Nella tesi, oltre a indicare i rischi del mondo infermieristico e ad affrontare le normative in vigore, si descrivono i metodi (NIOSH e MAPO) per calcolare e valutare gli indici di rischio così da far fronte ai problemi legati alla movimentazione manuale.
Inoltre la tesi riporta anche un’indagine svolta presso un’Azienda Ospedaliera siciliana e confronta “i dati epidemiologici riguardanti la prevalenza e l’incidenza di patologie a carico del rachide lombo-sacrale nella popolazione di infermieri ed ausiliari sottoposti al rischio specifico da
movimentazione manuale dei pazienti con i dati della letteratura specifica”.
Infine si cerca di “verificare l’efficacia dei sistemi di ausilio e degli interventi preventivi di tipo formativo e tecnico adottati al fine di ridurre la comparsa di
disturbi muscolo-scheletrici ed individuare ulteriori interventi da metter in atto per cercare di abbassare l’incidenza di tali patologie”.
Le conclusioni a cui perviene la tesi indicano che è evidente “l’importanza di un servizio di prevenzione che analizzi e valuti i rischi di infortuni nelle strutture ospedaliere al fine di ottenere gli strumenti adatti a far fronte a situazioni speso dannose per il personale”.
In questo senso l’attività di sorveglianza sanitaria mirata al rischio è necessaria per:
- “identificare eventuali condizioni negative di salute ad uno stadio precoce al fine di prevenirne l’ulteriore decorso”;
- “identificare soggetti portatori di condizioni di ipersuscettibilità individuale per i quali prevedere misure protettive più cautelative rispetto agli altri lavoratori”;
- “contribuire attraverso adeguate risposte all’accuratezza della valutazione del rischio collettivo ed individuale”;
- “verificare nel tempo l’adeguatezza delle misure di prevenzione collateralmente adottate”;
- “raccogliere dati clinici per operare confronti tra gruppi di lavoratori nel tempo ed in contesti lavorativi differenti”.
Questi provvedimenti – conclude questo lavoro – “potrebbero contribuire in tempi medio-brevi e con costi non proibitivi a ridurre notevolmente” il rischi legato alla
movimentazione manuale dei carichi.
Tiziano Menduto