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Storie di infortunio: un maledetto sollevamento
La storia “Un maledetto sollevamento” è pubblicata all’interno della sezione “Storie di infortunio” del sito Dors, un progetto dedicato alla raccolta e all’analisi di eventi infortunistici reali con finalità di prevenzione e sensibilizzazione.
Il racconto è stato elaborato dalla redazione Dors a partire da fonti documentali ufficiali, come relazioni tecniche e atti di indagine, con l’obiettivo di ricostruire in modo rigoroso e comprensibile la dinamica dell’accaduto. Non si tratta quindi di una narrazione di fantasia, ma di una rielaborazione strutturata di un caso reale, pensata per mettere in evidenza i fattori di rischio, le criticità organizzative e le possibili misure di prevenzione.
La storia è a cura di Paolo Chiappini e Igino Palmizi, dell’AST Ascoli Piceno, che hanno contribuito all’analisi e alla ricostruzione tecnica dell’evento, offrendo un importante supporto per la comprensione delle dinamiche infortunistiche e delle relative implicazioni in termini di sicurezza sul lavoro.
Attraverso questo lavoro congiunto, Dors e gli autori intendono trasformare un evento drammatico in uno strumento di apprendimento utile per lavoratori, tecnici e professionisti della sicurezza, favorendo una maggiore consapevolezza dei rischi e delle misure preventive nei contesti operativi.
Un maledetto sollevamento
Luogo: Ascoli Piceno, Marche
Comparto produttivo: edilizia
Esito: Gianluca, un lavoratore di 28 anni, è deceduto a seguito di gravi lesioni interne
Dove è avvenuto: in un’area di stoccaggio di materiali di pertinenza della ditta esecutrice
Cosa si stava facendo: Gianluca e due suoi colleghi erano impegnati a scaricare un imponente carico di tubi d’acciaio arrivato nell’area di deposito a bordo di un autoarticolato. Una volta completata la catasta dovevano affrontare un problema inatteso: il terreno, reso instabile dalle ingenti piogge, non garantiva la stabilità della catasta. Decidevano di intervenire con un elemento di contrasto, ossia un robusto tubo in ferro posto in posizione verticale a ridosso della catasta. Dopo averlo legato con una cinghia tessile, il conduttore della gru lo ha sollevato spostandosi vicino alla catasta. Sistemato il tubo nel punto corretto, Gianluca con altri due colleghi, lo sorreggeva per mantenerlo in posizione verticale, così da permettere al gruista di poterlo conficcare nel terreno.
Descrizione infortunio: durante la discesa del braccio della gru, al momento dell’appoggio a terra del tubo, la cinta si è allentata e il tubo in ferro si è inclinato pericolosamente. Gianluca e i colleghi, intuendo il pericolo, hanno tentato di allontanarsi rapidamente dalla zona. Il tubo ha compiuto una rotazione incontrollata e Gianluca viene colpito dal tubo sul fianco sinistro e sospinto verso la catasta. L’impatto del fianco destro di Luca contro una traversina in legno presente tra le file dei tubi della catasta ha provocato gravi lesioni risultate poi letali.
Come prevenire: con ogni probabilità, l’infortunio non sarebbe successo se:
- i datori di lavoro delle imprese coinvolte avessero organizzato le fasi delle singole imprese, in particolare quelle che necessitavano dell’apporto delle maestranze di entrambe le ditte;
- nel documento di valutazione dei rischi aziendale o in qualche specifica procedura di lavoro fosse stata prevista l’attività che ha portato all’infortunio e il preposto si fosse accertato dello stato del sito dando opportune indicazioni operative verificandone la corretta esecuzione;
- l’operatore abilitato alla conduzione della gru avesse utilizzato l’attrezzatura secondo quanto riportato nel libretto di uso e previsto dalla normativa vigente e non avesse permesso a Gianluca e i suoi colleghi di stare all’interno della zona di pericolo mentre il mezzo era in movimento
- il datore di lavoro avesse prestato maggiore attenzione alla tutela dei propri lavoratori provvedendo a impartire un’efficace formazione e informazione dei lavoratori che avevano un contratto di lavoro interinale a tempo determinato.
Fonte: DORS
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