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Lombardia: linee e obiettivi del piano regionale 2011-2013

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

06/07/2011

Approvato dalla Giunta della Regione Lombardia il nuovo piano regionale per la promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I dati relativi agli infortuni, le linee direttrici, gli obiettivi, gli strumenti, i laboratori e i gruppi di lavoro.

Lombardia: linee e obiettivi del piano regionale 2011-2013

Approvato dalla Giunta della Regione Lombardia il nuovo piano regionale per la promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I dati relativi agli infortuni, le linee direttrici, gli obiettivi, gli strumenti, i laboratori e i gruppi di lavoro.

 
Milano, 6 Lug – Nella seduta del 8 giugno 2011 la Giunta della Regione Lombardia ha approvato con delibera n. 1821, dopo la sottoscrizione dell’Intesa tra Regione Lombardia e le istituzioni del  parternariato sociale e datoriale, il “Piano regionale 2011-2013 per la promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.
 
Elaborato in analogia con i presupposti del Piano regionale 2008-2010 e del Piano Regionale della Prevenzione, il Piano si propone di mantenere il trend di riduzione degli infortuni mortali e gravi osservato nel triennio 2008-2010 e di contenere i tumori e le patologie professionali.
Infatti, con riferimento a tutti i settori produttivi (industria, costruzioni, servizi ed agricoltura), nel 2009, “il tasso complessivo d’incidenza degli infortuni sul lavoro denunciati mostra una variazione pari a - 13,7% rispetto all’anno 2006”. Mentre l’analisi di andamento degli infortuni mortali registra una diminuzione di tali infortuni nel 2010 del 44,3%, sempre rispetto ai dati del 2006 (erano -39,6% nel 2009).
 

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Queste alcune importanti linee direttrici del Piano regionale:
 
- “definire un impianto normativo semplificato e razionale, in grado di superare la visione formalistica e burocratica della sicurezza, che tenga conto delle attuali esigenze di ripresa economica, della globalizzazione del commercio, del mutamento dei processi produttivi, e contestualmente sia efficace nel garantire il miglior livello di tutela del lavoratore. La visione formalistica e burocratica della sicurezza si supera anche contribuendo a sostenere, nelle forme più adeguate e valorizzando l’autonomia delle Parti sociali, l’ innovazione, anche sul versante dell’organizzazione del lavoro, e il rapporto costruttivo tra la parte datoriale e quella dei lavoratori, in una logica che li considera strumenti utili alla prevenzione e alla riduzione degli infortuni nelle aziende; ciò può derivare anche dal confronto tra le parti, in particolare in ambito territoriale e aziendale;
 
- guidare l’evoluzione qualitativa dell‘attività ispettiva”. Il Piano ricorda che a fronte di un numero di controlli limitati rispetto al numero complessivo delle imprese/strutture esistenti (in Lombardia tale attività di controllo in Lombardia ha coperto negli anni 2007-2009 circa il 5% delle imprese attive) “è necessario programmare l’attività in base a criteri di priorità di rischio, individuate a livello locale e coordinate tra i diversi organi di vigilanza. L’ attività ispettiva, inoltre, deve essere orientata alla rilevazione delle violazioni sostanziali più gravi e deve essere omogenea sul territorio;
 
- sperimentare, perfezionare e consolidare l’integrazione operativa delle attività di controllo svolte dagli Organi istituzionali con competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, attraverso la condivisione dei rispettivi patrimoni informativi”;
 
- “promuovere il cambiamento dei comportamenti dei lavoratori, integrando la cultura della sicurezza e salute sul lavoro nei curricula scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, e valorizzando modelli di apprendimento, di conoscenza, di acquisizione di competenze e abilita in materia di sicurezza e salute sul lavoro in assetto lavorativo;
 
- partecipare attivamente alle attività connesse all’individuazione e valutazione dei rischi c.d. ‘nuovi ed emergenti’ (in raccordo con i dati pubblicati dall’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro il 3 giugno 2010), in particolare quello chimico (cosi intendendo il processo di adozione del Regolamento REACH/CLP), quello biomeccanico per l’ apparato muscolo scheletrico, quello stress lavoro-correlato; appare, altresì, emergente la tematica della riabilitazione connessa con il reinserimento al lavoro dei soggetti affetti da patologie invalidanti”.
 
Inoltre con il Piano regionale viene proposta l’attuazione di interventi di promozione della salute, considerato che “l’ambiente di lavoro rappresenta un contesto favorevole per influenzare in modo positivo le abitudini di vita dei lavoratori” e vista la previsione normativa di cui all’art. 25, c. 1, lett. A) del Decreto legislativo 81/2008.
 
Riguardo agli obiettivi per il triennio 2011–2013 la Regione Lombardia si propone di:
- “mantenere il trend di riduzione degli infortuni mortali e con esiti invalidanti, nell’ottica della riduzione del 25% del numero assoluto degli infortuni nel periodo 2007-2012, previsto a livello europeo (base dati: INAIL 2009)”;
- “contenere le malattie professionali, seppure il risultato passa attraverso l’adozione di iniziative favorenti l’emersione delle stesse, mantenendo il trend d’incremento registrato nel 2009 rispetto al 2007, pari a circa il 6%”.
In particolare la strategia complessiva di contenimento delle malattie professionali si sviluppa attraverso i “seguenti passaggi:
- “l’emersione dei casi, perseguibile mediante l’adozione da parte delle ASL del Sistema Informativo Person@;
- il raccordo con Inail per la verifica delle distanze tra il loro percorso di registrazione delle malattie professionali e MALPROF;
- un ruolo centrale delle UOOML nel perfezionamento dei criteri di nesso tra le patologie diagnosticate dalle strutture sanitarie specialistiche e l’esposizione lavorativa”.
 
Inoltre nel contesto dei piani regionali e nazionali e in linea con quanto previsto dal Piano Regionale della Prevenzione, altri obiettivi specifici di livello regionale sono:
- l’ulteriore riduzione del numero assoluto degli infortuni mortali registrato nel 2010;
- la riduzione del 10% del tasso di incidenza degli infortuni gravi.
 
Questi, in sintesi, gli strumenti con cui realizzare gli obiettivi posti:
- il Sistema Informativo Regionale della Prevenzione (Impres@ e Person@);
- il modello organizzativo: Cabina di regia; laboratori di approfondimento; gruppi di studio; Comitato Regionale di Coordinamento art. 7 DLgs 81/2008.
 
In particolare, in continuità con i laboratori istituiti con il precedente Piano, saranno oggetto di Laboratorio i seguenti temi: agricoltura, costruzioni, rischio chimico, patologie da movimenti ripetuti degli arti superiori, prevenzione dei tumori professionali, ruolo del Servizio di Prevenzione e Protezione nel comparto Sanità, stress lavoro-correlato, trasporti e logistica,  metalmeccanica.
E alcune specifiche tematiche (sperimentazione e valutazione dell’efficacia di modelli di organizzazione e di gestione – SGSL; incidenti stradali e degli infortuni in itinere) diventano oggetto di Gruppi di Studio.
A questi spetterà “realizzare analisi e indagini, condurre sperimentazioni, stendere ipotesi di progetto e di modelli di intervento”.
 
Ricordiamo infine che nel Piano della Regione Lombardia sono anche indicate le forme incentivanti finalizzate al contenimento degli infortuni sul lavoro, specialmente in riferimento alle attività di controllo.
 
L’indice del Piano regionale 2011-2013 per la promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro:
 
1. Premessa
2. Contesto normativo
3. Analisi dei risultati della strategia Regionale 2008-2010
3.1. Gli indicatori di riduzione degli infortuni
Dati regionali e confronti con Italia e Paesi Membri UE
3.2. Il fenomeno delle malattie professionali
3.3. Il profilo quantitativo e qualitativo dei controlli
3.4. Il modello organizzativo
3.5. Criticità
3.6. I finanziamenti regionali erogati alle ASL
4. Le linee direttrici e obiettivi del Piano 2011-2013
4.1. L‟obiettivo strategico di livello regionale
4.2. Gli obiettivi specifici di livello regionale
5. Le modalità d’azione
5.1. La programmazione degli interventi di prevenzione
5.2. L‟efficacia del sistema ispettivo
5.3. Il coordinamento delle attività di controllo
5.4. Formazione alla salute e sicurezza
6. Gli strumenti
6.1. Il sistema informativo regionale della Prevenzione
6.2. Il modello organizzativo
7. Forme incentivanti finalizzate al contenimento degli infortuni sul lavoro 
 
 
Regione Lombardia - Deliberazione n. IX/1821 del 08 giugno 2011 - Piano Regionale 2011-2013 per la promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
 
Tiziano Menduto


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