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ISO 22366:2026 - Sicurezza e resilienza: guida alla resilienza energetica
La norma in questione è la ISO 22366, pubblicata nel gennaio 2026, dal titolo: “Security and resilience — Community resilience — Framework and principles for energy resilience” “Sicurezza e resilienza - Resilienza della comunità - Quadro e principi per la resilienza energetica”. Questa norma mette in evidenza come rimediare alle gravi possibili conseguenze della indisponibilità di energia elettrica.
Le notizie di cronaca spesso mettono in evidenza le gravi conseguenze legate alla indisponibilità di energia elettrica, sia per il funzionamento delle aziende, sia dei servizi pubblici in generale, sia infine addirittura in relazione alla sopravvivenza della popolazione civile.
Ecco il motivo per cui le infrastrutture elettriche stanno diventando un bersaglio privilegiato, in situazioni di guerra o di turbamento civile, proprio per le gravi conseguenze che la loro indisponibilità può avere sul funzionamento regolare dell’intera società civile.
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La norma in questione, pubblicata dopo una lunga elaborazione, offre tutta una serie di indicazioni per mettere sotto controllo possibili mancanze di energia elettrica, in relazione alle varie attività coinvolte.
Queste attività vengono elencate secondo questa scaletta:
- governi nazionali e locali,
- utenti individuali,
- attività commerciali, residenziali ed industriali,
- istituzioni finanziarie,
- reti di distribuzione energia elettrica,
- servizi di emergenza.
Per ognuno di questi settori di attività, vengono offerte delle indicazioni specifiche su come mettere sotto controllo la indisponibilità di energia elettrica, sia per cause naturali, ad esempio un sisma, sia per cause dolose, ad esempio un attacco da parte di unità terroristiche.
Il responsabile della continuità operativa della azienda o della attività in esame deve innanzitutto evidenziare quali siano gli eventi, che possono coinvolgere le reti di alimentazione, indi classificare i rischi connessi e cominciare a pianificare gli interventi, in grado di aumentare la resilienza della rete di energia elettrica.
Un successivo paragrafo della norma illustra i criteri che possono essere utilizzati per sviluppare un piano di resilienza energetica, sia a livello tecnico, sia a livello organizzativo, sia a livello di formazione dei soggetti coinvolti, sia infine alle modalità con cui è possibile recuperare supporti finanziari, che permettano di trasformare in realtà le ipotesi sviluppate in precedenza.
Al proposito, è gradito rammentare come, nella progettazione di un critico edificio di un’istituzione finanziaria, chi scrive aveva provveduto a pianificare due distinte reti di alimentazione elettrica, garantite da due diversi fornitori, che si approvvigionavano da due diversi generatori, in modo da ridurre in maniera drastica il rischio di interruzione dell’alimentazione elettrica all’edificio, che avrebbe comportato il fermo, oppure il grave rallentamento, dell’attività bancaria connessa.
Ringraziamo, a nome dei lettori, l’istituzione normativa dell’Estonia, che, come sua consuetudine, mette a disposizione un estratto della norma, che permette ai lettori di comprendere meglio il contenuto della norma stessa e definire quindi il livello di interesse all’acquisto della norma completa.
Adalberto Biasiotti
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