COVID-19 e obbligo formazione lavoratori

Ho appena ricevuto una sanzione da parte dello SPRESAL per mancata formazione ai lavoratori art.278

Categoria: Valutazione dei rischi. Aperta il 26/08/2020 da Marco Adinolfi. Messaggi postati: 4.

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Proprio questa mattina, mi sono imbattuto in una visita dello SPRESAL per una struttura residenziale per malati psichiatrici convenzionata con l'ASP di riferimento nella quale svolgo da anni il ruolo di RSPP.
I funzionari dello SPRESAL mi contestano la mancata formazione dei lavoratori in merito al rischio COVID-19 ai sensi di quanto stabilito dall'art.278 del d.lgs 81/08 e s.m.i.
Premesso che mi trovo in disaccordo con quanto evidenziato dai funzionari dello SPRESAL, in quanto ritengo che il rischio COVID-19 vista la sua natura pandemica non possa essere valutato dal D.L. (se non per le strutture preposte alla gestione dell'emergenza), nello svolgimento della mia mansione mi sono "limitato" a:
individuare e formare un referente interno alla struttura (direttore sanitario)
predisporre una procedura interna di sicurezza inviata a tutti i lavoratori
rimanere costantemente in contatto con i lavoratori (durante il periodo di lockdown)
fornire con estrema regolarità DPI ed interventi di sanificazione straordinari effettuati da ditte specializzate.
Alla luce di quanto sopra descritto, Vi chiedo cortesemente delucidazioni in merito e nello specifico se sussiste in capo al D.L. l'obbligo di formazione per il rischio COVID-19 oppure se è puro e semplice terrorismo amministrativo ed eventualmente qualche riferimento normativo a supporto. Grazie anticipatamente.

Postato il 26/08/2020 alle 14:32

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OGGI PIU' SICURO DI IERI E MENO DI DOMANI

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In risposta al messaggio di Marco Adinolfi:
Proprio questa mattina, mi sono imbattuto in una visita dello SPRESAL per una struttura residenziale per malati psichiatrici convenzionata con l'ASP di riferimento nella quale svolgo da anni il ruolo di RSPP.
I funzionari dello SPRESAL mi contestano la mancata formazione dei lavoratori in merito al rischio COVID-19 ai sensi di quanto stabilito dall'art.278 del d.lgs 81/08 e s.m.i.
Premesso che mi trovo in disaccordo con quanto evidenziato dai funzionari dello SPRESAL, in quanto ritengo che il rischio COVID-19 vista la sua natura pandemica non possa essere valutato dal D.L. (se non per le strutture preposte alla gestione dell'emergenza), nello svolgimento della mia mansione mi sono "limitato" a:
individuare e formare un referente interno alla struttura (direttore sanitario)
predisporre una procedura interna di sicurezza inviata a tutti i lavoratori
rimanere costantemente in contatto con i lavoratori (durante il periodo di lockdown)
fornire con estrema regolarità DPI ed interventi di sanificazione straordinari effettuati da ditte specializzate.
Alla luce di quanto sopra descritto, Vi chiedo cortesemente delucidazioni in merito e nello specifico se sussiste in capo al D.L. l'obbligo di formazione per il rischio COVID-19 oppure se è puro e semplice terrorismo amministrativo ed eventualmente qualche riferimento normativo a supporto. Grazie anticipatamente.
Trovo strano che Le sia stata contestata, come RSPP, la mancata formazione. Non ricordo un solo articolo dell'81 che preveda sanzioni per il RSPP. Lo stesso articolo 278 cita il datore di lavoro, non l'RSPP. Venendo alla sostanza del discorso io credo che, anche senza attribuire al datore di lavoro l'obbligo della valutazione sul rischio COVID, certamente vi siano obblighi di informazione e formazione relativamente alle misure identificate come necessarie( e perchè non di addestramento visto che i DPI di protezione delle vie respiratorie sono di III categoria?) che nascono in maniera diretta dagli articoli 36 e 37 dell'81.
Se poi si considera il fatto che si parla di una struttura di accoglienza per malati siamo ai limiti delle attività sanitarie, esplicitamente citate come attività a rischio biologico nell'allegato XLIV, e comunque in situazioni di rischio particolare per gli operatori.
Solo una curiosità: se non lo ritiene un rischio da valutare perchè ha predisposto procedure, informazione, organigramma, interventi vari?

Postato il 26/08/2020 alle 15:20

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In risposta al messaggio di CARLO TIMILLERO:
Trovo strano che Le sia stata contestata, come RSPP, la mancata formazione. Non ricordo un solo articolo dell'81 che preveda sanzioni per il RSPP. Lo stesso articolo 278 cita il datore di lavoro, non l'RSPP. Venendo alla sostanza del discorso io credo che, anche senza attribuire al datore di lavoro l'obbligo della valutazione sul rischio COVID, certamente vi siano obblighi di informazione e formazione relativamente alle misure identificate come necessarie( e perchè non di addestramento visto che i DPI di protezione delle vie respiratorie sono di III categoria?) che nascono in maniera diretta dagli articoli 36 e 37 dell'81.
Se poi si considera il fatto che si parla di una struttura di accoglienza per malati siamo ai limiti delle attività sanitarie, esplicitamente citate come attività a rischio biologico nell'allegato XLIV, e comunque in situazioni di rischio particolare per gli operatori.
Solo una curiosità: se non lo ritiene un rischio da valutare perchè ha predisposto procedure, informazione, organigramma, interventi vari?
Chiedo venia, in effetti preso dalla fretta e dal nervosismo mi sono espresso come un libro chiuso.
Come da Lei correttamente evidenziato la sanzione è relativa al Datore di Lavoro in quanto l'obbligo di formazione è del D.L.
Vista la tipologia di attività ospitata il rischio biologico è stato già adeguatamente valutato con la compartecipazione di tutti gli attori del processo.
Il nocciolo della questione è che, a detta dei funzionari dello SPRESAL, per effetto dell'emergenza derivante dal rischio COVID-19 il D.L. avrebbe dovuto provvedere ad un aggiornamento della valutazione del rischio biologico e/o del DVR e ad una conseguente attività di formazione specifica dei lavoratori.
Su questo punto, personalmente, mi trovo in disaccordo in quanto le "normali" misure di gestione del rischio biologico in uso in azienda sono già sufficienti a garantire un adeguato grado di protezione/prevenzione.
La tutela della salute dei lavoratori è stata garantita con la puntuale applicazione di tutte le linee guida ministeriali che sono state adeguatamente diffuse a mezzo email ed opuscoli a tutto il personale ad anche ai pazienti della struttura.
Insomma, atteso che il rischio biologico esiste ed è valutato (benchè non specificatamente riferito al COVID-19), è obbligatorio effettuare una formazione specifica ai lavoratori sul rischio COVID-19?
Io personalmente sono nel pallone più totale.

Postato il 26/08/2020 alle 17:03

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CARLO TIMILLERO (CARTIM)
OGGI PIU' SICURO DI IERI E MENO DI DOMANI

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Temo che la rincorsa della forma renda inutile la sostanza. La capisco perfettamente. Per evitare questo tipo di problemi, e rinforzare un approccio sostanziale ho suggerito alle mie azienda di registrare nel DVR, nella sezione CAMBIAMENTO mutuata dalla 45001, che il rischio COVID è stato valutato e viene gestito, partendo dalle indicazioni dell'autorità, sulla base di un protocollo aziendale distribuito e condiviso con i lavoratori.
A mio parere non c'è un automatismo che generi automaticamente nuove esigenza formative in caso di aggiornamenti della valutazione di rischio. Se la formazione in ambito rischio biologico è stata fatta in passato, e consente al lavoratore di operare in sicurezza anche con il COVID, non vedo motivi perchè debba essere aggiornata.Ha provato a far valere la formazione pregressa? Buon lavoro

Postato il 26/08/2020 alle 17:37


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