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L’Europa dice no alla obsolescenza programmata degli apparati informatici

L’Europa dice no alla obsolescenza programmata degli apparati informatici
16/11/2020: L’Europa ha deciso di attivarsi contro le tecniche di obsolescenza programmata, che danneggiano i consumatori, e che alcuni produttori di apparati informatici, in particolare smartphone, inseriscono nei circuiti elettronici principali.

Non è ormai una novità il fatto che i produttori di apparati informatici, destinati ad una moltitudine di consumatori, inseriscono negli apparati stessi degli applicativi, che portano ad un lento degrado delle prestazioni degli apparati, in modo da convincere gli acquirenti ad acquistare un modello più recente.

 

Si tratta di una pratica commerciale altamente deplorabile ed è questo il motivo per cui il comitato per il mercato interno dell’unione europea ha proposto una serie di misure, che migliorino la protezione offerta ai consumatori e garantiscano la sicurezza e la durata nel tempo di determinati apparati.

 

Il comitato ha anche sollecitato l’applicazione di etichette, che diano chiare informazioni sulla vita utile media di un prodotto, in modo da mantenere un vivace mercato dell’usato e promuovere tecniche più sostenibili, a difesa dell’ambiente, riducendo la produzione di rifiuti elettronici. Con questo approccio, un consumatore che vuole acquistare un prodotto elettronico riceve dettagliate informazioni sulla vita utile prevista e potrà quindi fare più oculate scelte di acquisto, premiando i produttori più trasparenti.

 

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Secondo una recente ricerca europea, il 77% dei cittadini europei preferirebbe riparare il suo strumento elettronico, in particolare uno smartphone, piuttosto che sostituirlo; il 79% ritiene che i fabbricanti dovrebbero facilitare la riparazione di apparati informatici, evitando che la riparazione costi addirittura più cara che la sostituzione dell’apparato. Un aumento della vita utile del prodotto contribuisce anche a diminuire l’impatto sull’ambiente, perché è noto che il riciclo di prodotti RAEE, acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ha costi significativi.

 

In parallelo a questa iniziativa, il comitato ha anche richiesto che tutti coloro che vendono on-line dei prodotti, di qualunque natura, siano coinvolti nell’assunzione di responsabilità, ove questi prodotti pongano dei rischi per la sicurezza degli utenti. Poiché spesso questi prodotti sono forniti da fabbricanti situati in paesi, nei confronti dei quali è difficile avviare un’azione di rivalsa, in caso di danni, la assunzione di responsabilità in merito alla commercializzazione, da parte delle grandi catene di vendita on-line, rappresenta una garanzia importante per il consumatore.

 

Adalberto Biasiotti



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Rispondi Autore: Gianni - likes: 0
16/11/2020 (07:39:56)
E' uscito l'iphone 12. Scommettiamo che ci saranno di nuovo le file per averlo (anche virtuali)? Obsolescenza? Tutto vero. Ma il consumatore vede la pubblicità in televisione e sente di non potere fare a meno nel nuovo telefono, pieghevole, colorato e che fa anche il caffè. Potenza del marketing.
Rispondi Autore: Giovanni Bersani - likes: 0
16/11/2020 (14:55:12)
Il sig. Gianni ha ragione, ma solo per una parte dei consumatori. Ce ne sono altri che non sono marketing-dipendenti, e parliamo di % rispetto a centinaia di milioni o miliardi di persone... quindi in ogni tipologia di consumatore troviamo una marea di utenti
e prodotti. Ben venga pertanto quanto indicato nell'articolo... con buona pace per gli iphone dipendenti ecc. :)

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