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L’aggiornamento della direttiva ePrivacy

L’aggiornamento della direttiva ePrivacy
Adalberto Biasiotti
 Adalberto Biasiotti
 Privacy
07/09/2016: La nuova direttiva sulla protezione dei dati delle comunicazioni elettroniche è in dirittura di arrivo. Vediamo quali novità ci si possono aspettare. Di Adalberto Biasiotti.

Quella che un tempo si chiamava direttiva ePrivacy è adesso sottoposta ad un processo di rinnovamento e aggiornamento, che ha visto la partecipazione del pubblico e che si è chiuso il cinque luglio 2016.

Ricordo ai lettori che questa direttiva, specificamente mirata a tutelare i dati personali nel settore delle comunicazioni elettroniche è stata per la prima volta pubblicata nel lontano 2002.

È stata successivamente aggiornata del 2009, e un ulteriore aggiornamento, il MEMO/09/ 568 è stato aggiunto, perché gli utenti di questi servizi potessero avere una migliore comprensione di che cosa erano i cookies e come essi potevano violare i dati personali dei navigatori.

 

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La rapida e drammatica evoluzione delle reti di comunicazione ha fatto sì che la commissione europea decidesse di avviare un processo di riesame e rinnovamento di questa direttiva, invitando tutti cittadini europei a dare il loro contributo. Questa fase si è conclusa il cinque luglio 2016 e adesso gli organi legislativi dell’unione europea stanno lavorando sulla nuova formulazione di questa direttiva, anche alla luce della entrata in vigore, il 24 maggio 2016, del regolamento generale sulla protezione dei dati.

I vincoli che questo regolamento impone  a tutte le aziende, che gestiscono sistemi di comunicazione elettronica, e che comprendono anche i social network, obbligano queste aziende a mettere a punto nuovi protocolli di protezione dei dati. Ecco perché numerose aziende specializzate si sono presentate sul mercato, offrendo soluzioni, talvolta anche molto brillanti.

Vediamo adesso quali potrebbero essere i temi caldi che la nuova versione della direttiva dovrà trattare.

In sintesi, la nuova direttiva

·         -dovrà imporre nuove garanzie di sicurezza e riservatezza delle comunicazioni,

·         -dovrà garantire i diritti degli utenti, come ad esempio quello di non essere inseriti automaticamente in elenchi commerciali,

·         -dovrà proibire l’invio di comunicazioni commerciali non richieste e

·         -dovrà offrire strumenti per una maggiore garanzia di attuazione delle disposizioni

Ad esempio, la direttiva deve imporre alle aziende che gestiscono reti di comunicazione di garantire una protezione contro le intrusioni nei confronti degli apparati usati dagli utenti, come ad esempio smartphone.

Un’altra importante disposizione impedisce alle aziende di accedere a informazioni che siano archiviate nella memoria del dispositivo portatile, anche perché ad oggi sarebbe anche possibile catturare l’impronta digitale memorizzata in una smartphone, nonché tutti i movimenti dell’apparato, archiviati nella memoria del dispositivo e non nella memoria centrale del gestore dei servizi di comunicazioni. Inoltre, l’evoluzione dello scenario delle telecomunicazioni mette in evidenza come versioni precedenti di questa direttiva si applicavano essenzialmente ai fornitori di servizi tradizionali telecomunicazioni. Oggi sono entrati sul mercato nuovi gestori, che forniscono ad esempio messaggeria istantanea, servizi voice over IP ed altri servizi, che nell’attuale formulazione della direttiva non sono compresi.

Ad esempio, sono già in allarme i gestori di Skipe e Whatsapp, che finora hanno goduto di una libertà di movimento, che certamente darà strettamente vincolata dalla nuova direttiva.

D’altro canto, è del tutto normale che ad una evoluzione delle tecnologie dei sistemi di comunicazione, con qualche ritardo si giunga alle elaborazioni di regolamenti, in grado di mettere sotto controllo tali tecnologie evolute.

Come di consueto, non mancherò di tenere informati i lettori sull’evoluzione di questa direttiva, che con ogni probabilità potrebbe essere pubblicata entro la fine del corrente anno. La ormai famosa commissione LIBE del Parlamento europeo sta lavorando intensamente sulla proposta della commissione e sulle proposte di modifica, che sono giunte da tutta Europa.

Speriamo che la montagna non abbia a partorire un topolino!

 

Adalberto Biasiotti

 




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