Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Area riservata:

Password dimenticata?
Username dimenticato?

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

L’importanza di valutare la sensibilizzazione cutanea nelle serre

L’importanza di valutare la sensibilizzazione cutanea nelle serre
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

03/09/2018

Nelle serre i caratteristici aspetti microclimatici possono favorire lo sviluppo di dermatiti occupazionali. Focus sulle dermatosi occupazionali e su una ricerca in materia di valutazione della sensibilizzazione cutanea.

L’importanza di valutare la sensibilizzazione cutanea nelle serre

Nelle serre i caratteristici aspetti microclimatici possono favorire lo sviluppo di dermatiti occupazionali. Focus sulle dermatosi occupazionali e su una ricerca in materia di valutazione della sensibilizzazione cutanea.

 

Roma, 3 Sett – Un ambiente di lavoro indoor come la serra “presenta caratteristici aspetti microclimatici che possono favorire lo sviluppo di dermatiti occupazionali, in seguito ad un maggior assorbimento cutaneo dei principi attivi dei comuni prodotti fitosanitari”.

 

Ad affermarlo e a fornire informazioni sul tema delle dermatosi professionali e sulla valutazione dei rischi nell’ambito delle serre è un intervento che si è tenuto al convegno “ La ricerca prevenzionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre” (Lamezia Terme, 4 luglio 2016) e che è stato raccolto, insieme agli altri atti del convegno, in una pubblicazione del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail.


Pubblicità
Modello DVR
Modelli di documenti - DVR Sicurezza Vivai
Sicurezza Vivai - Categoria Istat: A - Agricoltura, Silvicoltura e Pesca
 

Dermatosi occupazionali e dermatiti da contatto

Nell’intervento “Valutazione della sensibilizzazione cutanea”, a cura di A. Cristaudo e M. Ambrifi (Ifo-Istituto dermatologico San Gallicano-Irccs -Roma), si ricorda che la dermatosi professionale è descritta come una ‘patologia cutanea causata da o diversamente espressa come la risultanza di fattori primitivamente associati all’ambiente di lavoro’. E “tra le dermatosi occupazionali di più comune riscontro ritroviamo le dermatiti allergiche ed irritative da contatto”. Si ricorda poi che secondo la definizione Simlii 2005, “la dermatite da contatto (DC) è professionale quando legata ad eventi prevedibili e pertanto non fortuiti connessi con l’attività lavorativa, la quale è causa preminente, e cioè insostituibile, anche se non unica, ed è caratterizzata da un quadro clinico molto vario”.

 

Si segnala poi che questo “polimorfismo clinico è legato a diversi fattori: suscettibilità individuale, meccanismi patogenetici, tipo di esposizione, sedi cutanee interessate, particolari noxae, fasi evolutive della DC”. E i fattori che favoriscono lo sviluppo di dermatiti da contatto “sono rappresentati dalla presenza di uno stato atopico, patologie cutanee extraprofessionali predisponenti, la sensibilizzazione da contatto preesistente ad apteni ubiquitari e difetti della barriera cutanea”.

 

Si ricorda anche che la dermatite da contatto è “una reazione infiammatoria della cute ad uno stimolo esterno, che può essere causata da un meccanismo di sensibilità ritardata come nel caso della dermatite allergica da contatto (DAC), oppure da stimoli fisici e chimici, come avviene per la dermatite irritativa da contatto (DIC). La DAC è caratterizzata da una fase di sensibilizzazione che dura circa 5 - 7 giorni in cui non si osservano manifestazioni cliniche, ma gli antigeni penetrano a livello epidermico ove si legano a proteine di trasporto (proteine carrier), trasformandosi da antigeni incompleti (apteni) ad antigeni completi immunogeni”. E i fattori predisponenti possono essere diversi: “le proprietà chimico-fisiche della sostanza (peso molecolare, ph, solubilità ecc.); fattori ambientali (temperatura, umidità e pressione), fattori individuali (età, sesso, razza, atopia), dose, tempo di esposizione, tipo di veicolo e modalità di applicazione”.

 

Una ricerca sulla sensibilizzazione cutanea nelle serre

Come detto ad inizio articolo, la serra ha caratteristiche che possono favorire lo sviluppo di dermatiti in seguito ad un maggior assorbimento cutaneo dei principi attivi dei prodotti fitosanitari. Infatti l’assorbimento cutaneo è “correlato all’integrità della barriera cutanea, che in particolari condizioni microclimatiche può essere alterata”.

Quando si rimane in ambienti caldi come le serre, “l’organismo reagisce tramite una serie di meccanismi termodispersivi e si assiste alla sospensione dei processi metabolici sottesi alla termogenesi facoltativa, in particolare: la vasodilatazione cutanea, l’aumento della sudorazione, l’aumento della frequenza e della profondità del respiro e il rallentamento del battito cardiaco; tutti processi che hanno lo scopo di aumentare la dispersione del calore mediante evaporazione”.

 

Partendo da questi presupposti è stato svolto uno studio il cui obiettivo era rappresentato dalla “caratterizzazione clinica non invasiva dei parametri dermatologici di interesse nell’assorbimento cutaneo di prodotti fitosanitari presenti nella serra, dei parametri di sudorazione/idratazione/secrezione sebacea, prima ed alla conclusione della attività lavorativa; nonché dalla caratterizzazione del microclima di questo ambiente di lavoro al fine di definire un modello matematico che permetta la valutazione del rischio come funzione dei parametri microclimatici, del tempo di esposizione in serra e della concentrazione dei prodotti fitosanitari in essa  presenti”.

 

I risultati della ricerca

Si indica che l’anamnesi lavorativa “ha evidenziato una esposizione quotidiana dei lavoratori a pesticidi, diserbanti e concimi durante le mansioni lavorative che essi svolgono con l’uso di guanti di gomma”. Inoltre i lavoratori – il campione era formato da 29 lavoratori (28 di nazionalità indiana ed uno di nazionalità polacca) – “hanno riferito di effettuare l’igiene delle mani circa due volte al giorno con l’utilizzo di comuni detergenti”.

 

Alla fase di raccolta dei dati anamnestici è seguito un approfondito esame obiettivo cutaneo, che “ha messo in evidenza nella quasi totalità dei lavoratori un quadro clinico di fotoinvecchiamento cutaneo precoce localizzato al volto, al collo e alle estremità superiori, ossia le zone cronicamente fotoesposte”.

Si è poi posta particolare attenzione “all’osservazione clinica delle mani, caratteristicamente sede di dermatiti allergiche da contatto”: in corrispondenza dei palmi “si è evidenziata la presenza di lesioni quali xerosi, fissurazioni ed ipercheratosi mentre lentigo solari e cheratosi seborroiche ed attiniche erano situate sul dorso delle mani”.

 

Infine i soggetti sono stati sottoposti ad un patch test, “specificamente realizzato per testare le sostanze a cui è esposto il personale”. Il test “è stato ben tollerato”, non si è osservato “in nessun caso dermatiti irritative da contatto da apparato testante. 28 soggetti sono risultati negativi al patch test mentre 1 soggetto ha mostrato una debole positività ai seguenti allergeni: warfarin e diclorofene”.

 

In definitiva, conclude la relazione, “di fatto l’ esposizione ai prodotti fitosanitari rappresenta un reale fattore di rischio per lo sviluppo di dermatiti allergiche da contatto occupazionali”.

Per questo motivo “la valutazione della sensibilizzazione cutanea a questi prodotti impiegati nelle serre riveste un ruolo fondamentale per l’identificazione di adeguate misure di prevenzione”.

 

 

Tiziano Menduto

 

 

Scarica i documenti da cui è tratto l'articolo:

Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Atti di convegno. La ricerca prevenzionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre”, a cura di Elena Barrese e Marialuisa Scarpelli (Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Inail), Collana Salute e Sicurezza, edizione 2017 (formato PDF, 1.93 MB).

 

 

Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ La ricerca prevenzionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori agricoli nelle serre”.



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

I rischi biologici nel mondo del lavoro: informazioni sui batteri

Campi elettromagnetici: le indicazioni per la sorveglianza sanitaria

Human Factors & Ergonomics in Sanità: rischio medico-legale e sicurezza

Tossicologia e nuove tecnologie: come i database digitali tutelano la salute


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

08MAG

Sottoscritto un protocollo tra Inail e Federmanager

06MAG

Il riscaldamento in Europa accelera oltre la tendenza globale

05MAG

Il legame tra l'esposizione ai pesticidi e il cancro

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
08/05/2026: Imparare dagli errori – Ancora infortuni nelle attività di pulizia – le schede di Infor.mo. 5804 e 16307.
08/05/2026: Corte di Cassazione - Sentenza n. 43840 del 3 ottobre 2018 - Sulla configurabilità di un cantiere in rapporto all’approvazione della licenza edilizia.
07/05/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 14579 del 21 aprile 2026 - Lavoratore schiacciato dal trattore cingolato. Mancanza di formazione, roll-bar non attivato e aggiornamento del DVR dopo l'infortunio.
07/05/2026: Inail – Gestione del rischio amianto negli edifici: ruoli e indicazioni operative- edizione 2026
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


DIFFERENZE DI GENERE, ETÀ, CULTURA

Gestione della diversità generazionale (Age Management)


POS, PSC, PSS

Sicurezza nei cantieri e nuove tecnologie: come migliorare i PSC


RISCHIO CADUTE E LAVORI IN QUOTA

Sicurezza nei lavori su alberi con funi: le procedure operative


LINEE GUIDA E BUONE PRASSI

Disabilità: linee guida e buone pratiche per l’accomodamento ragionevole


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità