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Imparare dagli errori: cosa succede se la troncatrice è utilizzata male?

Imparare dagli errori: cosa succede se la troncatrice è utilizzata male?
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Industria siderurgica, lavorazione metalli

30/01/2020

Esempi di infortuni in relazione all’utilizzo della troncatrice. Incidenti nella lavorazione del legno con la troncatrice doppia e nella produzione di lastre e pannelli in policarbonato con una sega troncatrice. Gli infortuni e i fattori di rischio.

Imparare dagli errori: cosa succede se la troncatrice è utilizzata male?

Esempi di infortuni in relazione all’utilizzo della troncatrice. Incidenti nella lavorazione del legno con la troncatrice doppia e nella produzione di lastre e pannelli in policarbonato con una sega troncatrice. Gli infortuni e i fattori di rischio.

 

Brescia, 30 Gen – In una precedente puntata della rubrica “Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni professionali, abbiamo mostrato come l’uso delle troncatrici a disco, strumenti progettati per il taglio di materiali di vario genere a seconda del tipo di disco utilizzato, possa esporre i lavoratori al rischio di tagli e abrasioni.

 

Esposizione che può dipendere non solo dall’eventuale assenza di adeguati dispositivi di protezione nella macchina, ma anche, come evidenziato nei casi di infortunio trattati, dal suo non corretto utilizzo.

 

Le dinamiche infortunistiche presentate sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.

 

Ci soffermiamo in particolare su:

  • Gli incidenti correlati al non corretto uso della troncatrice
  • I fattori di rischio nelle troncatrici portatili a disco

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Gli incidenti correlati al non corretto uso della troncatrice

Nel primo caso l’infortunio riguarda l’uso di una macchina per la lavorazione del legno denominata troncatrice doppia per il taglio a V di cornici.

Il lavoro consiste nel realizzare pezzi di lunghezza 70 millimetri ricavandoli da elementi lunghi circa 2 metri che vengono accompagnati manualmente verso la zona di lavoro.

Un lavoratore mentre avvicina l’ultimo pezzo (di piccole dimensioni) di una cornice, tale pezzo si impunta facendogli sbattere il dito indice sul disco della sega di destra in rotazione (nella posizione di fermo superiore) e provocando un’amputazione dell'indice destro.

La macchina è dotata di protezione (carter), che non costituisce una protezione completa per esigenze di lavorazione, pertanto la lavorazione deve essere effettuata facendo uso di idonee attrezzature quali portapezzi, spingitoi e simili.

 

Questo il fattore causale rilevato:

  • l’infortunato avvicina i piccoli pezzi agli organi lavoratori senza l'ausilio di spingitoio.

 

Nel secondo caso l’infortunio riguarda l’uso di una sega circolare – troncatrice all’interno di un capannone (sorta di “magazzino centrale”) di una ditta che effettua produzione di lastre e pannelli in policarbonato.

In vicinanza della zona adibita al montaggio dei “banchi prova” per lastre e pannelli vi sono due macchine per taglio di componenti metallici: una sega a nastro e una sega circolare - troncatrice.

Un lavoratore si occupa della predisposizione dei “banchi prova”: si tratta di montare dei pannelli o lastre in plastica (poliuretano) su un telaio metallico. Il telaio “viene poi fissato su una postazione di prova verticale sul cui retro sono presenti degli aspiratori che simulano l’azione del vento. In tal modo si può testare il comportamento, la flessione e la resistenza dei pannelli o delle lastre da controllare”.

In questo caso il telaio è di grandi dimensioni e su questo devono essere assemblati i pannelli con incastro maschio-femmina. Poiché per effetto del loro peso i pannelli si incurvano e ciò rende difficoltoso l’assemblaggio, è necessario sostenerli con elementi appoggiati a terra dello spessore di circa 15 cm. Per fare ciò il lavoratore dispone di pezzi di polistirolo di cm 10 x 10 - lunghi circa 1 metro e decide di utilizzare una sega troncatrice per tagliare degli spezzoni di misura 10 x 10 x 15 cm.

La macchina “è costituita da una base metallica su cui si posiziona il pezzo da tagliare e da una parte mobile sovrastante che supporta la lama di taglio che ha un diametro di 30 cm. Per effettuare il taglio è sufficiente impugnare la leva di comando sulla cui parte sinistra è montato un interruttore “a uomo presente” e, dopo aver azionato una levetta di sicurezza posta sulla destra dell’asta, abbassare la leva a cui è collegata la parte mobile che supporta la lama. Durante la discesa, tramite opportuni leveraggi, il riparo a mezzaluna posto frontalmente alla lama rientra nel carter fisso superiore, liberando così la lama per il taglio del pezzo. Completato il taglio la parte mobile si risolleva ed il riparo torna in posizione adeguata a proteggere la lama”.

Provando a simulare il taglio di un pezzo di polistirolo di sezione 10x10 cm “si rileva che le dimensioni del pezzo non consentono il libero spostamento del riparo mobile il quale, all’inizio del movimento di abbassamento della lama, già tocca il pezzo. Tuttavia, muovendo un po’ il pezzo per spostare indietro il riparo o arretrando manualmente la protezione di circa 5 cm (a macchina ferma) si può procedere al taglio”.

Riguardo all’infortunio - essendosi verificata la “situazione sopradescritta” – il lavoratore dichiara che “girando un po’ il polistirolo… schiacciando un poco la leva … forzando un po’…” riesce a collocare e a tagliare il pezzo desiderato.

Dopo il taglio di tre pezzi, mentre sposta il polistirolo sotto la lama per tagliare il quarto pezzo, si accorge che gli mancano alcune dita della mano sinistra e perde sangue. A quel punto chiede aiuto ed accorrono alcune persone in suo soccorso.

Dalle indagini svolte “è emerso che l’infortunato, lavoratore irregolare di una ditta che svolgeva la lavorazione in appalto, non ha mai seguito corsi di formazione in materia di sicurezza”.

 

Oltre alla carenza di formazione la scheda segnala, riguardo al fattore causale dell’infortunio, che “l'infortunato non utilizzava l'attrezzatura in modo corretto”.

 

I fattori di rischio nelle troncatrici portatili a disco

In relazione all’ uso della troncatrice riportiamo alcune indicazioni sui rischi per gli operatori tratti dal manuale “ Le macchine in edilizia. Caratteristiche e uso in sicurezza”, un documento realizzato alcuni anni fa attraverso la collaborazione tra INAIL Piemonte e CPT Torino.

 

Nella “Scheda 19 – Troncatrice portatile a disco”, che riguarda in particolare le troncatrici a disco portatili con motore a scoppio, sono presentati diversi fattori di rischio e indicazioni per la protezione.

 

Sicuramente il principale rischio nell’uso della troncatrice portatile a disco a combustione interna è correlato alle punture, tagli e abrasioni.

 

Il rischio è dovuto “alla presenza del disco da taglio, in particolare di quello a settori (diamantato) che ruota a velocità molto elevata; nel caso di disco a corona continua il contatto accidentale e istantaneo non costituisce un rischio rilevante come per i dischi a settori”. Inoltre il rischio può “anche essere determinato dalla proiezione di eventuali frammenti dell’utensile danneggiato o del materiale tagliato”.

E per la prevenzione di questo rischio “occorre lavorare sempre in posizione stabile mantenendo una postura eretta, impugnare saldamente la macchina, mantenere sempre gli arti inferiori a distanza di sicurezza dal disco in movimento. Inoltre è fondamentale verificare la presenza e l’efficienza del carter di protezione del disco e orientarlo correttamente, in base alla posizione dell’operatore: il flusso dei detriti di taglio provenienti dal disco in rotazione deve essere convogliato/indirizzato lontano dall’operatore”. È poi necessario “regolare il minimo del motore in modo che il disco da taglio non si muova” e l’operatore “deve fare uso di DPI, come ad esempio visiere e indumenti protettivi”.

 

Un altro rischio è dato poi dagli scivolamenti e cadute a livello.

 

Riguardo alle attività in edilizia si indica che gli scivolamenti e le cadute a livello “possono essere determinati dalla presenza di macerie delle opere demolite, dal tubo di collegamento dell’acqua e dal ristagno di acqua utilizzata dalla troncatrice. Occorre tenere l’area di lavoro costantemente sgombra da materiali di risulta, collocare il tubo dell’acqua in modo da non intralciare i movimenti e far defluire lontano l’acqua utilizzata per il taglio”.

 

Segnaliamo, in conclusione, che la scheda si sofferma su diversi altri rischi dipendenti dall’utilizzo delle troncatrici portatili (elettrici, gas di scarico, calore e fiamme, agenti chimici, rumore, vibrazioni).

Riguardo poi alla prevenzione con le troncatrici usate nella lavorazione del legno, rimandiamo, inoltre, alla lettura dell’articolo “ Lavorazione del legno: la sicurezza nell’uso della troncatrice”.

 

    

Tiziano Menduto

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 8050 e 2494 (archivio incidenti 2002/2015).


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