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La cura delle mani e le malattie professionali

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Industria chimica, farmaceutica

10/06/2010

Per la prevenzione delle dermatosi professionali alle mani: i meccanismi che portano a irritazioni e allergie, le irritazioni cumulative nelle diverse professioni e alcune semplici misure preventive.

La cura delle mani e le malattie professionali

Per la prevenzione delle dermatosi professionali alle mani: i meccanismi che portano a irritazioni e allergie, le irritazioni cumulative nelle diverse professioni e alcune semplici misure preventive.

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Le mani sono strumenti preziosi sia per la vita privata di ciascuno di noi che per la vita lavorativa.
Sfortunatamente sono anche la parte del nostro corpo più esposta e nei luoghi di lavoro sono frequenti non solo le lesioni alle mani, ma anche diverse patologie cutanee.
Per prevenire e limitare la diffusione di queste patologie in Svizzera viene portata avanti da alcuni anni una specifica campagna di prevenzione delle dermatosi professionali, ideata dal dott. Daniel Perrenoud, dermatologo specialista delle malattie della pelle legate al lavoro, e dal designer Thierry Gogniat.





Con il materiale informativo è stato creato un sito pedagogico e pratico per la prevenzione delle dermatosi professionali (“2mani”), con il sostegno del Dipartimento di Medicina del lavoro di Suva, istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni.
Sul sito è disponibile un corso on line che è scaricabile anche in versione PDF, ma solo da scuole, organizzazioni professionali e incaricati della sicurezza in Svizzera.

Il sito affronta due argomenti: le mani e i guanti.
Affrontiamo e presentiamo il primo, rimandando ad un prossimo articolo le indicazioni e i suggerimenti riguardo all’uso di guanti protettivi.

Il corso ricorda che la pelle è un tessuto che vive.
È un tessuto che “si rinnova costantemente per mantenere in buono stato la sua superficie, la barriera di protezione. Questo strato protettore è molto fine (1 centesimo di millimetro) e si rinnova completamente in 3 e 4 settimane”.
In particolare la “vita quotidiana e le sollecitazioni dovute al lavoro danneggiano la barriera di protezione naturale, soprattutto alle mani”. E se le aggressioni sono troppo forti e reiterate la pelle non può più rigenerarsi correttamente e diventa permeabile.
In questo caso anche le “sostanze normalmente ben tollerate penetrano nella pelle e creano un'irritazione” cutanea: la pelle “diventa rossa, secca e a volte screpolata”.
Ma non basta. L’eventuale irritazione facilita anche le reazioni allergiche.
Infatti “quando la pelle è irritata, le sostanze allergizzanti possono raggiungere la parte più profonda della pelle” e provocare un’allergia: una reazione che “è una risposta attiva dell'organismo che fa appello alle difese immunitarie del corpo”.
Nel corso sono presenti diverse immagini, che vi invitiamo a visionare , relative ad allergie professionali (ad esempio allergie alle tinture per i capelli o al cemento).

Il corso si sofferma poi sulle difese immunitarie e sui meccanismi delle allergie da contatto.
Ricordiamo a questo proposito che un eczema allergico “può apparire in qualsiasi momento della vita professionale, che sia durante i primi mesi di apprendistato o dopo numerosi anni di pratica”.
Benché poi “irritazione e allergia siano spesso associate, si tratta tuttavia di fenomeni ben differenti”.
Infatti l' irritazione è in “linea di massima reversibile, mentre l'allergia (che fa capo alla memoria immunitaria) è irreversibile”. Ecco perché “quando si sviluppa un' allergia da contatto, un cambiamento di professione è spesso necessario” ed è dunque fondamentale prevenire, “per mezzo di cure e di una protezione adeguata”, lo sviluppo di un'allergia.
Due in particolare sono i tipi principali d'irritazione:
- l'irritazione acuta: “apparizione rapida di un arrossamento doloroso, che si attenua progressivamente se il danno non è troppo severo. Questa situazione corrisponde a un'irritazione acuta”;
- l’irritazione cumulativa: spesso “la vita professionale espone le mani a molteplici aggressioni poco severe, ma ripetute durante la giornata” (ad esempio prodotti di pulizia, oli industriali, terra, cemento,…).  Se “l'intervallo tra le aggressioni è breve, i loro effetti si addizionano sino a provocare dei sintomi d' irritazione come quelli dell'irritazione acuta, anche se si tende a sottostimarli”.

Ricordando che ogni professione espone le mani a situazioni d'irritazione differenti il corso riporta l’esempio di irritazioni cumulative in diverse professioni:
- parrucchieri e pettinatrici: “nel campo dei mestieri di parrucchiere e pettinatrice, il contatto ripetuto con shampoo e prodotti capillari, associato al lavaggio frequente delle mani, è la fonte principale d'irritazione” (ma anche colorazioni e decolorazioni, permanenti, …);
- muratori e manovali: il “cemento è un irritante a vari titoli: è essicante, abrasivo e alcalino” (alcalinità del cemento, mani bagnate, contatto con terra e con materie abrasive, esposizione a freddo e umidità, pulizia di utensili, …);
- meccanici di macchine: è il “contatto costante con le emulsioni per il taglio che costituisce l'irritazione cumulativa” (contatto con emulsione per tagliare, pulizia ad aria compressa, trucioli metallici, pulizia e sgrassamento di pezzi, …);
- garagisti e carrozzieri: “è il contatto con una grande varietà di sostanza (spesso derivate dal petrolio) che rovina le mani” (pulizia con solventi, contatto con lubrificanti usati e residui stradali, fluido dei motori, liquidi dei freni, pulizia di carrozzeria, vetri e motori, lavaggio di mani con solventi e sapone di sabbia, …);
- imbianchini e stuccatori/gessaioli: “la pulizia ripetuta delle mani con solventi destinati a diluire la pittura e a pulire gli attrezzi può, da sola, danneggiare la pelle” (contatto con decapanti e solventi, gesso, colle, resine, vernici e pitture, polvere dell’edilizia, pulizia superfici, lavaggio delle mani, …);
- panettieri e pasticcieri: “è essenzialmente la farina la causa di problemi, mediante il suo effetto essicante. La pulizia frequente delle mani e delle superfici di lavoro, la manipolazione di utensili che scottano, contribuiscono a indebolire la pelle” (farine, contatto con materie che scottano, ambienti caldi, lavaggio delle mani, …);
- agricoltura e altri mestieri della terra: “nei mestieri della terra - agricoltori, orticoltori, giardinieri-paesaggisti, viticoltori, fioristi ecc. - il contatto con la terra e l'acqua è permanente. In queste professioni, le callosità sono frequenti e le screpolature appaiono molto facilmente quando fa freddo” (contatto con terra, esposizione al freddo, olii e grassi dei macchinari, linfa delle piante, umidità, pulizia utensili di latteria, …);
- marmisti, tagliatori di pietra: “la pelle viene aggredita dall'umidità costante (liquidi per tagliare e raffreddare), raspata dalle superfici rugose e lacerata dalle schegge e dagli spigoli taglienti delle pietre” (schegge di pietra, spigoli taglienti, abrasione della pietra, liquido impregnante, acqua per raffreddare, …).

Infine alcune brevi note di prevenzione: 
- “leggere e rispettare le istruzioni d'uso. Si devono conoscere i rischi per la nostra salute dei prodotti che utilizziamo;
- non toccare le sostanze tossiche e allergizzanti direttamente a mani nude;
- portare dei guanti adatti”;  
- evitare di sporcare le mani;
- pulire le mani senza prodotti aggressivi;
- risciacquare le mani e asciugarle con cura;
- utilizzare regolarmente una crema per le mani (“l'applicazione regolare di una crema per le mani facilita la riparazione della pelle irritata. La crema aumenta la resistenza naturale della pelle idratandola e lubrificandola”).
 

Sito 2mani, sito pedagogico e pratico per la prevenzione delle dermatosi professionali


Tiziano Menduto
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: fantasia francesca immagine like - likes: 0
13/12/2012 (10:02:35)
ho le mani gonfie e mi fanno male sono viola come devo fare?

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