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Salute mentale e lavoro: la prevenzione dei rischi psicosociali in Europa
Bilbao, 10 Set – Come abbiamo anticipato in diversi articoli e interviste ci stiamo avvicinando alla futura nuova campagna, promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA), «Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028», di cui in nostro giornale sarà media partner. La nuova campagna - “ Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro” – mira a sensibilizzare le aziende e i lavoratori sull’impatto dei rischi psicosociali e a promuovere la creazione di ambienti di lavoro favorevoli, inclusivi e sani, anche a livello mentale, in tutti gli ambiti lavorativi.
In relazione alla fase di avvio della campagna è dunque comprensibile che in questo periodo aumentino le pubblicazioni europee e le ricerche sul tema della salute mentale e dei rischi psicosociali.
Ci soffermiamo, infatti, oggi su una nuova relazione comparativa, un report commissionato dall’Agenzia EU-OSHA, dal titolo “Preventing psychosocial risks in Europe: strategies, legislation and lessons from practice” (Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, normativa e insegnamenti tratti dall’esperienza pratica) e a cura di Emanuela Carta, Greta Skubiejūtė, Inés Páramo Barrera (Verian), Karolien Lenaerts (HIVA-KU Leuven).
La relazione esamina la prevenzione dei rischi psicosociali in vari paesi europei, analizzando strategie, normativa e iniziative a livello sia settoriale che aziendale. Il documento mette in evidenza diverse misure per prevenire le molestie, per sostenere la salute mentale e il benessere della forza lavoro, per migliorare le pratiche di leadership e istituire sistemi e strutture per individuare e gestire lo stress nei luoghi di lavoro.
Gli studi di casi presentati offrono insegnamenti pratici e approcci che possono essere applicati in diversi contesti lavorativi per favorire una prevenzione efficace dei rischi psicosociali (PSR).
L’articolo di presentazione del report si sofferma sui seguenti argomenti:
- La prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: i casi studio
- La prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: le lezioni apprese
- La prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: l’indice del documento
La prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: i casi studio
Il report presenta nove studi: sei incentrati su progetti di attuazione a livello di settore e tre dedicati ad approcci aziendali specifici attuati per affrontare i rischi psicosociali.
Ogni caso fornisce un'analisi dettagliata della progettazione, dell'attuazione e dei risultati delle misure promosse, evidenziando fattori di successo, sfide e lezioni applicabili a contesti diversi.
Si indica che gli studi di caso sono stati selezionati sulla base delle politiche e strategie messe in atto nei vari Paesi e la selezione ha cercato di cogliere una gamma diversificata di approcci innovativi o di successo per la prevenzione dei rischi psicosociali in vari settori (ad esempio bancario, manifatturiero, edilizia, alberghiero/ristorazione, pubblico) comprendendo diverse dimensioni aziendali, contesti istituzionali e quadri normativi, con un focus sulla prevenzione sistematica dei rischi piuttosto che sulle misure individuali applicabili.
Riportiamo, a titolo esemplificativo, i sei studi a livello settoriale:
- MEGAP (Human-centred workplaces through the application of gender and diversity in occupational safety and health): Iniziativa nazionale austriaca (2016-2019) guidata dall'Ispettorato Centrale del Lavoro per integrare genere e diversità nella salute e sicurezza sul lavoro (OSH). Ha formato 249 ispettori del lavoro e supportato circa 700 aziende nella creazione di luoghi di lavoro più sicuri e inclusivi per gruppi diversi (donne, lavoratori migranti, persone con disabilità).
- No Respect – No Service (hospitality sector): Iniziativa settoriale del 2023 attuata a Vienna (Camera di Commercio, sindacato Vida e Camera del Lavoro) per combattere le molestie sessuali nel settore alberghiero e della ristorazione. È stata sviluppata una guida pratica per datori di lavoro e lavoratori su doveri legali, strategie di prevenzione e gestione delle molestie.
- Building Mental Resilience (construction sector): progetto condotto nel 2019 nelle Fiandre orientali che ha aiutato 10 aziende edili ad affrontare i rischi psicosociali tramite percorsi personalizzati. Le sessioni su leadership, comunicazione e consapevolezza dello stress sono state supportate da toolkit pratici. Il programma ha aumentato la consapevolezza, supportato lo sviluppo di politiche aziendali e favorito culture aziendali più aperte e collaborative.
- PrePS in Wood (Prevention of Psychosocial Risks in the Wood Industries): iniziativa settoriale belga (2022-2023) per migliorare il benessere psicosociale nel settore del legno. stato prodotto un toolkit pratico composto da vari strumenti, ad esempio per la valutazione o per il supporto alla leadership.
- TEKSAM – The Consultancy Service: servizio di consulenza congiunto gestito dalle parti sociali danesi. Supporta i comitati paritetici dal 1998 e affronta i PSR dal 2001. Copre circa 230.000 lavoratori in circa 6.000 aziende manifatturiere tramite visite aziendali, sondaggi, formazione e strumenti pratici inseriti nei contratti collettivi.
- XXIV Collective Banking Agreement (banking sector): quadro settoriale spagnolo (2019-2023) che ha riguardato 91.000 lavoratori riconosce anche formalmente la violenza sul posto di lavoro e la disconnessione digitale come rischi occupazionali, rafforzando i protocolli anti-molestie e la gestione dei carichi di lavoro.
La prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: le lezioni apprese
Riprendiamo dal documento alcune delle tante lezioni apprese dai vari casi.
Ad esempio, è importante aumentare la consapevolezza e ridurre lo stigma verso i problemi connessi alla salute mentale. Gli studi mostrano che l'adesione, l'efficacia e la sostenibilità delle misure di prevenzione dipendono dalla consapevolezza e dalla prontezza delle organizzazioni nell'affrontare tali temi.
È poi necessario riuscire a garantire una comunicazione chiara e trasparente sui rischi PSR e trattare la prevenzione come una questione sistemica, integrata nelle politiche e nelle pratiche organizzative.
Inoltre, bisogna dare priorità alla prevenzione dei rischi psicosociali, porre la prevenzione al centro delle politiche, delle pratiche e della cultura dell'organizzazione, e collegarla al suo approccio generale di gestione della SSL.
Riportiamo, infine, altri indicazioni/lezioni evidenziate nel documento:
- promuovere strumenti, procedure e protocolli validati per supportare le organizzazioni nella prevenzione degli RPS;
- garantire una raccolta dati continua e strutturata;
- coinvolgere i lavoratori nella prevenzione degli RPS;
- adattare gli interventi al contesto specifico di ciascun settore e luogo di lavoro: una prevenzione efficace richiede approcci su misura. Attraverso i casi è emerso che i lavoratori e i dirigenti rispondono meglio quando gli strumenti riflettono i loro ruoli, ambienti e sfide specifiche;
- fornire un’adeguata formazione: la formazione rafforza le basi culturali della prevenzione, specialmente nei settori in cui i problemi di salute mentale rimangono stigmatizzati o trascurati;
- rafforzare il dialogo sociale;
- rafforzare gli ispettorati del lavoro: investire nella formazione degli ispettori per migliorare l'efficacia dei controlli aziendali in ambito psicosociale;
- garantire finanziamenti e supporto istituzionale agli sforzi di prevenzione dei rischi psicosociali sia a livello settoriale che aziendale.
La prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: l’indice del documento
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del report “Preventing psychosocial risks in Europe: strategies, legislation and lessons from practice” e ne riportiamo l’indice.
1 Introduction
1.1 Scope and purpose of the study
1.2 Methodology
2 Sector-level case studies
2.1 Identification of psychosocial risks and drivers of change
2.1.1 Contextual influences
2.1.2 Identification of psychosocial risks through assessments, observations and feedback
2.2 From identification to implementation
2.2.1 Integrating psychosocial risk prevention into the workplace
2.2.2 Key actors and their roles
2.3 Outputs and outcomes
3 Company-level case studies
3.1 Identification of psychosocial risks and rationale for intervention
3.2 Main measures implemented
3.2.1 Key actors
4 Challenges and success factors
4.1 Challenges in implementing psychosocial risk prevention
4.2 Success factors for effective and sustainable psychosocial risk management
5 Lessons learned and policy pointers
References
List of tables
Table 1. Summary of the case studies conducted
RTM
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