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Banche e rischio rapina: i sindacati lanciano l’allarme

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

16/10/2007

Nei giorni scorsi, nel corso di un convegno, un confronto sul tema. Per il 2007 previsto un aumento delle rapine ai danni degli sportelli bancari italiani.

Banche e rischio rapina: i sindacati lanciano l’allarme

Nei giorni scorsi, nel corso di un convegno, un confronto sul tema. Per il 2007 previsto un aumento delle rapine ai danni degli sportelli bancari italiani.

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Spetta all’Italia il triste primato, tra i Paesi europei, delle rapine in banca. Nel 2006 si sono verificate nel nostro Paese 8,7 rapine ogni 100 sportelli per un totale di 2.774 eventi (+ 1,4% rispetto al 2005), ovvero la metà degli assalti bancari avvenuti in tutta Europa.
A parere dei sindacati Cgil – Cisl – Uil,  organizzatori di un convegno sulla sicurezza in banca svoltosi a Bologna nei giorni scorsi, le previsioni per il 2007 non fanno sperare un miglioramento.
 
Un monitoraggio realizzato in Emilia Romagna nel primo semestre del 2007 evidenzia, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, un aumento del 6,45% delle rapine ai danni degli sportelli bancari ubicati sul territorio regionale (198 casi contro i 186 dei primi sei mesi del 2006). A livello provinciale, solo Bologna e Modena hanno registrato un calo degli episodi.
 
“Il fenomeno delle rapine agli sportelli bancari aumenta anche in questi primi mesi del 2007 come avviene dal 2002 – ha affermato Alessandro Spaggiari della Fiba/Cisl nazionale - con modalità spesso traumatiche che aumentano le preoccupazioni dei lavoratori del credito e delle organizzazioni sindacali. Si registrano numerosi episodi nei quali i delinquenti hanno sequestrato diverse persone, dipendenti e clienti, ed hanno atteso anche più di un’ora prima di fuggire con il denaro, accrescendo, con il dilatarsi dei tempi, i rischi di danni alle persone e lo stress delle vittime. I nostri rilevamenti ci dicono che a giugno 2007 le rapine rilevate, rispetto a giugno 2006, sono oltre il 25% in più. In Europa, viceversa, a fine 2006 il trend era decrescente. Oggi stiamo facendo proposte serie e innovative per un fenomeno grave tutto italiano.”


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Il convegno di Bologna non ha voluto limitarsi alla denuncia, ma ha voluto illustrare le proposte del sindacato per rendere le banche dei luoghi di lavoro più sicuri.
 
Alla tavola rotonda erano presenti tra gli altri il senatore Giuliano Barbolini, presentatore di un apposito disegno di legge, il procuratore di Bologna Enrico Di Nicola, Marco Iaconis per l’ABI, Alessandro Spaggiari per le organizzazioni sindacali.
 
 “Il disegno di legge che ho presentato in Senato – ha detto il senatore Barbolini - è stato frutto anche dalla collaborazione con le organizzazioni sindacali. Nello specifico è previsto la costituzione di osservatori che definiscono il grado di rischiosità degli sportelli bancari e postali, l’individuazione di responsabili aziendali della sicurezza anti-rapina, finanziamenti per l’innovazione delle misure di sicurezza, un aumento delle pene per chi delinque. Una esperienza analoga è già legge in Spagna”.

[Il testo del disegno di legge è consultabile qui.]

 

 
Nell’intervento dell’ABI è stato invece osservato come il fenomeno sia determinato anche da cause esterne alle aziende di credito quali la situazione del sistema giudiziario e la notevole quantità di denaro che circola in Italia.

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Rispondi Autore: Aspp di Istituto di Credito immagine like - likes: 0
16/10/2007 (14:30)
Mi sembra un pessimo disegno di legge che accolla l'onere della prevenzione non alla stato e alle forze dell'ordine, ma a chi ne subisce il danno in primis gli stessi lavoratori. Inoltre viene citato al comma 2 dell'art. 1 un presunto "responsabile della sicurezza sui luoghi di lavoro individuato ai sensi ..626/94" Tale figura non esiste! C'è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, che per inciso nelle banche già da qualche anno valuta anche il rischio rapina, e ci sono i lavori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi etc.
All'art 2 comma 3 si prevede che i sistemi di allarme siano direttamente collegati con le Forze dell'ordine, ma questo, per esperienza di lavoro, non è sempre positivo anzi. All'art.3 comma 1 si dice che nei corsi di formazione per i dipendenti si parlerà del funzionamento dei sistemi di controllo e di allarme e del loro utilizzo in caso di eventi criminosi. Ma gli impianti efficaci devono funzionare in automatico. Qualsiasi impianto che può/deve essere azionato in manuale espone il dipendente ad un maggior rischio. L'art. 4 sull'aumento di pena, si commenta da solo confrontando i tempi di permanenza nelle carceri italiane di chi delinque.

Un ASPP di una Istituto di Credito che ha superato l'indagine efefttuata dalla ASl di Torino per conto del dott. Guariniello.

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