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Pubblicato il rapporto annuale per la protezione dei dati

Pubblicato il rapporto annuale per la protezione dei dati
Adalberto Biasiotti
 Adalberto Biasiotti
 Privacy
28/05/2020: Il comitato europeo per la protezione dei dati ha pubblicato il rapporto sull’attività svolta nel 2019. Stante la funzione critica svolta da questo organismo, è bene che i lettori abbiano una chiara visione dei temi affrontati.
Come i lettori sanno, il comitato europeo per la protezione dei dati è una sorta di tribunale supremo su qualunque argomento, afferente alla protezione dei dati, che venga trattato dalle singole nazioni europee. Inoltre, esso funge da referente unico verso il resto del mondo, su questi stessi temi.

 

In obbedienza al meccanismo di coerenza, previsto dal regolamento generale europeo, una qualunque difformità di vedute fra due autorità nazionali di supervisione, su un certo argomento, viene risolta in maniera definitiva da questo comitato.

 

Il comitato ha inoltre il compito di emettere linee guida, che sono automaticamente valide in tutti i paesi europei e superano qualsiasi altra disposizione differente sia stata emanata dalle autorità locali.

 

Ecco perché è indispensabile che tutti gli esperti di protezione dei dati tengano sotto stretto controllo l’attività di questo organismo, che costituisce il riferimento assoluto per tutti i temi, afferenti alla protezione dei dati, su cui l’organismo stesso si è pronunciato.

 

Vediamo una panoramica dell’attività svolta nel 2019, rimandando i lettori al testo completo, riportato in allegato.

 

 

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Come accennato, il comitato europeo funge da organo di riferimento e monitoraggio sulle attività svolte dai garanti nazionali.

 

Ecco perché, nel corso del 2019, sono state emesse otto opinioni, relative a documenti pubblicati dalle autorità garanti nazionali. Di particolare interesse sono le opinioni espresse sull’elencazione delle attività di trattamento, per le quali è obbligatorio lo sviluppo di una valutazione di impatto, ex articolo 35 del regolamento. Altri preziosi documenti fanno riferimento alla elaborazione di clausole contrattuali standardizzate, alle regole mediante le quali è possibile trasferire il trattamento di dati a soggetti esterni all’unione europea ed infine ai criteri da utilizzare per accreditare gli organismi di monitoraggio, cui può essere delegata l’attività di controllo sulle attività di trattamento.

 

Il comitato ha inoltre offerto un prezioso aiuto alla commissione europea, esprimendo il proprio punto di vista su disposizioni legislative, in corso di elaborazione.

 

Di particolare interesse sono poi le linee guida, tra le quali si mette in particolare evidenza la linea guida sugli impianti di videosorveglianza, che costituisce riferimento assoluto per la progettazione e l’esercizio di sistemi di videosorveglianza. La rispondenza a queste linee guida supera eventuali altri provvedimenti, espressi a livello nazionale. Un’altra attività preziosa riguarda l’avvio di consultazioni pubbliche su tracce di documenti, che successivamente possono essere trasformati in linee guida. Durante queste consultazioni pubbliche, tutti i soggetti interessati possono esprimere le proprie valutazioni, che vengono soppesate dal comitato europeo, in fase di elaborazione dei documenti definitivi.

 

Come accennato in precedenza, il comitato europeo funge da arbitro finale in eventuali contestazioni tra interpretazioni e provvedimenti emessi dalle varie autorità nazionali. Durante il 2019, sono state bene 142 le contestazioni portate all’analisi del comitato, da parte di autorità garanti nazionali, e per 79 di esse è stata emessa una decisione finale, che deve essere utilizzata come riferimento per ogni futura attività specifica, svolta da autorità nazionali.

 

Il comitato europeo ha anche passato in rassegna le varie sanzioni emesse durante 2019 dalle autorità nazionali, mettendo in evidenza come una gran parte di tali sanzioni era legata alla adozione di insoddisfacenti misure di sicurezza, in fase di trattamento. Si sono inoltre registrati numerosi incidenti riferiti a categorie speciali di dati, come ad esempio opinioni politiche, informazioni sul credito e dati biometrici. Ad oggi, il comitato europeo non ha ancora emanato linee guida sulle modalità di pesatura, in fase di applicazione delle sanzioni, ed è possibile che, entro il 2020, questo critico argomento possa essere affrontato, nel quadro del già menzionato meccanismo di coerenza: ciò significa che, a parità di contesto, le sanzioni applicate nei vasi paesi europei devono essere in qualche modo tra loro coerenti.

 

 

Allegato il rapporto 2019 (pdf)

 

 

Adalberto Biasiotti




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