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Considerazioni sull’efficacia di un’azione di vigilanza coordinata
Roma, 2 Ott – Se in questi ultimi decenni le conseguenze dell’evoluzione tecnologica e normativa hanno portato ad una diminuzione del fenomeno infortunistico, “permangono alcune criticità nella piccola e media impresa (PMI), in particolare per i settori dell’edilizia e dell’agricoltura”. E “alla luce di un’organizzazione del lavoro in continua evoluzione, e tenuto conto di quanto riportato nella l. 215/2021, recante le “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, emerge la necessità di favorire il coordinamento delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza del lavoro”.
A ricordarlo e soffermarsi sul tema della vigilanza coordinata è un contributo presente nel documento, elaborato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail, dal titolo “Report azione centrale sull’attività di vigilanza. Percorso di formazione e monitoraggio sulla sicurezza dei lavoratori in attuazione dell’art. 5 d.lgs. 81/2008”. Il documento, realizzato con il coordinamento scientifico di Giuseppe Campo, fa riferimento all’azione centrale CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) “Percorso di formazione e monitoraggio sulla sicurezza dei lavoratori in attuazione dell’art.5 d.lgs.81/2008”, di cui si presentano metodologie e risultati, con “l’obiettivo di armonizzare le procedure e l’operatività degli enti preposti alle attività di vigilanza”.

Ci soffermiamo, in particolare, sul contributo “L’azione centrale CCM: risultanze e considerazioni per l’efficacia di un’azione di vigilanza coordinata” a cura di G. Campo, D. De Merich e B. Malorgio (Inail, Dimeila).
Nel presentare il contributo e il nuovo documento Inail ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- L’accordo del 27 luglio 2022 e i progetti per una vigilanza coordinata
- I progetti e gli obiettivi per il miglioramento della vigilanza
- L’indice del documento Inail
L’accordo del 27 luglio 2022 e i progetti per una vigilanza coordinata
Il contributo ricorda che è stato sottoscritto l’ accordo tra Governo, Regioni e Province autonome del 27 luglio 2022, recante le “Indicazioni operative per le attività di controllo e vigilanza ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 81/2008, come modificato dal d.l. 146/2021 convertito, con modificazioni, dalla l. 215/2021”; accordo finalizzato al “coordinamento tra i soggetti firmatari, per la programmazione e l’attuazione delle attività di vigilanza”.
In particolare, l’accordo “traccia le linee operative per la costruzione coerente della programmazione dell’attività di controllo, attraverso la definizione di linee strategiche e criteri di coordinamento, declinabili in funzione delle caratteristiche epidemiologiche, socioeconomiche e del tessuto produttivo dei diversi territori”. E le indicazioni operative fornite dall’accordo riguardano “le azioni comuni da sviluppare in ragione di una visione unitaria dell’attività di vigilanza”.
A tal fine – continuano gli autori – “si intende valorizzare e sviluppare la pianificazione, la complementarità e il coordinamento dell’attività ispettiva, rafforzando qualità ed efficienza dei controlli nonché le misure di prevenzione e formazione e, infine, definendo strategie e piani per la vigilanza in settori a priorità di rischio”. E si rafforza la necessità di supportare le azioni di vigilanza coordinata “attivando efficaci reti collaborative tra istituzioni centrali e locali, capaci di innescare flussi informativi condivisi e valorizzando le specifiche esperienze riscontrate in alcuni contesti territoriali”.
A questo proposito l’Azione centrale, del Ministero della salute, citata in apertura di articolo (Percorso di formazione e monitoraggio sulla sicurezza dei lavoratori, in attuazione dell’art. 5 del d.lgs. 81/2008), nasce come “sperimentazione di un’attività ideata inizialmente come progetto ‘pilota’ che possa poi essere messa a sistema per tutto il Paese”. E tale Azione centrale è stata affidata al Dipartimento Dimeila dell’Inail.
Si segnala che l’obiettivo generale del progetto “punta ad armonizzare procedure e operatività dei Servizi di prevenzione delle Asl e dell’Inl (Ispettorato Nazionale del Lavoro), al fine di valorizzare la complementarità degli interventi ispettivi. Lo scopo è quello di fornire indicazioni utili a livello nazionale per un l’attività di sopralluogo coordinata tra le istituzioni competenti, sia per un impiego efficiente delle risorse a disposizione che per l’omogeneità degli interventi di controllo”.
I progetti e gli obiettivi per il miglioramento della vigilanza
Si indica poi che le attività progettuali, terminate a maggio 2025, “sono state sviluppate in linea con i due obiettivi specifici: il primo dedicato al recupero e all’analisi di esperienze e buone pratiche delle attività di vigilanza; il secondo riguardante l’evoluzione del sistema di monitoraggio Pre.Vi.S (Prevenzione, Vigilanza e Soluzioni) basato sui dati derivanti dall’attività di sopralluogo nelle aziende”.
In merito al primo obiettivo specifico, “il Gruppo di lavoro “Trasferimento” costituito da referenti Inail Dimeila e Asl, ha lavorato alla costruzione di un corso finalizzato al trasferimento di strumenti e modelli per gli interventi di vigilanza”. E sono “stati concordati e definiti gli ambiti di intervento su cui sviluppare il programma di trasferimento: il contesto istituzionale della vigilanza, le metodologie e gli strumenti per la progettazione e il monitoraggio delle attività di vigilanza (Infor.Mo, Pre.Vi.S, Malprof, il portale Flussi Informativi e le banche dati Inl, i portali informativi regionali). Sono state, inoltre, individuate alcune esperienze e buone pratiche nelle attività ispettive, finalizzate al supporto di un’azione di vigilanza coordinata”.
Per il secondo obiettivo, lo sviluppo della rete Pre.Vi.S, ha consentito di “rafforzare il monitoraggio e l’approfondimento dei fattori di rischio presenti nei luoghi di lavoro, a seguito delle non conformità individuate durante i sopralluoghi nelle aziende”.
A questo proposito, e in linea con gli obiettivi progettuali, il contributo che stiamo presentando si sofferma sulle varie attività svolte (workshop, realizzazione di una scheda informativa sulla lettura integrata dei dati, convegni) e sui contributi e proposte emerse.
Ad esempio, dal workshop è emersa la “necessità di rafforzare il carattere di omogeneità nella rete dei Servizi di prevenzione delle Asl, grazie all’utilizzo di metodi e strumenti comuni nelle azioni di vigilanza e assistenza sul territorio, l’attivazione di flussi informativi tra gli operatori dei servizi e i diversi attori istituzionali”. E “nell’ambito delle strategie di prevenzione, si sono sviluppate alcune riflessioni sul tema della verifica di efficacia degli interventi di vigilanza e assistenza, basate sull’importanza dell’utilizzo di indicatori di performance, ai fini della valutazione dell’impatto sui livelli di salute e sicurezza sul lavoro nelle imprese”.
Si segnala che è emerso che un indicatore di efficacia a breve termine è rappresentato dalla raccolta delle soluzioni di miglioramento adottate dalle imprese (e rilevate in verifica di ottemperanza rispetto agli interventi prescritti, a seguito del sopralluogo). Tale indicatore, da un lato, rappresenta una misura dei miglioramenti messi in atto dalle imprese stesse, dall’altro consente di strutturare delle banche dati di buone pratiche, al fine di attivare un ritorno informativo a livello nazionale”.
Invitiamo alla lettura del contributo che riporta molti altri dettagli sui vari eventi inerenti ai due obiettivi progettuali, anche con riferimento alle novità del d.lgs. 81/2008 nate dal recepimento degli aggiornamenti introdotti dalla legge n. 215/2021.
L’indice del documento Inail
Riportiamo, in conclusione, l’indice della pubblicazione Inail “Report azione centrale sull’attività di vigilanza. Percorso di formazione e monitoraggio sulla sicurezza dei lavoratori in attuazione dell’art. 5 d.lgs. 81/2008”.
PREMESSA
PARTE I - ASPETTI METODOLOGICI
1. L’Azione centrale CCM: risultanze e considerazioni per l’efficacia di un’azione di vigilanza coordinata
2. Attività di trasferimento
3. Quadro di sintesi dei verbali di prescrizione 2021 - 2022
4. Il modello Pre.Vi.S: focus su un settore economico e considerazioni finali
PARTE II - LE ESPERIENZE TERRITORIALI
5. Percorso di formazione e monitoraggio sulla SSL nel territorio dell’Ats Insubria
6. Esperienza territoriale di coordinamento sull’attività di vigilanza – Ausl Bologna
7. Esperienze di coordinamento nella vigilanza – Ausl Toscana centro
8. Monitoraggio degli interventi di vigilanza e condivisione tra enti di strumenti e modelli di intervento, sistemi di controllo e di valutazione dell’attività – Asl Viterbo
9. Attività di vigilanza e trasferimento di strumenti e modelli per gli interventi – Asl Bari
10. Implementare la qualità della vigilanza e l’efficienza dei controlli ispettivi nei cantieri della ricostruzione post sisma. Il sistema Pre.Vi.S e gli strumenti utili – Ast Macerata
11. Esperienza territoriale nell’attività di vigilanza – Asl Salerno
12. L’utilizzo dei dati per la pianificazione della vigilanza: la prevenzione è come la musica, o la si fa insieme o non la si fa – Uoc SPISAL, Asp Cosenza
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Report azione centrale sull’attività di vigilanza. Percorso di formazione e monitoraggio sulla sicurezza dei lavoratori in attuazione dell’art. 5 d.lgs. 81/2008”, a cura di Giuseppe Campo, Diego De Merich, Daniele De Santis, Alessandro Di Pietro, Enrico Lo Scrudato, Brunella Malorgio, Valentina Meloni, Mauro Pellicci, Giusi Piga, Caterina Tonia Cecchino, Duccio Calderini, Andrea Alberio, Paolo Galli, Daniela Cervino, Donatella Talini, Filippo Ariani, Gianpaolo Romeo, Giovanna Bianco, Rita Leonori, Maria Presto, Margherita Sani, Fulvio Longo, Raffaello Maria Bellino, Graziana Intranuovo, Lucia Isolani, Daniele Apo, Alessia De Simone, Roberta Di Marco, Cristina Lattanzi, Maria Raffaella Cestaro, Giancarmelo Puca, Sergio Di Falco, Gaetano Aloia, Gianluca Tedesco, Maria Teresa Marrapodi, Leonardo Lione, Enzo Orlando, Luigi Fasanella, Adolfo Baratta, Collana Ricerche, edizione 2025 (formato PDF, 5.69 MB).
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