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Facciamo il punto sui giubbetti antiproiettile

Facciamo il punto sui giubbetti antiproiettile
Adalberto Biasiotti
 Adalberto Biasiotti
 Security
14/11/2016: Un sintetico prezioso riepilogo dei livelli di resistenza disponibili per i giubbotti antiproiettile è stata recentemente pubblicato dallo JTIC - justice technology information center. Di Adalberto Biasotti.
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Prego il lettore di leggere queste note tenendo sott’occhio l’allegato prospetto riepilogativo, a colori, che permette una immediata comprensione dei temi trattati. Il prospetto informativo passa in rassegna i cinque livelli di protezione, oggi disponibili secondo la normativa americana NIJ 0101.06.

 

Il prospetto riepilogativo

 

La prima fotografia mette in evidenza la struttura di un giubbotto antiproiettile, nel quale possono essere inserite delle piastre di vario materiale, per raggiungere il livello adeguato di protezione. Nella tabella accanto sono rappresentate le cartucce, che il livello del giubbotto permette di arrestare, a distanze individuate nella norma sopramenzionata.

 

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Il primo livello di protezione preso in esame è il livello IIA. Questo livello è in grado di arrestare cartucce calibro 9 mm e .40 Smith e Wesson, sparate da una pistola a canna corta. Non viene garantita  protezione per cartucce sparate da carabine.

 

Il secondo livello di protezione preso in esame è il livello II. Esso è in grado di arrestare cartucce calibro 9 mm FMJ -full metal jacket, nonché cartucce. 357 Magnum, sparate da una pistola a canna corta. Non viene garantita protezione per cartucce sparate da carabine.

 

Il terzo livello di protezione preso in esame è il livello IIIA. Anche questo giubbotto è in grado di arrestare cartucce calibro 9 mm FMJ e calibro .44 Magnum, sparate da un’arma con una lunghezza minima della canna di sei pollici. Non viene garantita protezione per cartucce sparate da carabine.

 

Il quarto livello di protezione è il livello III. Esso può arrestare cartucce calibro7.62  Nato FMJ, con anima in piombo sparate da carabine.

 

Infine viene illustrato il massimo livello di protezione, il livello IV, che è in grado di arrestare una cartuccia calibro 7. 62 Nato, con ogiva in tungsteno, che aumenta le capacità di penetrazione. Questa cartuccia viene sparata da carabine

 

Il poster illustrativo passa poi a dare ulteriori spiegazioni sulle cartucce calibro 5.56 mm/.223.

Queste cartucce sono fornite in  una vasta gamma di modelli. Le cartucce con l’anima in piombo vengono tipicamente utilizzate per la caccia e per il tiro a segno. Esse possono essere arrestate utilizzando un giubbotto di livello III, nel quale siano inserite delle piastre rigide di rinforzo.

 

Per contro, le cartucce calibro 5.56 utilizzate in ambito militare, con un’anima in acciaio o parzialmente in acciaio, possono essere arrestate inserendo nel giubbotto  una piastra di rinforzo ceramica o con componenti metallici. È bene sottolineare  che alcuni giubbotti a livello III possono avere una piastra di rinforzo ceramica o metallica, ma non tutti. Se la cartuccia con anima d’acciaio tipo M855, o altra cartuccia similare, viene identificata come potenzialmente utilizzabile dagli attaccanti, la soluzione migliore è quella di utilizzare un giubbotto di livello IV, tra le blindature disponibili nella lista dei prodotti certificati CPL compliant products list.

 

Infine un riquadro offre alcune informazioni sintetiche:

la cartuccia calibro .56 mm/.223 JHP – jacketed hollow point, ha un’anima di piombo. In questo caso  la scelta migliore, in assoluto, è quella di utilizzare giubbotti di livello  III o più elevato, tra quelli elencati nella CPL.

 

la cartuccia calibro .56 mm/.223 con punta verde e FMJ ha un’anima in parte di acciaio. In questo caso il giubbotto più appropriato è quello di livelloIV. In questo caso, la scelta migliore è quella di utilizzare giubbotti di livello  IV, tra quelli elencati nella CPL.

 

NdA. Colgo l’occasione per ricordare ai lettori che quando si parla di pallottola si parla solo della ogiva. Quando si parla di cartuccia si parla di un complesso formato dal bossolo, dall’ogiva, dalla capsula e dalla miscela esplosiva.

 

Ringrazio  di cuore Fiorenzo Malavolta, istruttore del Tiro a Segno di Modena, per le preziose indicazioni fornite in fase di redazione  del testo.

 

 

Adalberto Biasiotti



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