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: Morti per amianto alla Olivetti di Ivrea
La Corte d'Appello ribalta la decisione di primo grado ed assolve tutti gli imputati
È con grande sconcerto che abbiamo appreso ieri della decisione della Corte d’Appello di Torino che inopinatamente ha ribaltato la sentenza del Tribunale di Ivrea - ha commentato il Presidente nazionale ANMIL, Franco Bettoni - pervenendo all’assoluzione di tutti gli imputati per le morti da amianto all’Olivetti di Ivrea. Ricordiamo infatti che il processo era stato incardinato avanti al Tribunale di Ivrea contro i vertici societari della Olivetti per l’esposizione all’amianto dei lavoratori degli stabilimenti del comprensorio di Ivrea, causando la morte di ben 12 di loro e lesioni personali gravissime ad altri due.
Il 18 luglio 2016 il Tribunale di Ivrea, a conclusione del dibattimento, aveva pronunciato sentenza di condanna di tutti gli imputati – con l’esclusione del solo Roberto Colaninno – a pene varianti fra 1 e 5 anni e due mesi di reclusione.
Gli imputati erano stati altresì condannati, in solido con la responsabile civile Telecom Italia, a risarcire i danni subiti dalle parti civili compresa ANMIL, assistita dagli Avv.ti Cesare Bulgheroni, Alessandra Guarini e Massimiliano Gabrielli, riconosciuta e ricompresa tra le parti danneggiate per i reati ascritti agli imputati, con conseguente refusione delle spese di costituzione ed assistenza.
Attualmente non possiamo far altro che attendere il deposito della motivazione della sentenza di appello, -continua Bettoni - che dovrà avvenire entro 90 giorni e dunque entro il 16 luglio p.v., per poter comprendere su quali basi la Corte d’appello sia giunta a questa decisione; pur tuttavia, è dato presumere che la Corte non abbia fatto altro che allinearsi ad una giurisprudenza, attualmente prevalente, che ritiene di fatto scientificamente non provabile il nesso di causalità tra esposizione all’amianto in ambito lavorativo ed insorgenza della malattia.
Appena sarà disponibile la motivazione della sentenza, l’ANMIL valuterà con i propri legali se impugnare o meno la sentenza, con autonomo ricorso rispetto a quello già preannunciato dalla Procura Generale di Torino.
Fonte: ANMIL
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