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Anno 12 - numero 2436 di venerdì 09 luglio 2010
ROA: cosa fare dopo la valutazione dei rischi? Quali misure tecniche e organizzative adottare all’esito della valutazione? Radiazioni ottiche non coerenti e radiazioni laser.
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Pubblichiamo una FAQ circa le misure tecniche e organizzative adottare
all’esito della valutazione, presente nel documento “Decreto
Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e
protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di
lavoro - Indicazioni operative” a
cura del Coordinamento Tecnico delle Regioni in collaborazione con l’ISPESL.

Quali misure tecniche e
organizzative
adottare all’esito della valutazione?
Scopo delle misure di tutela è quello di eliminare o ridurre al
minimo
tutti i rischi (diretti o indiretti) per la salute e la sicurezza
derivanti
dall’esposizione a radiazioni ottiche di livello pericoloso ed eventuali
altri
rischi associati.
Il DLgs.81/2008
richiede che vengano adottate specifiche azioni di prevenzione solo
qualora la
valutazione evidenzi la possibilità di superamento dei VLE oppure la sorveglianza
sanitaria evidenzi alterazioni apprezzabili dello stato di salute
dei
lavoratori correlate all’esposizione a ROA.
Radiazioni ottiche non coerenti
Oltre all’adozione delle misure di tutela previste dai manuali di
istruzione delle attrezzature di lavoro (macchine) marcate
CE, una volta verificata l’indispensabilità o insostituibilità della
sorgente o dell’attività-sorgente, per limitare o prevenire
l’esposizione, si
possono adottare soluzioni tecniche e procedurali quali:
1) il contenimento della sorgente all’interno di ulteriori idonei
alloggiamenti
schermanti completamente ciechi oppure di attenuazione nota, in
relazione alle
lunghezza d’onda di interesse; ad esempio, la radiazione UV si può
schermare
con finestre di vetro o materiali plastici trasparenti nel visibile;
2) l’adozione di schermi ciechi o inattinici a ridosso delle sorgenti
(es.: i
normali schermi che circondano le postazioni di saldatura, come da UNI
EN
1598:2004);
3) la separazione fisica degli ambienti nelle quali si generano ROA
potenzialmente nocive dalle postazioni di lavoro vicine;
4) l’impiego di automatismi (interblocchi) per disattivare le sorgenti
ROA
potenzialmente nocive (es.: lampade germicide a raggi UV) sugli accessi
ai
locali nei quali queste sono utilizzate;
5) la definizione di “zone ad accesso limitato”, contrassegnate da
idonea
segnaletica di sicurezza, ove chiunque acceda deve essere informato e
formato
sui rischi di esposizione alla radiazione emessa dalle sorgenti in esse
contenute e sulle appropriate misure di protezione, soluzione
particolarmente
utile per evitare esposizioni indebite, vale a dire di lavoratori non
direttamente coinvolti nelle operazioni con sorgenti ROA
potenzialmente nocive, nonché esposizioni di soggetti particolarmente
sensibili.
Radiazioni laser
La norma CEI EN 60825-1 fissa le principali misure di tutela per
l’installazione e l’impiego dei laser
e richiede, in funzione della classe dell’apparato laser, specifiche
misure di
prevenzione, la cui opportunità deve essere valutata nel contesto
specifico. In
generale, tali misure sono riconducibili a:
- schermare adeguatamente il fascio al termine del suo percorso utile;
- trattare o proteggere le eventuali superfici riflettenti presenti sul
percorso del fascio e per le
specifiche lunghezze d’onda al fine di evitarne la riflessione o la
diffusione;
- collegare i circuiti del locale o della porta ad un connettore di
blocco
remoto;
- inserire una abilitazione dello strumento mediante comando a chiave,
hardware
o software;
- inserire un attenuatore di fascio;
- installare segnaletica
di
sicurezza e segnali di avvertimento sugli accessi alle aree (ZLC e
ZNRO,
vedi Punto 5.25) o agli involucri di protezione;
- predisposizione di procedure per l’accesso in sicurezza alle aree a
rischio
(es.: evitare oggetti
riflettenti introdotti dal personale).
Coordinamento Tecnico delle
Regioni, “Decreto
Legislativo
81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e
protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi
di
lavoro - Indicazioni operative”, in collaborazione con l’ISPESL,
Documento n° 1-2009, Revisione 02, approvata il 11/03/2010.
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