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L’intelligenza artificiale può rendere più letali gli attacchi terroristici

L’intelligenza artificiale può rendere più letali gli attacchi terroristici
Adalberto Biasiotti

Autore: Adalberto Biasiotti

Categoria: Robotica e Intelligenza Artificiale

02/09/2026

Uno studio mette in evidenza come il gruppo terroristico di Boko Haram in Nigeria utilizza l’intelligenza artificiale per mettere a punto nuove e più efficaci tecniche di attacco.

L’intelligenza artificiale può rendere più letali gli attacchi terroristici

Uno studio mette in evidenza come il gruppo terroristico di Boko Haram in Nigeria utilizza l’intelligenza artificiale per mettere a punto nuove e più efficaci tecniche di attacco.

Uno studio recentemente pubblicato dall’Università di Cambridge mette in evidenza come il gruppo terroristico di Boko Haram, operativo in Nigeria, ha cominciato a utilizzare applicativi di  intelligenza artificiale per mettere a punto nuove e più efficaci tecniche di attacco.

 

Un grande apprezzamento va indirizzato agli esperti dell’università, che sono riusciti a entrare in comunicazione con soggetti terroristici, per avere informazioni aggiornate su questo nuovo approccio alla pianificazione della loro attività.

 

Fino alla pubblicazione di questa ricerca, l’uso di intelligenza artificiale da parte di movimenti terroristici è stato individuato grazie ad alcune tracce lasciate su Internet, senza conferme esplicite.

 

La recente intervista invece ha messo in evidenza come i terroristi utilizzino questi applicativi in vari modi, appresso illustrati.

 



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Un capo di questo gruppo ha recentemente dichiarato: “Dio ci ha aiutato e così ci aiuterà l’intelligenza artificiale!”.

 

Grazie all’addestramento ricevuto da istruttori provenienti dall’Iraq ed Afghanistan, i terroristi nordafricani hanno imparato utilizzare in modo incisivo questi nuovi applicativi, in modo da ottenere risposte accurate.

 

Una delle tecniche principali illustrate dagli istruttori è quella di formulare le domande in maniera tale da aggirare le linee guida etiche, che sono presenti in molti applicativi di intelligenza artificiale; ad esempio, non si deve chiedere a questo applicativo come si deve fabbricare una bomba a tubo.

 

Le domande che vengono poste, invece, fanno riferimento a come usare nuove armi, recuperate sul campo durante gli attacchi, oppure come migliorare l’efficacia della detonazione di un esplosivo, recato sul posto con un drone, e perfino come meglio pianificare i prossimi attacchi.

 

In altre parole, questi applicativi permettono ai terroristi di rendere le loro tattiche e le loro strategie più efficienti e più efficaci.

 

Durante una intervista, un capo terroristico ha fatto un esempio agghiacciante: “Durante un attacco effettuato qualche tempo fa, noi abbiamo utilizzato 200 terroristi, ma 60 sono morti durante l’attacco. Utilizzando applicativi di intelligenza artificiale, abbiamo visto che certe volte è sufficiente mandare solo 20 terroristi, per ottenere risultati similari. In altre parole, abbiamo imparato ad effettuare attacchi coordinati in modo più efficace, utilizzando minori risorse”.

 

Lascio ai lettori i commenti su questa situazione.

 

Adalberto Biasiotti



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