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Coordinatori e organi di vigilanza: la proposta di una carta dei doveri
Pubblichiamo oggi la terza e ultima parte del contributo di Fabrizio Lovato, Presidente nazionale di Federcoordinatori, che conclude l'analisi dell'indagine sul rapporto tra coordinatori per la sicurezza e organi di vigilanza nei cantieri.
Nei due articoli precedenti sono emerse diverse criticità: i dati dell’indagine presentata hanno rivelato un clima spesso segnato da tensioni, dove oltre il 48% dei professionisti descrive esperienze segnata da tensione, rigidità o disagio.
Per non limitarsi alla sola analisi del malessere, Lovato propone ora una soluzione concreta: la “Carta dei Doveri nel rispetto dei ruoli”, uno strumento che non introduce nuovi obblighi di legge, ma mira a rendere più efficace e produttivo l’incontro tra chi coordina e chi controlla.
Ascoltare entrambe le voci per costruire sicurezza – terza parte
La Carta dei Doveri nel rispetto dei ruoli
Nelle due parti precedenti di questo contributo ho provato a costruire un percorso chiaro:
- prima, spiegando perché è nata l’indagine sul rapporto tra coordinatori della sicurezza e organi di vigilanza e con quale spirito andava letta;
- poi, entrando nei dati, che hanno descritto un clima fatto di tensione, esposizione professionale e difficoltà relazionali diffuse;
- infine, analizzando le risposte aperte, da cui è emerso con forza che non viene chiesta indulgenza, ma rigore tecnico, chiarezza e rispetto dei ruoli.
A quel punto la domanda è diventata inevitabile: se questo è il quadro delle criticità e delle aspettative, come possiamo trasformarlo in prassi quotidiana?
È da qui che prende avvio questa ultima parte dell’articolo.
I dati non chiedono di essere difesi o contestati. Chiedono di essere assunti.
Quando una maggioranza significativa di coordinatori descrive lo stesso disagio, le stesse criticità e le stesse richieste di chiarezza, non siamo più di fronte ad esperienze individuali o episodiche, ma ad una criticità sistemica.
Continuare a limitarci alla constatazione significherebbe accettare che questo disagio faccia parte “normalmente” del lavoro in cantiere. Ma se l’obiettivo comune è la sicurezza reale, allora anche la qualità delle relazioni professionali diventa una responsabilità condivisa.
Per questo motivo, l’analisi non può chiudersi senza una proposta.
Una proposta che non sostituisce la norma, non attenua il controllo e non ridistribuisce responsabilità, ma prova a chiarire come i ruoli possano esercitarsi nel rispetto reciproco.
Da qui nasce la Carta dei Doveri nel rispetto dei ruoli.
Perché una Carta dei Doveri
Questa Carta non nasce da un’esigenza teorica né da un intento conciliatorio. Nasce direttamente da quanto emerso dall’indagine: dalle esperienze raccontate, dalle criticità ricorrenti, dalle aspettative espresse in modo chiaro e ripetuto.
Non introduce nuovi obblighi normativi. Non limita le prerogative dell’organo di vigilanza. Non riduce le responsabilità del coordinatore.
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Il suo obiettivo è un altro: rendere più leggibile, più prevedibile e più professionale il momento dell’incontro tra ruoli diversi che operano per lo stesso fine.
Carta dei Doveri nel rispetto dei ruoli
Principi comuni
(validi per entrambe le figure)
- Il fine comune è la tutela della salute e della sicurezza, non il conflitto tra ruoli.
- Ogni cantiere è un contesto specifico: osservare, ascoltare e comprendere precede il giudizio.
- Il rispetto reciproco è condizione minima di ogni confronto professionale.
- La sanzione, quando prevista dalla legge, è un atto dovuto, ma deve essere motivata con trasparenza tecnica.
- La comunicazione deve essere chiara, comprensibile e orientata alla soluzione dei problemi, non alla contrapposizione.
Doveri del Coordinatore per la Sicurezza
- Presentare in modo chiaro l’organizzazione del cantiere e le scelte tecniche adottate.
- Mantenere la documentazione essenziale ordinata, coerente e immediatamente disponibile.
- Rispondere alle richieste degli organi di vigilanza con precisione, evitando atteggiamenti difensivi o elusivi.
- Accettare il rilievo o la sanzione come parte del processo di controllo, distinguendo sempre la persona dal ruolo.
- Considerare il sopralluogo come un momento di verifica e di possibile miglioramento del sistema di sicurezza.
Doveri del Tecnico o Ispettore dell’Organo di Vigilanza
- Accedere al cantiere con un approccio tecnico, fermo ma non intimidatorio.
- Ascoltare il coordinatore e valutare il contesto operativo prima di formulare rilievi.
- Motivare ogni rilievo con un chiaro riferimento letterale alla norma applicabile.
- Applicare la norma con coerenza, proporzionalità e buon senso tecnico.
- Mantenere autorevolezza nel ruolo, ma relazione paritaria nei modi e nel confronto.
La Carta non è un manifesto, è uno strumento e non pretende di risolvere tutte le criticità emerse.
Non elimina il conflitto quando il conflitto è inevitabile e non garantisce uniformità assoluta in un sistema complesso.
Ma rappresenta un punto di appoggio: un riferimento condivisibile per migliorare la qualità del confronto, un tentativo concreto di trasformare un disagio diffuso in responsabilità professionale.
La domanda finale, a questo punto, non riguarda la Carta in sé. Riguarda noi coordinatori.
Siamo pronti a rendere questi principi una prassi quotidiana? Siamo pronti a portarli dentro il nostro modo di lavorare, nei documenti che scriviamo e nelle relazioni che costruiamo?
Gli strumenti per farlo esistono e sono codificati direttamente dalla norma. Ma perché abbiano valore reale, non possono restare un’iniziativa individuale.
Per questo la proposta della Carta dei Doveri nel rispetto dei ruoli, insieme agli strumenti operativi che la accompagnano, sarà portata come contributo di discussione e di indirizzo al prossimo Congresso di Federcoordinatori del 20 febbraio prossimo.
Perché il passo successivo, se deve incidere davvero, non può che essere collettivo, consapevole e dichiarato.
Fabrizio Lovato
Presidente Nazionale Federcoordinatori
Scarica il documento citato nell'articolo:
Federcoordinatori - Carta dei Doveri nel rispetto dei ruoli - 2026.
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Pubblica un commento
| Rispondi Autore: ingneri83 | 28/01/2026 (07:53:48) |
| I 15 punti sopra riportati sono certamente un ottimo "canovaccio" per costruire dei processi di progettazione/verifica della sicurezza che abbiano il fine di salvaguardare la salute e la sicurezza di chi opera in cantiere. Come ben descritto, è necessario lo sforzo e l'impegno di tutti gli attori coinvolti. | |
