attività di documentazione, monitoraggio e raccolta dei dati.
Il documento passa infine ad illustrare le attività da svolgere nella quarta fase, con specifico riferimento alle operazioni di ripristino del patrimonio culturale.
Seguono quindi alcuni annessi, tra i quali si pone in particolare evidenza una aggiornata ed accurata rassegna di tutte le normative internazionali oggi disponibili per la protezione del patrimonio culturale, a livello di valutazione del danno, di interventi di conservazione, di trasporto, e via dicendo.
Un elemento assai positivo di questo documento è legato appunto al fatto che, anche se è sviluppato specificamente con riferimento al patrimonio culturale dell’Ucraina, le indicazioni che esso offre sono utilizzabili in qualsiasi analoga situazione, in giro per il mondo, ed ecco il motivo per cui riteniamo che esso possa essere prezioso per qualunque esperto di sicurezza, coinvolto nella protezione del patrimonio culturale, in qualunque parte del mondo esso sia coinvolto in rischi legati ad eventi bellici.
Adalberto Biasiotti
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