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 30/10/2019: Lettera del Presidente CIIP sulla Prevenzione in Lombardia

La preoccupazione per l'incremento nel numero di infortuni sul lavoro, anche mortali e alcune concrete proposte per una maggiore prevenzione.

Il Presidente CIIP Susanna Cantoni ha scritto all'Assessorato al Welfare della Regione Lombardia una lettera che esprime la preoccupazione dei Professionisti della Prevenzione delle Associazioni aderenti alla Consulta per l'incremento nel numero di infortuni sul lavoro, anche mortali e formula alcune concrete proposte per una maggiore prevenzione.

 

Nella lettera vengono richiamati fatti certamente noti ma che devono essere oggetto di riflessione e soprattutto di interventi decisi da parte delle autorità amministrative regionali.

 

Lettera a Regione Lombardia[Susanna Cantoni]

 

Fonte: CIIP


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Rispondi Autore: Andrea Bordiga - likes: 0
05/11/2019 (12:51:52)
Lettera Buona e giusta. Una sola osservazione per la redazione. Lettera 'della'Presidente..
Rispondi Autore: Luca Voch - likes: 0
31/10/2019 (12:51:07)
Credo non ci sia molto da dire. Concordo col contenuto della comunicazione. La mia sensazione (eufemismo) è che oggi le ATS sono in forte difficoltà causa una carenza di organico ma anche per via di una burocrazia che tende a far operare i tecnici sempre più in ufficio e meno nei luoghi di lavoro.
Gli RLS seri, coloro che grazie alla 626 avrebbero dovuto/potuto dare un contributo significativo alla prevenzione sono di fatto "schiacciati" dal sistema e quasi abbandonati mentre quelli di "comodo" prolificano a tutto svantaggio dei lavoratori.
Gli RLST fanno una gran fatica a muoversi tra vincoli e nomine di RLS effettuate su "gentile" richiesta dei datori di lavoro meno attenti alla prevenzione.
In un momento così drammatico per la Lombardia forse sarebbe il caso di cominciare a pensare davvero ad una sinergia tra RLS e RLST in modo da dare una regolata a quelli che accettano l'incarico solo per compiacere il datore di lavoro e specialmente per offrire un sostegno vero ai RLS che hanno intenzione di fare qualcosa per tutelare i propri rappresentati.
Pochi mesi fa mi è stata data l'occasione di parlare ad un convegno rivolto anche ma non solo ai RLS e per far comprendere la situazione in cui versano ho domandato al pubblico di immedesimarsi, di immaginare di essere un RLS durante la svolgimento di una riunione periodica alla quale partecipano il datore di lavoro o il suo delegato, il M.C., il RSPP e magari anche l'addetto SPP ed il consulente ed infine il RLS. Ho quindi cercato di far comprendere lo sbilanciamento nel rapporto tra le forze in campo perché di fatto è ciò che accade nella maggioranza dei casi (e già, non capita molte volte che tutte le figure remino insieme per fare una seria azione preventiva, spesso sono altri gli interessi), situazione che normalmente genera inefficacia dell'azione del poveretto che cerca di fare qualcosa a favore dei suoi rappresentati.
A fine convegno sono stato fermato da alcuni RLS di importanti aziende che hanno confermato di vivere ciò che ho descritto e di sentirsi soventemente quasi impotenti.
Il RLS ha delle potenzialità incredibili e penso che potrebbe essere più incisivo di qualsiasi UPG (e senza dover effettuare e/o richiedere alcuna azione represssiva) ma ad oggi così non é ed quindi necessario farlo crescere sia attraverso la formazione/informazione che un maggior supporto nei momenti critici e credo che quest'ultimo punto possa essere affrontato con delle previsioni contrattuali o normative che prevedano l'affiancamento al RLST.
Intendiamoci, non sono, anzi, meglio dire che non mi ritengo affatto una persona che è contro i datori di lavoro, comprendo molto bene quanto è complicato gestire una impresa anche se piccola, quanto impegno e tenacia servono in un mondo come quello di oggi. Conosco moltissimi datori che sono da ammirare per come tutelano il proprio personale, altri che invece peccano di un misto di ignoranza (nel senso buono del termine), poca cultura della sicurezza, ingenuità e sono soggetti ad una specie di adorazione al Dio dell'arte dell'arrangiarsi. Altri ancora amano giocare sulle persone e compiono veri e propri atti dolosi. È su queste ultime due tipologie che bisogna intervenire ed anche rapidamente ed il RLS/RLST, se utilizzato bene, potrebbe essere ben più incisivo di quanto lo sia oggi.
(Com'è difficile scrivere al cellulare.....)

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