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Anno 12 - numero 2446 di venerdì 23 luglio 2010
Verso un unico ente della prevenzione Il nuovo ed importante ruolo strategico cui è chiamato l’Inail. A cura di Rocco Vitale, Presidente dell’Aifos.
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Gli enti sono stati aboliti ma le loro funzioni sono state assorbite. Con la conversione
in legge dell’art. 8 del Decreto 78 sulla manovra economica l’INAIL verrà a
svolgere compiti e funzioni che prima erano affidate all’Ispesl ed all’Ipsema.
Si tratta di una vera ed importante riforma della prevenzione in Italia. Del
resto erano anni che si parlava di accorpamento e di collaborazione tra i
differenti enti preposti alla salute ed alla sicurezza ed è stata la manovra
economica ad accelerarne i tempi. Da qualche parte si sollecitava una
preventiva discussione ed analisi, confronti quando in realtà c’era poco da
dire, avendo già detto tutto, ma molto da fare.

La giusta e corretta difesa
dell’Ispesl, da parte di enti ed associazioni scientifiche e
culturali che
operano nel settore della sicurezza, non voleva e non vuole difendere
una sigla
ma il lavoro, le esperienze e le professionalità degli operatori, dei
ricercatori e di quanti hanno collaborato in questi anni con l’Istituto.
Al di là delle terminologie legislative utilizzate, (abolizione,
assorbimento,
accorpamento) la novità più importante, che - questa sì – dovrebbe
essere
occasione di dibattito e confronto riguarda la costituzione, per la
prima volta
in Italia, di un unico ente della prevenzione. Ciò a conferma che la
sicurezza
sul lavoro e soprattutto quella che viene definita “la cultura della
sicurezza”
per non essere una vuota affermazione, impalpabile e astratta, trova la
sua
concretezza nella prevenzione. In questo senso abbiamo anche sempre
sostenuto
la formazione è uno degli elementi fondamentali della prevenzione per la
salute
e la sicurezza sul lavoro.
Non va, peraltro, dimenticato come l’INAIL di oggi sia profondamente
cambiato.
Questo cambiamento nella stragrande maggioranza dell’opinione pubblica,
credo
purtroppo, non sia ancora stato percepito e l’Istituto viene visto come
un ente
assicurativo e di rimborsi ai lavoratori in caso di infortunio. L’inail,
per
chi ne ha seguito l’evoluzione, è oggi cosa ben diversa in quanto era
nel
passato. Senza entrarne nello specifico, oggi l’Inail è particolarmente
impegnato nel campo della prevenzione e ciò non è in contraddizione con
lo
spirito originario assicurativo e di tutela dei lavoratori.
Del resto anche in altri settori assicurativi avviene il medesimo
processo.
Sono le compagnie assicurative automobilistiche che da anni promuovono
le
campagne di prevenzione per una guida
sicura. Infatti il compito assicurativo non è l’aumento degli
infortuni ma
il loro contenimento.
Ridurre gli indennizzi a causa degli infortuni significa aver ridotto il
numero
degli incidenti e le somme risparmiate concorrono, o dovrebbero essere
messe a
disposizione, per un incremento delle azioni di prevenzione.
Azioni di prevenzione che, oltre alla formazione,
sono costituite da altri importanti ed indispensabili settori quali la
ricerca
tecnica, scientifica, medica, riabilitativa; la comunicazione; le banche
dati;
ed altri. Altrettanto importanti ed indispensabili sono i collegamenti, i
rapporti ed i confronti con le istituzioni e le agenzie europee ed
internazionali.
Dobbiamo quindi difendere e sviluppare un patrimonio di conoscenze e di
esperienze che possono trovare un nuovo impulso e nuova prospettiva di
sviluppo.
Possiamo pensare che, per l’Inail, si apra una nuova stagione. Non tanto
per
l’organizzazione interna dell’ente ma soprattutto per il fatto – ed è
questo
l’aspetto che interessa la comunità – che in Italia vi sia un unico
istituto
della prevenzione della salute e della sicurezza sul lavoro.
Quello che definiamo il “nuovo Inail” è rappresentato dalle capacità e
dalle
esperienze che l’Istituto andrà ad acquisire non con un semplicistico
accorpamento o assorbimento ma piuttosto attraverso una lungimirante
politica
di integrazione.
Vorremmo, sommessamente ricordare, ovviamente per quanto ci riguarda, le
positive esperienze di collaborazione che l’Ispesl ha sempre
intrattenuto e
sviluppato con il mondo delle associazioni affinchè tali pratiche
vengano
portate avanti e, sicuramente, migliorate ed incentivate.
Nulla, invece, si è detto sull’IPSEMA, sottovalutandone ruoli e compiti,
storia
ed esperienze. Molti hanno appreso dell’esistenza di questo ente solo
dopo la
pubblicazione del D.Lgs.
81/2008 che lo citava affianco all’INAIL ed all’ISPESL.
Certamente l’IPSEMA svolgeva un ruolo similare all’Inail per un comparto
specifico come quello dei lavoratori
del
mare. L’unificazione di alcune funzioni potrà essere una occasione
di
crescita della specificità del settore, eventualmente con una sezione
dedicata
ai lavoratori del mare. Il ruolo sociale e di confronto instaurato tra
armatori
e organizzazioni sindacali dei lavoratori rappresentano un patrimonio,
anche in
termini di relazioni bilaterali, che non può essere perduto ed
abbandonato.
Si coglie l’occasione per ringraziare amministratori, dirigenti e
funzionari
dell’IPSEMA con i quali Aifos ha collaborato nel progettare e
condividere uno
specifico progetto per i Rappresentanti del Lavoratori della Sicurezza
che
operano nel settore
marittimo. Per gli R.L.S. è stato definito uno specifico percorso
che
prevede l’uso di metodologie didattiche e tecnologie multimediali adatto
al
settore. Siamo giunti alla conclusione
di questo progetto e mancava solo la firma ufficiale dell’accordo.
Questo episodio, significativo, anche se ci riguarda direttamente sta ad
indicare che non bisogna ripartire daccapo ma tenere nella giusta e
debita
considerazione il lavoro svolto, magari ampliandolo e verificandolo alle
luce
delle esperienze e dell’organizzazione dell’Inail.
Giustamente, nel campo della sicurezza sul lavoro, come in altri
settori, ci si
rapporta all’Europa con un pregiudizio iniziale, tipicamente italiano,
di non
essere all’altezza o in posizione subordinata rispetto ad altri paesi.
Conoscendo,
anche superficialmente, i modelli
organizzativi e previdenziali che stanno alla base del sistema
dell’assicurazione contro gli infortuni e l’importanza della prevenzione
ai
fini della riduzione del fenomeno infortunistico negli altri paesi
dell’Unione
si ritiene che il nuovo modello che presenta l’Inail quale unico ente
della
prevenzione per la sicurezza sia una novità anche a livello europeo.
Vale la pena ricordare come il D.Lgs. 81/2008 rappresenta una delle
legislazioni più avanzate a livello europeo e certamente il modello
istituzionale italiano della prevenzione potrà essere un serio
contributo per
lo sviluppo della cultura della sicurezza sul lavoro.
La svolta non sarà ne semplice ne immediata. Però è altrettanto
importante non
lasciare vuoti e silenzi. Il processi amministrativi ed organizzativi
interni
non devono andare a scapito delle attività e del lavoro quotidiano e
dell’impegno
di quanti si sono dedicati e si dedicano con passione ed impegno nella
prevenzione della salute per la sicurezza sul lavoro.
Rocco
Vitale, Presidente dell’Aifos.
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