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Come tutelarsi dai furti di materiale dalle auto
Le cronache hanno recentemente dato notizia dell’arresto di quattro individui, che sono accusati di avere svaligiato numerose autovetture, parcheggiate nelle aree di servizio, neutralizzando l’impianto antintrusione delle autovetture stesse. Ecco come veniamo attaccati e come possiamo difenderci.
Tutti i telecomandi delle moderne autovetture funzionano su frequenze standardizzate, autorizzate dall’unione europea. Quando si scende dalla vettura e si attiva il telecomando, si invia un segnale radio codificato, che viene ricevuto dal ricevitore, posto all’interno della vettura, attivando l’impianto antintrusione e bloccando le portiere.
![]() | Approfondimento della normativa ISO 11064 e altre norme per la progettazione delle sale di controllo, a cura di di Adalberto Biasiotti. |
I malviventi potevano neutralizzare il dispositivo, utilizzando un jammer, vale a dire un trasmettitore radio, che opera sulla frequenza del telecomando, in grado di disturbare la trasmissione tra il trasmettitore, in mano al proprietario della vettura, ed il ricevitore, a bordo dell’autovettura, impedendo l’attivazione del circuito antintrusione.
Questo è il motivo per cui tutte le moderne vetture dispongono di dispositivi e segnalazioni, che permettono al proprietario della vettura di verificare se l’impianto si è effettivamente attivato. In alcuni casi i fari lampeggiano, in altri casi lampeggiano gli indicatori di direzione, in altri casi gli specchietti retrovisori vanno in posizione di riposo e via dicendo. L’attacco con il jammer è possibile perché molto spesso, per varie ragioni, il proprietario dell’autovettura si ricorda di premere il pulsante di attivazione dell’impianto, ma non verifica se i segnali acustici od ottici, che confermano attivazione dell’impianto, siano stati effettivamente attivati. Ecco il motivo per cui, quando attiviamo l’impianto antintrusione dell’autovettura, dobbiamo sempre osservare l’attivazione dei segnali di conferma che, come accennato, possono essere meccanici, ottici, acustici e simili.
A questo punto, il lettore potrebbe chiedersi se potrebbe essere possibile, per un malvivente, utilizzare un ricevitore radio sulla frequenza del telecomando, che è standardizzata per tutta l’Europa, catturando così la specifica codifica del segnale trasmesso, per poterlo poi duplicare.
Con telecomandi di vecchio tipo questa tecnica di attacco era possibile, ma oggi questa non è più utilizzabile, perché i telecomandi utilizzano il cosiddetto “rolling code”. Ciò significa che il codice del segnale di attivazione o disattivazione dell’impianto è sempre diverso e quindi, se anche si catturasse il segnale di codifica di attivazione, a nulla servirebbe, perché il segnale codificato di disattivazione sarebbe diverso.
Ecco quindi come è possibile proteggersi da questa tipologia di attacco, prestando un poco di attenzione alla risposta che l’autovettura dà, quando l’impianto viene attivato.
Adalberto Biasiotti
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